Venerdì, Ottobre 12, 2012

Murakami Night

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Sebbene anche per quest’anno lo scrittore Haruki Murakami non sia riuscito a vincere il premio Nobel per la Letteratura, i suoi innumerevoli sostenitori sono prontissimi a divorare con gli occhi l’ultimo volume di 1Q84 .

E’ infatti in uscita martedì 16 nelle librerie di tutta Italia, il terzo ed ultimo tomo pubblicato da Einaudi della trilogia di Murakami e per celebrare al meglio l’evento ed ingannare l’attesa ecco la Murakami Night .

Ovvero, domani sabato 13 dalle ore 21 in avanti gli attori Michele di Mauro e Francesca Inaudi leggeranno alcune pagine tratte dal volume in questione al Circolo dei Lettori di Torino , con tanto di sottofondo musicale e sonorizzazioni.

E grazie alla consueta ottima traduzione del nuovo Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Tokyo e famoso traduttore di scrittori giapponesi, il professore Giorgio Amitrano, conosceremo finalmente la sorte di Aomame e Tengo ,i due protagonisti, e del nuovo personaggio Ushikawa un investigatore privato che li segue entrambi.

Nella barocca sala torinese sembrerà di essere, anche solo per alcune ore, a Tokyo , come trasportati in un universo parallelo fatto di misteri e sfasamenti temporali.

Haruki Murakami così insegna.

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Lunedì, Ottobre 1, 2012

Il mio inseparabile Akita chan

Finalmente ho un Hachiko tutto per me e vi racconto come è successo.
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Ricordate il famosissimo cane 秋田 Akita, antica razza giapponese, immortalato con una statua inconfondibile all’omonima uscita della Stazione di Shibuya a Tokyo?

La storia di Hachiko è conosciuta in tutto il mondo, specialmente dopo il remake statunitense Hachi, A dog story dell’originale film nipponico, interpretato da Richard Gere e da un bellissimo cucciolo di Akita.
Dal mio incontro con questo tipo di cani, durante il mio primo viaggio in Giappone, ho spesso ipotizzato di adottarne uno in futuro e sia per questa ragione sia per lavoro sono anche andata a visitare uno dei pochissimi allevamenti italiani di questa particolare razza.
Capendo così ancora meglio quanto gli Akita siano meravigliosi ma anche che impegno importante sia scegliere di vivere con loro.

Qualche volta però succedono sorprese inimmaginabili.
In una tranquilla mattina di mezza estate un’amica di affinità nipponiche mi telefona per dirmi che sua mamma ha fondato una piccola impresa di moda, creando una collezione di foulard di pregiata seta, molto belli, unici e speciali.
Ed è così che pochi giorni dopo la nostra conversazione incontro Gabriella Artioli Bassano una bella signora, stilista raffinata con un amore particolare per i foulard ed i cani.

-Amo i foulard perché sono utili e risolvono tante situazioni, ad esempio proteggono da una corrente d’aria improvvisa, dal condizionatore troppo forte o servono da schermo contro il sole e la pioggia.
Al mare si possono indossare come un pareo e sono utilissimi in treno o al cinema per ricoprire in maniera sottile e delicata il sedile e per molto altro ancora.
E sono un capo che non passerà mai di moda- rassicura la signora Gabriella.

- Ho deciso di crearne personalmente per due ragioni fondamentali: intanto ogni volta che ne cerco uno da acquistare non ne trovo mai di grandi dimensioni, di seta leggera ma di ottima qualità e soprattutto, nonostante le grandi varietà di colori e di raffigurazioni che esistono sul mercato, mancano totalmente dei foulard con riproduzioni di cani mentre io li amo tantissimo-.

Ecco com’è nata l’idea di questa impresa, ovvero produrre una piccola ma deliziosa enciclopedia cinofila in voile di seta, dei foulard stampati nelle seterie di Como , dal peso impalpabile di 50 grammi, con immagini ad alta definizione e a dimensione reale dei cani scelti da Gabriella Artioli Bassano e con gli sfondi realizzati dall’artista giapponese Hiroaki Asahara .
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-Il primo foulard che ho creato l’ho dedicato al mio cane Beaugeste , un Borzoi bianco (levriero russo) che ho preso dal canile dov’era finito per una lite e che mi è stato accanto per sette anni-.

Mentre Gabriella racconta, apre delle piccole buste di seta rossa scura che brillano come pietre preziose, dalle quali estrae uno dopo l’altro dei veli di un metro e sessanta per un metro e venti che sono delle vere opere d’arte.
Il foulard Beaugeste è splendido, su sfondo nero e bianco ed incorniciato da scritte in sette lingue che riportano il nome della razza in questione.
Mi mostra anche la creazione con sei diverse tipologie di Bassotti , tutti insieme su sfondo blu e rosso, i sei Jack Russel dei Terrier bianchi dal musetto marrone e la dolcissima cagnolina Gordeya accucciata timidamente su un back ground dai colori di foglie autunnali.

Per ultimo Gabriella Artioli mi riserva il foulard dei miei sogni: su sfondo color azzurro, grigio e rossomattone in tutta la sua eleganza aristocratica mi sta guardando in maniera rassicurante un bellissimo Akita fulvo di almeno 70 centimetri di altezza.
E’ li, dritto sulle gambe forti, muscolose ma agili.
E’ sicuramente un maschio e ha gli occhi scuri e piccoli, che comunicano attenzione ed allo stesso tempo docilità.
Non sono passati che pochi attimi per farmi decidere che quell’Akita sarà il mio e seppure su seta questo mio Hachiko non mi abbandonerà mai, mi avvolgerà e proteggerà nel tempo.

http://www.gabriellartioli.it/
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Venerdì, Settembre 28, 2012

Yurie Ogawa san e Kokoroya

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pubblicato su Repubblica To, 26 settembre 2012

Nel Giappone degli anni 90 l’arte, la musica italiana, insieme al cibo ed alla lingua hanno cominciato ad essere sinonimo di tendenza.
Ed è stato proprio l’interesse per il cibo e per l’italiano a portare Yurie Ogawa a Torino, dove vive dal 1999.

Perché ha scelto Torino?

-In realtà la prima città che ho visitato è stata Milano.
Ero in viaggio con un’amica e pernottavamo in un Hotel vicino alla stazione.
Una sera però hanno tentato di scipparci.
Un’esperienza un po’ inquietante ma a parte questo incidente ci siamo divertite molto.
A Torino sono venuta nel mio secondo viaggio d’estate, per studiare italiano-.

Come si è trovata?

-Bene. E’ una città con tanti bei musei e palazzi da visitare, tranquilla e facile da orizzontarsi e soprattutto c’erano pochi turisti giapponesi-.

Come mai ha deciso di viverci?

-Perché mi piace ed ho anche conosciuto il mio attuale marito, appassionato di cultura giapponese.
Nel 2004 abbiamo aperto un piccolo negozio di alimenti giapponesi ma dall’anno scorso ci siamo trasferiti nel nostro Kokoroya in via Piave 9, un negozio, una gastronomia ed anche un ristorante-.

Ci spiega meglio?

-A Torino non esistono ristoranti giapponesi di cucina di strada o di casa.
Per lo più sushi e sashimi cucinati al 95% da non giapponesi.
C’era bisogno di qualcosa di autentico e “alla mano”.
L’ideogramma Koko vuol dire Qui ma Kokoroya vuol anche dire Cuore ed affetto -.
Così accogliamo i nostri clienti e per i bambini è pronta la cesta dei giochi-.

A cosa non rinuncerebbe più della quotidianità torinese?

-Al cappuccino e al caffè del bar che in Giappone non è così buono!

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Mercoledì, Agosto 29, 2012

Studenti giapponesi e primo impiego

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Appena letto una notizia che riguarda le percentuali di assunzione dei nuovi laureati giapponesi da parte di aziende del Paese.
E si legge che circa il 64% dei ragazzi che si sono laureati lo scorso Marzo hanno trovato lavoro, cifra che segna un aumento del dato, per il secondo anno consecutivo.

Nonostante questo aumento, un portavoce del Ministero dell’educazione giapponese sottolinea che la -Situazione continua ad essere grave- in quanto le condizioni dell’impiego per i giovani continuano a rimanere instabili.

Comunque il tasso di assunzione per i nuovi laureati si posiziona al 63.9%, ovvero un aumento del 2.3% rispetto allo scorso anno e solo il 22.9% dei laureati del 2012 non è riuscito a trovare lavoro o non ha proseguito gli studi di post laurea.

A proposito dei diplomati dalla scuola superiore, il 16.8% ha trovato un impiego, anche qui registrando un aumento dallo scorso anno dello 0,5%.

Non una situazione splendida ma per noi italiani ed europei, direi quasi idilliaca.

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Giovedì, Agosto 23, 2012

Aspettando la luna

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Shoēn Uemura, Aspettando la Luna

Il 31 di agosto vedremo la seconda Luna Piena di questo mese ed anno particolare.
Una doppia luna piena è un fenomeno che si verifica solo ogni due o tre anni.
Vale la pena di festeggiare dunque.
E così consiglio a chi si trovasse a Kyoto di andare al Kyoto Municipal Museum of Arts, dove fino al 25 Novembre c’è una mostra dedicata alla scuola Gajuku.
Una scuola d’arte formata e seguita da pittori giapponesi che ha avuto grande rilevanza per l’arte moderna di Kyoto.
Alcune di queste scuole d’arte vennero fondate e dirette da pittori importanti, mentre altre servivano semplicemente ma efficacemente come luoghi di ritrovo e di pratica per gli artisti.

La mostra di Kyoto mette in luce l’importanza storica delle scuole Gajuku, con un enfasi particolare su quelle fondate prima dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale.
Alcuni artisti in mostra?
Seiko Takeuchi 1864-1942, Shunkyo Yamamoto 1872-1933, Goun Nishimura 1877-1938, e Shoēn Uemura 1875-1949 , donna e artista di notevole sensibilità e talento.

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