Martedì, Novembre 20, 2012

Mishima di Koji Wakamatsu

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Oggi a Torino, all’interno della Trentesima edizione del Torino Film Festival, verrà presentato in prima nazionale il film del regista Koji Wakamatsu intitolato 11.25 Jiketsu no hi: Mishima Yukio to wakamonotachi, ovvero 11.25自決の日 三島由紀夫と若者たち, 11:25.
Tradotto in italiano il titolo diventa 25. 11 Il giorno in cui Mishima decise il proprio destino ed è la descrizione per immagini degli ultimi anni di vita dello scrittore Mishima Yukio, dal 1967 al 25 Novembre del 1970, giorno in cui egli commise il rituale seppuku, insieme ad uno dei ragazzi del suo gruppo.

Di questo film si potrebbe iniziare a parlare partendo da numerosi spunti, ed io vorrei qui solo fare cenno allo stile che il regista Wakamatsu ha impresso al lavoro.
Intanto si consegue già dal titolo che il regista pone l’accento sul rapporto dello scrittore con i giovani: quei ragazzi che formavano il suo Tate no Kai, il suo piccolo esercito personale, o di discepoli militarizzati che lo hanno seguito fino all’epilogo del seppuku, della morte intesa come autodeterminazione, avvenuta in diretta nella sede delle Forze di Autodifesa Giapponesi a Tokyo.
Inoltre il regista alterna immagini di repertorio ad immagini di ricostruzione cinematografica, creando così una sintesi realistica fra l’interpretazione dell’accadimento e la realtà dello stesso.

Non voglio scrivere qui né la trama completa del film né analizzare scena dopo scena, perché è qualcosa che detesto leggere o ascoltare nelle varie recensioni dei quotidiani più prestigiosi, in radio e alla televisione.
I film vanno visti e poi se ne parla o se si intendono presentare, bisognerebbe avere la delicatezza di non rivelare troppo.

E’ invece importante comunicare che sia l’argomento trattato sia l’autore fanno si che valga la pena di vederlo questo film, e ci si augura, che verrà distribuito nelle sale italiane dopo il debutto a Torino.

Oltretutto si tratta del penultimo lavoro del 76enne Koji Wakamatsu, un regista dalla lunga ed importante carriera, molto conosciuto in Giappone e all’estero, che è morto investito da un taxi a Tokyo, il 17 Ottobre di quest’anno.

Mishima Yukio e Wakamatsu Koji, due giapponesi dal grande talento, dalla forte personalità, dalla immensa creatività e dalle opposte ideologie politiche.

Eppure il regista ha saputo parlare dello scrittore andando oltre l’ideologia, riuscendo a cogliere l’uomo Mishima nelle sue più intime emozioni.

Al cinema Massimo oggi alle ore 17.00
Vado a vederlo e poi recensisco.
A più tardi ^__^

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