Mercoledì, Agosto 29, 2012

Studenti giapponesi e primo impiego

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Appena letto una notizia che riguarda le percentuali di assunzione dei nuovi laureati giapponesi da parte di aziende del Paese.
E si legge che circa il 64% dei ragazzi che si sono laureati lo scorso Marzo hanno trovato lavoro, cifra che segna un aumento del dato, per il secondo anno consecutivo.

Nonostante questo aumento, un portavoce del Ministero dell’educazione giapponese sottolinea che la -Situazione continua ad essere grave- in quanto le condizioni dell’impiego per i giovani continuano a rimanere instabili.

Comunque il tasso di assunzione per i nuovi laureati si posiziona al 63.9%, ovvero un aumento del 2.3% rispetto allo scorso anno e solo il 22.9% dei laureati del 2012 non è riuscito a trovare lavoro o non ha proseguito gli studi di post laurea.

A proposito dei diplomati dalla scuola superiore, il 16.8% ha trovato un impiego, anche qui registrando un aumento dallo scorso anno dello 0,5%.

Non una situazione splendida ma per noi italiani ed europei, direi quasi idilliaca.

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Giovedì, Agosto 23, 2012

Aspettando la luna

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Shoēn Uemura, Aspettando la Luna

Il 31 di agosto vedremo la seconda Luna Piena di questo mese ed anno particolare.
Una doppia luna piena è un fenomeno che si verifica solo ogni due o tre anni.
Vale la pena di festeggiare dunque.
E così consiglio a chi si trovasse a Kyoto di andare al Kyoto Municipal Museum of Arts, dove fino al 25 Novembre c’è una mostra dedicata alla scuola Gajuku.
Una scuola d’arte formata e seguita da pittori giapponesi che ha avuto grande rilevanza per l’arte moderna di Kyoto.
Alcune di queste scuole d’arte vennero fondate e dirette da pittori importanti, mentre altre servivano semplicemente ma efficacemente come luoghi di ritrovo e di pratica per gli artisti.

La mostra di Kyoto mette in luce l’importanza storica delle scuole Gajuku, con un enfasi particolare su quelle fondate prima dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale.
Alcuni artisti in mostra?
Seiko Takeuchi 1864-1942, Shunkyo Yamamoto 1872-1933, Goun Nishimura 1877-1938, e Shoēn Uemura 1875-1949 , donna e artista di notevole sensibilità e talento.

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Martedì, Agosto 21, 2012

Mika Yamamoto

La guerra civile in Siria ha da poche ore un’altra vittima: la giornalista giapponese Mika Yamamoto dell’Associazione freelance con base a Tokyo Japan Press.
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Si legge dalle varie agenzie che Mika Yamamoto sarebbe stata uccisa dalle truppe governative durante uno scontro a fuoco nella città siriana di Aleppo.
Un collega della giornalista che ha perso la vita mentre svolgeva il suo lavoro di reporter, Kazutaka Sato ha raccontato alla NHK di essere arrivato ad Aleppo insieme a Mika lunedì, e che si trovavano insieme alle truppe di opposizione per intervistarli sul conflitto siriano.

Secondo il racconto di Sato, i due si sono trovati di fronte dei soldati governativi che avrebbero improvvisamente iniziato a sparare una carica di proiettili.
Mika era a circa tre metri dal collega Sato, quando hanno cercato di scappare.
Sato è riuscito a rivedere solo il corpo privo di vita della Yamamoto in ospedale, dopo che lo scontro a fuoco di un’ora era cessato.

Uno dei dottori dell’ospedale ha rivelato che Mika ha perso molto sangue dopo essere stata raggiunta dai proiettili e che era già morta quando è stata trasportata in ospedale.
Sato ha accompagnato il suo corpo in Turchia .
I due colleghi avevano lavorato insieme ad uno speciale sulla Siria, trasmesso all’inizio di agosto da una Televisione giapponese.

Dopo essersi laureata nel 1990, Mika Yamamoto ha cominciato a lavorare per una stazione televisiva ed è poi passata nel 1995 alla Japan Press.
Si occupava di situazioni di conflitto in zone di guerra ed aveva lavorato in Afghanistan, Iraq e Kosovo con servizi che realizzava ed editava totalmente grazie ad una telecamera portatile.

Lo scorso mese era stata ospite di un programma televisivo della NHK durante il quale aveva affermato di essere cosciente di quanto coraggio ed impegno fosse necessario per svolgere il lavoro di giornalista di guerra.
Ma di essere altrettanto convinta che grazie a questo impegno si possa riuscire a far terminare più rapidamente i conflitti nelle varie parti del mondo ed anche a prevenirli.

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