Lunedì, Ottobre 29, 2012

Wataru Ohashi sensei

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Sono passati 25 anni dalla prima volta di Ohashi Wataru a Torino ed è tutto pronto per celebrare questo anniversario.

Il maestro di Shiatsu più famoso del mondo è in città, proprio per ricordare che qui si è aperta la prima sede italiana dell’ Ohashi Institute, a Touch for Peace.
La prima volta che ho sentito parlare di Shiatsu vivevo in Giappone e grazie la suggerimento di un amico inglese ho iniziato a studiare questa disciplina.
Prima ho frequentato una classe con il maestro Suzuki ed in seguito delle lezioni individuali con il maestro Kimura.
Quelle esperienze mi hanno fatto capire principalmente quanto Shiatsu sia oltre che una pratica ed una metodologia, un modo d’essere, uno stile di vita.

Mentre io ero in Giappone, Shiatsu si diffondeva in Oriente ed Occidente grazie a maestri giapponesi che come Ohashi sensei, lo hanno spiegato ed insegnato al resto del mondo.
Il primo Ohashi Institute nacque nel 1975 a New York dove il maestro si era trasferito.
E da allora sono nati moltissime altre sedi nel mondo, che il maestro visita ogni tanto

-Per me Torino è fonte di molti ricordi felici- racconta il maestro giapponese che vive dal 1974 a New York City
-Qui ho anche avuto l’onore di trattare l’avvocato Giovanni Agnelli- racconta con gli occhi lucidi Ohashi
- Ed anche l’ultima volta che venne a New York ebbi l’onore d’incontralo-.

La scuola torinese del metodo Ohashiatsu ha formato negli anni diversi maestri che attuano la metodologia di digito pressione unita a principi zen e a molta, moltissima pratica.

Il maestro Ohashi, nato nel 1944 a Hiroshima , ripete spesso che per riuscire ad affrontare i problemi di salute serve esperienza unita alla creatività
-La medicina orientale utilizza tecniche creative e soggettive, differentemente da quella occidentale che è razionale e scientifica.
Per questo non smetto mai di leggere e di preoccuparmi.
Al fine di soddisfare le persone che a me si rivolgono devo poterne capire i modi di fare, le paure e le abitudini.
Sbloccare l’energia inutillizata e ristabilire l’equilibrio naturale che è in loro-.

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Lunedì, Ottobre 15, 2012

Material girls, prima parte

Il gruppo AKB48 ha incredibilmente ridisegnato il paesaggio della cultura giovanile del Giappone moderno.
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da Japan Times, pezzo di Ayako Mie, tradotto da Fabiola Palmeri

La rapida ascesa alla notorietà di questo gruppo idol- pop che offre una vasta gamma di format ha aperto ai ragazzini di questo Paese un sentiero piuttosto semplice e diretto verso il successo commerciale:
il successo ultimamente si raggiunge attraendo un’ampia base di fan via voto popolare.

Tale strategia incoraggia i giovani di oggi ad inseguire il sogno di trovarsi sotto i riflettori, cosa che solo pochi anni fa molti giapponesi avrebbero evitato.
Al giorno d’oggi, obiettivi a lungo termine come la carriera in politica o in medicina sono stati rimpiazzati dal bisogno di gratificazione immediata e di prestigio.

In nessun altro settore questo ideale è così apparente come nel campo della moda, ed il settore giovanile in particolare, negli ultimi 5 anni sta vivendo dei cambiamenti che lo rendono virtualmente irriconoscibile dal vicino passato.

Le opportunità di lavorare come modelle per le pre adolescenti del Giappone di questi giorni si sono viste con grande evidenza all’inizio di Agosto allo Yoyogi National Gymnasium.
Circa 350 modelle under 14 anni, hanno partecipato alla Collezione Tokyo Top Kids, gareggiando per le gategorie di Best Fashion, Best Smile e Best Camminata sulla Passerella.

Fra i concorrenti c’era anche Suguri Shishikura , dodicenne che ha già sfilato due volte, ma partecipava per la prima volta alla Top Kids Collection.
La ragazzina ha capito di avere interesse per la moda tre anni fa, dopo avere sbirciato il giornale delle sorelle più grandi.
Non è passato molto tempo e già si ritrovava a prendere in prestito il make up delle sorelle ed anche i loro vestiti che più le piacevano, perché voleva trovare uno stile che potesse andarle a genio e che fosse personale.

Adesso, tuttavia, l’equilibrio si è spostato e sono le sue sorelle a lamentarsi in quanto non possono indossare nessuno dei 19 vestiti firmati di Suguri nè una delle sue 12 paia di scarpe a tacco alto.

Essere al centro dell’attenzione sulla passerella non è un fatto del tutto naturale per la timida studentessa di scuola media della Prefettura di Chiba, che ogni giorno chiede ancora alla mamma di farle la coda di cavallo prima di uscire per andare a scuola.
Ma una volta iniziato a sfilare a Tokyo, tuttavia, lei ha subito una sorta di metamorfosi e prima di esibirsi nell’ultima posa alla fine della passerella, era talmente sicura da sfoggiare un bel sorriso e gioire dell’applauso delle migliaia di persone che affollavano l’evento.

-Una volta sul palco, tutto il mio nervosismo sparisce- osserva Suguri.
E sogna di diventare una modella professionista, ma la competizione è decisamente alta ed ognuna delle sue rivali alla Top Kids Collection insegue esattamente lo stesso sogno.

Kids Online, un negozio di moda per preadolescenti con una buona base online, ha lanciato questa competizione 6 anni fa, con il fine di promuovere designers brands per bambini.
Si tiene una volta all’anno ed ora attrae una folla di circa 4500 persone, tre volte in più rispetto all’inizio e il pubblico paga un biglietto di 39 euro per l’evento.

-Siamo sorpresi di essere cresciuti così tanto- dice Isao Toyama della Little Andersen, l’operatore di Kids Online e produttore di brands preteens come Earthmagic, Hysteric Mini e Chubbygang.
-Ciò dimostra che c’è una grande richiesta per questo settore del fashion-.

Comunque in questi sei anni, la Collezione Tokyo Top Kids è diventata qualcosa di più che un luogo commerciale per compagnie di fashion che vogliono esporre i più nuovi trends per preadolescenti.
Oggi, lo show serve come terra di confronto primaria per aspiranti bambine che sognano di diventare modelle, con principianti che non hanno mai sfilato prima che comprendono circa la metà delle modelle in passerella.

La gara all’audizione per riuscire a sfilare in collezione è dura, con giudici che sceglieranno appena il 10% delle 1600 pre ragazzine che vorrebbero far parte della sfilata. model_blog-440-1.jpg
Molte di quelle che non riescono ad essere scelte la prima volta cercano di essere presenti fra la folla durante l’evento, per riuscire magari ad essere notate da uno dei molti modeling scout che la presiedono.

-Sono qui per imparare dalle altre modelle come riuscire ad essere selezionata per lo spettacolo del prossimo anno- racconta[ b]Miyu Ota[/b] , di dieci anni da Nagoya , che non è riuscita questa volta.
Come molte altre pre teens fra il pubblico, Miyu è davvero in ghingheri.

La sua mamma, la 36enne Akemi, l’ha aiutata ad applicarsi un ombretto leggermente blu baby, compensato da un lip gloss con brillantini ed un po’ di rosa sulle guance.
Indossa un vestito giallo e rosa a completare il suo look.

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…continua….

Venerdì, Ottobre 12, 2012

Murakami Night

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Sebbene anche per quest’anno lo scrittore Haruki Murakami non sia riuscito a vincere il premio Nobel per la Letteratura, i suoi innumerevoli sostenitori sono prontissimi a divorare con gli occhi l’ultimo volume di 1Q84 .

E’ infatti in uscita martedì 16 nelle librerie di tutta Italia, il terzo ed ultimo tomo pubblicato da Einaudi della trilogia di Murakami e per celebrare al meglio l’evento ed ingannare l’attesa ecco la Murakami Night .

Ovvero, domani sabato 13 dalle ore 21 in avanti gli attori Michele di Mauro e Francesca Inaudi leggeranno alcune pagine tratte dal volume in questione al Circolo dei Lettori di Torino , con tanto di sottofondo musicale e sonorizzazioni.

E grazie alla consueta ottima traduzione del nuovo Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Tokyo e famoso traduttore di scrittori giapponesi, il professore Giorgio Amitrano, conosceremo finalmente la sorte di Aomame e Tengo ,i due protagonisti, e del nuovo personaggio Ushikawa un investigatore privato che li segue entrambi.

Nella barocca sala torinese sembrerà di essere, anche solo per alcune ore, a Tokyo , come trasportati in un universo parallelo fatto di misteri e sfasamenti temporali.

Haruki Murakami così insegna.

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Lunedì, Ottobre 1, 2012

Il mio inseparabile Akita chan

Finalmente ho un Hachiko tutto per me e vi racconto come è successo.
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Ricordate il famosissimo cane 秋田 Akita, antica razza giapponese, immortalato con una statua inconfondibile all’omonima uscita della Stazione di Shibuya a Tokyo?

La storia di Hachiko è conosciuta in tutto il mondo, specialmente dopo il remake statunitense Hachi, A dog story dell’originale film nipponico, interpretato da Richard Gere e da un bellissimo cucciolo di Akita.
Dal mio incontro con questo tipo di cani, durante il mio primo viaggio in Giappone, ho spesso ipotizzato di adottarne uno in futuro e sia per questa ragione sia per lavoro sono anche andata a visitare uno dei pochissimi allevamenti italiani di questa particolare razza.
Capendo così ancora meglio quanto gli Akita siano meravigliosi ma anche che impegno importante sia scegliere di vivere con loro.

Qualche volta però succedono sorprese inimmaginabili.
In una tranquilla mattina di mezza estate un’amica di affinità nipponiche mi telefona per dirmi che sua mamma ha fondato una piccola impresa di moda, creando una collezione di foulard di pregiata seta, molto belli, unici e speciali.
Ed è così che pochi giorni dopo la nostra conversazione incontro Gabriella Artioli Bassano una bella signora, stilista raffinata con un amore particolare per i foulard ed i cani.

-Amo i foulard perché sono utili e risolvono tante situazioni, ad esempio proteggono da una corrente d’aria improvvisa, dal condizionatore troppo forte o servono da schermo contro il sole e la pioggia.
Al mare si possono indossare come un pareo e sono utilissimi in treno o al cinema per ricoprire in maniera sottile e delicata il sedile e per molto altro ancora.
E sono un capo che non passerà mai di moda- rassicura la signora Gabriella.

- Ho deciso di crearne personalmente per due ragioni fondamentali: intanto ogni volta che ne cerco uno da acquistare non ne trovo mai di grandi dimensioni, di seta leggera ma di ottima qualità e soprattutto, nonostante le grandi varietà di colori e di raffigurazioni che esistono sul mercato, mancano totalmente dei foulard con riproduzioni di cani mentre io li amo tantissimo-.

Ecco com’è nata l’idea di questa impresa, ovvero produrre una piccola ma deliziosa enciclopedia cinofila in voile di seta, dei foulard stampati nelle seterie di Como , dal peso impalpabile di 50 grammi, con immagini ad alta definizione e a dimensione reale dei cani scelti da Gabriella Artioli Bassano e con gli sfondi realizzati dall’artista giapponese Hiroaki Asahara .
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-Il primo foulard che ho creato l’ho dedicato al mio cane Beaugeste , un Borzoi bianco (levriero russo) che ho preso dal canile dov’era finito per una lite e che mi è stato accanto per sette anni-.

Mentre Gabriella racconta, apre delle piccole buste di seta rossa scura che brillano come pietre preziose, dalle quali estrae uno dopo l’altro dei veli di un metro e sessanta per un metro e venti che sono delle vere opere d’arte.
Il foulard Beaugeste è splendido, su sfondo nero e bianco ed incorniciato da scritte in sette lingue che riportano il nome della razza in questione.
Mi mostra anche la creazione con sei diverse tipologie di Bassotti , tutti insieme su sfondo blu e rosso, i sei Jack Russel dei Terrier bianchi dal musetto marrone e la dolcissima cagnolina Gordeya accucciata timidamente su un back ground dai colori di foglie autunnali.

Per ultimo Gabriella Artioli mi riserva il foulard dei miei sogni: su sfondo color azzurro, grigio e rossomattone in tutta la sua eleganza aristocratica mi sta guardando in maniera rassicurante un bellissimo Akita fulvo di almeno 70 centimetri di altezza.
E’ li, dritto sulle gambe forti, muscolose ma agili.
E’ sicuramente un maschio e ha gli occhi scuri e piccoli, che comunicano attenzione ed allo stesso tempo docilità.
Non sono passati che pochi attimi per farmi decidere che quell’Akita sarà il mio e seppure su seta questo mio Hachiko non mi abbandonerà mai, mi avvolgerà e proteggerà nel tempo.

http://www.gabriellartioli.it/
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