Domenica, Giugno 5, 2011

Salvare i cuccioli della no-gone zone

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foto by Patrick de Volpi

Il terremoto dell’11 marzo è stato senza precedenti e ha distrutto la vita di centinaia di migliaia di persone e dei loro animali.
I residenti sopravvissuti nell’area di 30 chilometri intorno alla centrale nucelare Daiichi di Fukushima sono stati evacuati e spesso hanno dovuto abbandonare i loro cuccioli ed animali a casa, pensando di andarseli a riprendere dopo pochi giorni.
Invece gli è stato impedito dalle autorità che hanno presidiato i confini della zona o dalle contingenze familiari.
Per fortuna c’è Isabella. Ora vi racconto quanto ho letto in un pezzo pubblicato sul Japan Times:

Di lontana origine italiana Isabella Gallaon-Aoki vive da 25anni a Niigata, sposata ad un giapponese con una figlia che frequenta le scuole superiori.
Ama molto gli animali e fu parecchio sorpresa quando arrivò in Giappone, constatando quanto scarsa fosse l’assistenza pubblica a cani e gatti in questo Paese, nonostante i giapponesi abbiano oggi più animali da compagnia in casa che figli.
Così 4 anni fa aprì un centro di assistenza per animali, l’ Animal Friends Niigata aperto a tutti, a prescindere dall’età, dalle condizioni di salute o dai probelmi comportamentali ed uno spazio di accoglienza che ha chiamato Animal Garden, a soli 45 minuti dal centro della città.
Prima del TTD (terremoto, tsunami, daichii) il suo Animal Friends ha trovato una nuova sistemazione a circa 400 animali e ne ospitava circa 120.
Ora il numero è più che raddoppiato.
Ovvio che a seguito del disastro di marzo, Isabella si è subito preoccupata di dare una mano, specialmente ai pets abbandonati.
Tre giorni dopo il DaiJishin ha riempito la sua macchina con cibo, acqua, benzina e altri generi di conforto ed è partita con due amici verso la zona colpita.
Dopo avere raggiunto diversi luoghi era - evidente che niente sarebbe sopravvissuto- dice Isabella - la cosa terribile era anche che le persone scappate portando con sé i propri animali, non venivano ammesse nei centri di accoglienza, non gli veniva dato cibo, acqua né assistenza medica -e qui Isabella è intervenuta.
Intanto ha lasciato recapiti e cibo e poi ha cominciato a salvare cani e gatti che si trovavano nella zona.
- Non scorderò mai un cane che è riuscito a sopravvivere per tre giorni, galleggiando su un tetto che era stato spazzato via dallo tsunami. Non avevo mai visto uno sguardo simile negli occhi di nessun cane prima di allora,
era uno sguardo di assoluto terrore-.

In quei giorni la vita di Isabella è cambiata - vedere quello a cui andava incontro la gente e quello che c ‘era da affrontare, parlare con loro, conoscerli, tutto ciò non può che cambiarti-
Nel frattempo l’ordine di evacuazione dalla zona intorno a Fukushima ha costretto molti proprietari di animali ad abbandonarli con la conseguenza terrificante di orde di animali terrorizzati e traumatizzati che vagano affamati, tristi e persi.

Isabella Gallaon-Aoki ha continuato a tornare nella zona molte altre volte e con amici e volontari ha raccolto tutti gli animali possibili e li ha portati a Niigata.
Con la completa chiusura della zona, la situazione è peggiorata e a nessuno veniva concesso il permesso di entrare e recuperare nulla, compresi i pets lasciati.
-Ricevevo almeno 40 telefonate al giorno, da parte di persone disperate ed in lacrime a cui era stato assicurato il recupero dei piccoli compagni.
Invece erano chiusi in casa senza cibo, praticamente condannati a morte.
La Gallaon e i volontari sono riusciti in alcune imprese importanti; ad esempio una signora telefonò dall’isola di Kyushu implorandola di tornare nell’area evacuata e di raggiungere il cane della mamma, lasciato legato dietro la casa.
-Di notte la zona non era controllata e così siamo riusciti ad entrare, la casa era a circa 4 chilometri dalla centrale e la scena che ci siamo trovati di fronte piuttosto orrenda. Ho seguito le indicazioni che mi erano state date e raggiunto la casa.
Non, così si chiama il cane, era ancora vivo, lo abbiamo preso e poi portato dalla proprietaria-.dscf0919-custom.jpg

Ma non è finita qui, c’è molto da fare ancora sia per salvare gli animali che si trovano ancora intorno alla zona della centrale nucleare sia quelli che vivono in macchina o che non hanno cibo, anche perché pare che le case temporanee verranno assegnate prima a chi non ha animali al seguito.
Le famiglie con pets saranno le ultime della lista.
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