Domenica, Novembre 3, 2013

Stella stellina, Ekuni Kaori

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E’ finalmente uscito Stella stellina romanzo d’esordio di Ekuni Kaori l’autrice più seguita ed amata fra le fenomenali ragazze nipponiche .
Il suo romanzo inaugura così una nuovissima collana Asiasphere della Atmosphere libri, tutta rivolta alla letteratura dell’Estremo Oriente.
L’idea di una simile collana si deve al suo direttore Gianluca Coci che insegna lingua e letteratura giiapponese all’Università di Torino, insieme ad un ricco gruppo di linguisti, professori e traduttori da lingue quali il cinese, coreano, tailandese, vietnamita, indonesiano.
Ma che tipo di autrice è la Ekuni?
Secondo Gianluca Coci è -Una scrittirice a cui piace raccontare di sentimenti e relazioni interpersonali in maniera molto profonda e romantica, ma mai mielosa e sdolcinata, e per questo affascina i suoi lettori: pare sia un’autentica “divinità” soprattutto fra le trentenni giapponesi-, ma anche all’estero i suoi libri hanno successo, visto che diversi suoi romanzi sono stati tradotti in inglese e che in Corea del Sud è seguitissima.
E chi leggerà Kira Kira Hikaru -tradotto da Paola Scrolavezza- ovvero “Stella stellina” -scritto nel 1992- non potrà che finirlo d’un fiato, perchè appena iniziate le prime pagine si vuole assolutamente sapere come andrà a finire.
Veniamo alla trama che vede una giovane coppia di Tokyo, Mutsuki e Shoko sposati da appena dieci giorni.
Hanno una casa molto accogliente, lei lavora come traduttrice di libri e testi dall’italiano al giapponese, lui è medico in uno degli ospedali della capitale giapponese.
Però….non sveliamo troppo anche se potremmo ancora dire che in una società a tutt’oggi dominata dalle apparenze -come quella nipponica o italiana- nessuno dei due incarna il partner ideale: Mutsuki è omosessuale, Shoko manifesta un disturbo di personalità e tende alla depressione.

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Stella stellina di Ekuni Kaori, traduzione di Paola Scrovalezza, collana Asiasphere, edizioni Atmosphere Libri

Scrittrice, poetessa, saggista, autrice di fiabe e traduttrice dall’inglese, e’ nata nel 1964 a Tokyo nel quartiere di Setagaya (… caso vuole che io abiti proprio lì a Tokyo…)
Figlia di Ekuni Shigeru (1934-1997) famoso scrittore e poeta di haiku.
Dopo la laureata all’Universita Mejiro in letteratura giapponese, lavora per una casa editrice.
In seguito si trasferisce in America per frequentare la Delaware University.
La sensibilità nello scrivere le ha portato un grande seguito e l’affetto dei lettori.
La sua produzione letteraria privilegia lavori di genere sentimentale che trattano del rapporto tra uomini e donne ed un secondo filone ( risalente ai primi anni di scrittura) di letteratura rivolta ai bambini.

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Martedì, Ottobre 29, 2013

Spirito del Giappone

pubblicato su Trova Città, Repubblica To, 31 ottobre 2013

Aki wa yugure ovvero
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- In autunno, la sera. Il sole al tramonto brunisce i bordi delle montagne e gli uccelli volano a casa-.
Questa la descrizione che Soei Shonagon ci regala nel suo capolavoro Note del Guanciale scritto nella Kyoto fra il 900 e l’anno 1000.
Simili ed altre emozioni sono garantite dalle quaranta fotografie di Suzanne Held in mostra al Museo d’Arte Orientale di Torino da oggi al 12 gennaio 2014.
Spirito del Giappone è ciò che le immagini della Held, fotografa francese innamorata dell’Oriente Estremo, cercano di cogliere e di restituirci.

Non vedremo la Tokyo dei milioni di persone che ne attraversano le stazioni, nè immagini relative ai problemi radioattivi di Fukushima e della sua sempre più larga zona contaminata.
Quattro sono invece i temi scelti: -Geisha- Giardini-Shinto-Buddhismo.

Persona d’arte è il significato di -Geisha- stancamente fonte di bassa curiosità, che merita di essere inquadrata per quello che invece continua ad essere (seppure in numero assai ridotto): donne che sanno di letteratura e poesia, abili nel conversare, cantare, danzare, suonare e curare il proprio aspetto con disciplina e gusto, per allietare clienti che possono permettersi di pagarsi del tempo con loro.
E che dire della bellezza e degli incontabili significati e simbolismi dei giardini del Giappone?
Dalle pietre alle piante, nulla è casuale in questi luoghi che troviamo ovunque sulle isole che formano l’arcipelago nipponico.

Shinto è invece quell’insieme di leggende, riti e credenze che rappresentano il culto originario del Giappone ed i suoi santuari sono dedicati ad animali, persone e ritualità stagionali.
E’ infatti qui che si svolgono i Matsuri le feste che richiamano ancor oggi gli abitanti del quartiere.
Lo Shinto si è poi integrato quasi a perfezione con la nuova filosofia Buddhista che arrivò dall’India al Giappone (via Cina e Corea) intorno al 500 prima di Cristo.

I templi di Kyoto, Nara e Tokyo sono luoghi d’incanto e pace per noi esseri umani e per la natura, da proteggere e ringraziare.

Spirito del Giappone, 29 Ottobre-12 Gennaio
Mao www.maotorino.it Via San Domenico 11, 0114436928
Martedì-Domenica dalle ore 10 alle 18
biglietto: 10 Euro, ridotto 8, gratuito sotto i 18 anni

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Mercoledì, Ottobre 23, 2013

MM Kyoto: International Manga Museum

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pubblicato il 23 Ottobre 2013 su La Repubblica

La vecchia scuola Tatsuike nel 25mo distretto di Kyoto è una struttura a due piani del centro città, con il classico campo sportivo antistante e la casetta del custode.
Dopo la ristrutturazione però, non ospita più gli studenti delle elementari ma molti, tantissimi ragazzi ed adulti che la visitano giornalmente, e che provengono da tutte le parti del Mondo, fra cui un bel numero di italiani.
Perché? Forse molti non lo sanno ancora ma qui, dal 2006, ha sede il più grande, competente e fornito Museo Internazionale del Manga.
Dal 31 di questo mese e fino a febbraio, il Museo propone una nuova mostra temporanea davvero imperdibile, dedicata all’artista manga Ono Saseo (1905-1954) dal titolo The Modern Girl, the Southern Belle and the Bicycle Girl .
Si espongono alcuni suoi disegni a penna, dipinti ad olio, rotoli e moltissime riviste che dal 1930 al 1950 hanno pubblicato i lavori di questo artista che venne definito nell’epoca Showa “L’enfant terrible” del mondo manga.

Il Museo di Kyoto oltre ad allestire mostre tematiche - fra cui le due permanenti What is Manga dalle origini ai giorni nostri e 100 Maiko altrettante llustrazioni di famosi artisti che hanno interpretato le aspiranti Geisha di Kyoto, così popolari fino a qualche decenno fa- è il regno assoluto di migliaia di piccoli libri disegnati, un luogo-tempio della contemporaneità nipponica.
Il tempo passa in un lampo mentre si leggono i famosi fumetti giapponesi, che riescono a raccontare per immagini dalla Divina Commedia a Pinocchio, passando per la Mitologia nipponica e che sono disponibili per la lettura, e stipati ordinatamente dentro gli scaffali, lungo i muri della struttura.
Nella spaziosa Hall dell’edificio c’è un -Gift Shop- fornitissimo con alcune collezioni di manga storici, libri e video dei grandi maestri come Hayao Miyazaki e Osamu Tezuka .

Appena oltre il negozio è adibita una sezione di manga tradotti in diverse lingue, compreso l’italiano.
Nelle ex-aule del primo e del secondo piano invece vengono organizzati vari workshop guidati da docenti della facoltà di Manga dell’ Università Seika di Kyoto o da artisti internazionali, e conferenze con mangaka ospiti, mentre in alcuni appositi corner, sono posizionati dei computer con programmi di grafica che permettono ai visitatori di disegnare il proprio e personale fumetto.
Ecco spiegato il perché della folla davanti al Museo, che apre tutti i giorni dalle 10 alle 6 del pomeriggio, tranne il mercoledì.
Il biglietto che permette la visita all’intera struttura costa 6 Euro per gli adulti, 2,50 per gli studenti delle medie e superiori e solo 75 centesimi per i bambini delle elementari.
Ed una volta dentro ci si può rimanere anche tutto il giorno.

Accompagnati dai professori, genitori o da soli, i ragazzi leggono, disegnano, osservano e sperimentano a pieno quel Cool Japan che è il reale potere non economico ma -Soft- di Kyoto e del Giappone: la capacità di influenzare culturalmente i bambini, ragazzi e poi adulti di tutto il Pianeta.
http://kyotomm.jp

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Lunedì, Agosto 19, 2013

Kaze Tachinu

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Lunedì mattina del 29 Luglio a Tokyo: sveglia alle 8 per riuscire a fare doccia, colazione, vestirsi e correre in stazione.
Il mio biglietto per vedere Kaze Tachinu, il nuovo lavoro firmato da Hayao Miyazaki ed il suo Studio Ghibli è per la prima proiezione del mattino: alle 9.30 al Toho Cinema, un complesso di sale cinematografiche a Shibuya a pochi passi dall’uscita Hachiko, sulla Dogenzaka.
Arrivo puntualissima, anzi alle 8.50 e salgo al terzo piano del building.
Il mio biglietto è il posto n. 14 F al centro della sala .
L’avevo acquistato il giorno prima, dunque ho potuto scegliere bene.
Ma non mi aspettavo di vedere molta gente, essendo un lunedì mattina di fine Luglio.
Invece la sala si è riempita totalmente: molti ragazzi, adulti, amici, coppie, mamme con figli non piccoli, qualche sparuto bambino.
….Pubblicità di nuovi film in programmazione, commercial e poi gli annunci che ricordano, gentilmente, di spegnere i cellulari e di non riprendere le immagini e via…parte l’avventura.

Non aspettatevi una recensione e riassunto del film perché davvero non è il caso di rovinarvi la sorpresa.
Vi racconterò impressioni ed emozioni, qualche stralcio di storia e di critiche però poi sta a voi cercare di vedere il film, magari a Venezia se potete.
Lo proiettano all’interno della 70ma Mostra del Cinema di Venezia:

-1° Settembre alle 19.30 in Sala Grande
-2 Settembre alle 17.30 al Palabiennale

Come sempre ed ancor di più in questo film, Miyazaki si rivela un grande maestro, inavvicinabile per equilibrio, dettagli, scelta delle musiche e delle canzoni, bellezza dei tratti.
Ha un modo tutto suo di raccontare, senza soffermarci sul fatto che non utilizza per la sua animazione grafica computerizzata ma disegna ancora tutto a mano.
Ed il risultato è meraviglioso. Semplicemente.

Il protagonista della storia è il timido e geniale Horikoshi Jiro, che fu il designer del famoso e terrificante aeroplano da guerra
Zero Fighter usato contro la Cina gli Stati Uniti ed i suoi alleati durante i primi anni della Seconda Guerra Mondiale e che divenne anche conosciuto come la bara dei piloti giapponesi, quei Kamikaze che si suicidarono verso la fine del conflitto.

Una cosa importante da dire è che questo film parla di guerra ma non è un film di guerra.
E la sottigliezza non è da poco.
Molti in Giappone e all’estero hanno criticato la scelta di Hayaho Miyazaki, accusandolo di aver voluto con questo film, glorificare l’inventore di una pericolosa arma di distruzione, di aver in qualche modo reso onore al Giappone bellico.
Non è vero, e chi conosce Miyazaki, la sua storia, le sue dichiarazioni ed i suoi film lo sa perfettamente.
Il regista è un pacifista convinto, ma da sempre ama la sua terra, gli aerei, la natura, le storie d’amore ed anche…. l’Italia.

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Il giovane Horikoshi ha un sogno ricorrente: sogna di lanciare un piccolo aereo su dal tetto della sua casa e di volare sopra la bella campagna rurale del Giappone dei primi anni del Novecento, con un panorama mozzafiato.
Un Lost Japan di un’ estetica che è opera d’arte.

A scuola, Horikoshi prende in prestito da un professore una rivista d’aerei e quel numero particolare racconta della vita del designer di aerei italiano Gianni Caproni, il quale attraverso una serie di sogni, diventerà l’idolo del ragazzo e lo guiderà a realizzare il suo sogno: quello di costruire un suo aereo.
E’ la passione il nodo portante del film: per gli aerei, per il Giappone e la sua gente e, naturalmente, la vita di Horikoshi racchiude anche una romantica storia d’amore.

Basta, non vi dico altro se non che questo film è quello che più mi è piaciuto dai tempi di Il castello errante di Howl.
E’ una storia magistralmente descritta, bella, emozionante, piena di spunti narrativi che a mio parere, conquisterà il pubblico.
E se la critica ci vedesse anche qui in Europa, un che di militarista e di nazionalista, vuol dire che è strabica.

Hayao Miyazaki è riuscito di nuovo a regalarci qualcosa di profondamente bello.
Un progetto visuale di grande valore artistico e soprattutto ha tolto dalla mente dei più il pensiero che quel Zero Fighter fosse sin dall’inizio il frutto di volontà militari.
Mentre è stato, nella sua ideazione, il sogno di un bambino tenero e dotato.

Miyazaki Hayao’s Kaze Tachinu (The Wind Rises)
宮崎駿「風立ちぬ

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Lunedì, Giugno 17, 2013

Nippo aperitivo di Sayaka

Apericena giapponese in una piola sarda a Torino.
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http://temi.repubblica.it/repubblicatorino-pink-turin/2013/06/17/il-nippo-aperitivo-di-sayaka/

Questo il titolo ed il contenuto di Japanese Curry Rice evento organizzato per dare il benvenuto all’estate, sperimentando un’apericena speciale.
Idea e chef della serata è Sayaka Miyamoto[/b] giapponese di Tokyo (giornalista di enogastronomia ed insegnante di cucina) che vive da anni a Torino.
Esperta di cucina sia italiana che giapponese, Sayaka non è nuova all’organizzazione di eventi-ponte fra le nostre culture.
Due anni fa, subito dopo il Grande Terremoto dell’11 Marzo nel Tohoku, mise insieme Cinque cuochi per il Giappone una super cena nella sede di Eataly.
Insieme ad altri quattro ottimi cuochi giapponesi che operano in Piemonte inventò una cena per 100 persone, il cui ricavato venne devoluto totalmente alle vittime del disastro.
Evento sold-out nel giro di poche ore.

Per questo martedì 18 dalle ore 18 fino più o meno alle 21, ha pensato ad un evento più giocoso e divertente.
Una preserata con assaggi sostanziosi di -Curry Rice- alla giapponese nelle due versioni- vegetariano e al pollo, tsukemono fresco di carote (carote in salamoia) e dessert stra-gustoso: una panna cotta al sesamo nero, invenzione della chef.
Si sa che la cucina giapponese vanta sempre più affezionati a Torino ma: In realtà non si conosce in maniera corretta e le scelte dei piatti sono limitate afferma Sayaka Miyamoto.
Il curry rice è: Un piatto semplice, usuale e quotidiano, uno dei cibi in assoluto più amato dai giapponesei rivela la chef, dunque non resta che provarlo.
Il luogo dell’evento è La Taverna di Biagio in Via Castelnuovo 4 a Torino: una delle poche piole ancora esistenti in città, che vanta un pubblico di amatori e di affezionati clienti, i quali non disdegnano le novità.

Fra l’altro molto presto la gestione del locale si rinnoverà, spunto ulteriore per salutare gli amici che lo hanno portato avanti fino ad ora.
Il prezzo è contenuto:12 euro per il menù, bevande (birra giapponese e sarda, vino e bibite) a parte, musica nippo a volume decente, molto entusiasmo e contaminazione culturale garantita.