Domenica, Novembre 18, 2012

Kasumigaura, un lago contaminato

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da un pezzo di Tomoko Otake per il Japan Times di domenica 18 Novembre, riassunto e tradotto da Fabiola Palmeri

Il lago Kasumigaura nella Prefettura di Ibaraki è alle prese con una minaccia ambientale essenzialmente trasformatasi in una bomba ad orologeria che fa tic tac a soli 60 Km. da Tokyo .

Gli esperti avvertono che il secondo lago più grande del Giappone, con una superficie di 220 Km. quadrati sta lentamente ma stabilmente accumulando cesio radioattivo rilasciato dal danneggiato impianto di energia nucleare N. 1 di Fukushima.

Non è una grande sorpresa. L’area di contenimento del lago è enorme e attraversa 24 municipalità nelle Prefetture di Ibaraki, Chiba e Tochigi.
Non ci vuole un genio per capire che le radiazioni cadute in alcune delle regioni del Tohoku ed oltre, dopo il disatro nucleare del Marzo 2011 hanno trovato strada lungo i fiumi e di conseguenza, si sono riversate nel lago.
Oltre a ciò, il lago Kasumigaura, che comprende tre laghi continui, Nishiura, Kitaura e Sotonasakura , è un lago chiuso e senza fuoriuscita.
Il che significa che le sostanza radioattvie che ci entrano non hanno nessun altro luogo dove andare.

Più allarmante ancora comunque, è che 20 mesi dopo la crisi nucleare, le agenzie governative non hanno mostrato nessun segno di stare almeno provando a prevenire l’accumulo di cesio nel lago - che non è soltanto ricco di risorse ittiche ma la cui acqua viene usata per irrigazione, fini industriali ed anche per il consumo di acqua da bere per le 960.000 persone della Prefettura di Ibaraki.
Per completare il quadro, nessuno sa come e quanto il problema sia peggiorato nel corso dei mesi, eccetto per la cosa più ovvia: non è scomparso.

Il signor Hiroshi Iijima , direttore generale dell’organizzazione no profit - Asaza Fund- di Ushiku, Prefettura di Ibaraki, ha cercato di allertare per mesi le persone sulla situazione.
-Ciò che è unico circa Kasumigaura, diversamente da altri laghi della nazione, è che è nutrito da numerosi fiumi e piccoli torrenti, non soltanto il 56 fiumi che entrano direttamente nel lago ma anche un centinaio di affluenti- racconta Iijima al Japan Times.
-Inoltre la zona è pianeggiante, consentendo così alle sostanze radioattive di viaggiare molto lentamente; accumulandosi nel lago in un lungo periodo di tempo-.

Dopo il disastro di Fukushima, il Ministero dell’Ambiente ed il Governo della Prefettura di Ibaraki hanno misurato i livelli di cesio nel fango e nelle acque, una volta ogni tre mesi in 8 punti specifici del lago ed in altri 56 luoghi sul fondo dei fiumi che si riversano in esso.

Secondo l’ultimo giro di monitoraggio, il quarto del suo genere e svoltosi a Settembre ed Ottobre, non è stata rivelata una quantità tracciabile di cesio nell’acqua.
Mentre nei campioni di fango presi in considerazione e provenienti dal lago e dai fiumi contenevano fino a 5.200 becquerel per Kg. di cesio-134 e cesio-137, comparati con un massimo di 500 Bq/Kg. individuato un anno fa, un massimo di 5.800 Bq/Kg. rilevato in Febbraio e di 4.800 lo scorso Luglio.

Basandosi sui vari risultati, il Ministero per l’Ambiente ha concluso in un report rilasciato il 30 Ottobre che la contaminazione dei fiumi, dellago e dei siti di rifornimento d’acqua - sta diminuendo o è in un trend verso il basso-.

Ma con uno sguardo più ravvicinato alla situazione, la realtà si dimostra un po’ più complessa.
Katsuiko Sato esponente della sezione acque ambientali del Ministero, sostiene che il Ministero non riesce a spiegare perché il livello di cesio nel algo Kasumigaura sembra essere diminuito. -Ad essere onesto, noi non spaiiamo perché- dice Sato.
-I dati sembrano essere in qualche modo inconsistenti-.

In più Sato ha lasciato intendere che gli esami compiuti dal Ministero sui campioni di terreno non siano stati abbastanza sofisticati -Non sappiamo se ogni volta potremmo analizzar egli stessi tipi di campioni- ha affermato.
- Il Cesio è noto per attaccarsi alle sostanze solide come il fando e le acque di rifiuto.
Più i grani ono fini, più assorbono il cesio.
Abbiamo cercato di prelevare lo steso tipo dicampioni ogni volta, ma solo con una selezione visiva.
I granuli di sabbia variano da 0,6 mm a 0,3 mm. ed un’analisi dettagliata ci avrebbe richiesto molto tempo, cosa che non abbiamo fatto-.

La radiazione accumulata nel fondo del lago ha colpito però duramente l’industria ittica locale.
Cinque specie di pesci, fra cui l’anguilla, il pesce gatto americano e la carpa sono state tolte dal mercato, perchè le analisi compite hanno rivelato dei livelli di cesio superiori ai limiti imposti.
E mentre bere l’acqua proveniente dal Kasumigaura sembra essere tecnicamente sano ciò che si produce nel processo di sedimentazione delle sue acque non lo è.

Iijima , del Fondo Asaza, sostiene che il monitoraggio governativo dei livelli di radiazione è lontano dall’essere soddisfacente, perché si compie solo in un luogo per ogni fiume.
Mentre la sua associazione in cooperazione con altri gruppi di cittadini del posto ha misuratoi livelli di radioattività in 200 diverse postazioni di in Marzo ed Aprile e poi ancora in Ottobre coprendo 20 postazioni per fiume.
I risultati dimostrano che nel perido di sei mesi preso in considerazione le sostanze radioattive hanno viaggiato seguendo la corrente, quindi i dati relativi al cesio nella parte alta dei fiumi sono diminuiti mentre sono cresciuti nella parte bassa.

Il sig. Iijima sostiene che le istituzioni e le persone con una responsabilità per il futuro del lago, non solo le agenzie governative, ma tutte le persone del settore privato ed i gruppi di cittadini, come il suo, dovrebbero unirsi per indagare e gestire al meglio il problema.
Solo attraverso una stretta collaborazione fra tutti diventerebbe possibile monitorare i movimenti del cesio nel lago e nei fiumi, secondo Iijima.
Ma nutre poche speranze sulla possibilità che questo avvenga.
-Siamo di fronte ad un potenziale ed imminente disastro- e
-Si tratta di un lago che si trova nella zona metropolitana di Tokyo ed il secondo lago del Giappone, e siamo qui seduti inattivi mentre si contamina sempre di più-.

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