Mercoledì, Marzo 2, 2011

Hina matsuri

isho-ningyo-5b.jpg Domani è il terzo giorno del terzo mese dell’anno e per tutto il Giappone sarà un’esplosione di Hina Ningyō.
Ovvero la Festa delle Bambine, giorno in cui si gioca con le bambole del principe e della principessa, spesso insieme ad una folta corte di damigelle, strumentisti, guerrieri ed altri personaggi.
Una vera icona del Giappone da tempi lontanissimi.
Sono ormai pochi i giapponesi che, se interrogati, riescono a ricordare l’esatta origine di Hina Matsuri né l’antico significato simbolico delle sue bambole.
Nonostante ciò, non solo nelle case dove vivono delle bambine ma anche in negozi, hotel, templi, stazioni e musei, viene montata una sorta di piattaforma a scalini, coperta dal mosen , una stoffa di rosso broccato di seta, dove vengono poste le bambole Hina, seguendo un codice ben preciso.
C’è anche il tempio delle bambole a Kyoto, Hōkyoji , che apre ogni marzo le sue porte ai visitatori, per poter far loro ammirare la ricca collezione di Hina ningyō.
Sono le tantissime bambole lasciate in dono al tempio, dalle donne di discendenza reale che entravano in convento, chiudendosi il mondo alle spalle, portandosi però come bagaglio le preziose e personali bambole.
Ma nel tempio Awashima , un jinja scintoista che si trova nella prefettura di Wakayama, si svolge ancora l’antico rituale e le bambole Hina, raccolte nel corso dell’anno, vengono bruciate su grandi pire proprio per permettere alle forze maligne e alle influenze negative di scomparire fra le fiamme.
Inoltre il terzo giorno del terzo mese si svolge anche un’altra cerimonia: su tre barche vengono ammassate le Hina ningyō, e dopo un rito di purificazione vengono rilasciate in mare.
Questo perché si crede che porteranno via con loro elementi minacciosi e negativi.
Dunque, nonostante si ritenga generalmente che Hina Matsuri sia una festa dedicata alle bambine, aveva storicamente molto più a che fare con una ritualità di purificazione che riguardava l’imperatore e la sua famiglia e di conseguenza, concerneva l’intera nazione e non solo i bambini.
Anche il principe splendente Genji , così come ci racconta la raffinata dama di corte Murasaki Shikibu nel suo Genji Monogatari la storia di Genji, scritto nel 900, quando si trovava solo ed in esilio nella Baia di Suma e si rese conto che stava per arrivare il 3 di marzo, sentì che nonostante le sfortunate circostanze lo tenessero lontano dal Palazzo, doveva in qualche modo celebrare la cerimonia di Purificazione per l’arrivo della festa.
E coinvolse per la celebrazione del rito un mago che pose su una piccola barca un certo numero di bambole e le lasciò portar via dalla corrente.
Nella sua fase iniziale, le bambole utilizzate per la cerimonia di Hina Matsuri erano dunque piuttosto semplici e si concentravano soprattutto in due figure: dairi (principe) e bina ( principessa), spesso fatte di carta.
Grazie all’espandersi del commercio e dell’abilità artistica, verso la fine del periodo Edo le bambole Hina ( contrazione della parola hi’na che significa piccolo e grazioso) ebbero una crescita esponenziale e arrivarono a 15 i personaggi da affiancare al principe e alla principessa.
Nella piattaforma a scalini in cui si pongono le Hina ningyō, il primo scalino è per la coppia dairi-bina con sullo sfondo due hina byōbu , dei piccoli paraventi dorati.
Le altre bambole, si dispongono in ordine piuttosto gerarchico, ovvero nei gradini inferiori seguono le tre san nin kanjo , le dame di compagnia della principessa, poi gli zuijin i Ministri della Sinistra e della Destra, i gonin bayashi i cinque musicisti, seguiti dai shichō , i tre uomini che stanno ai piedi della piattaforma.
Ma ci sono anche diversi oggetti che accompagnano il tutto, come ad esempio delle scatoline di lacca ed altri accessori di metallo.
Nel corso degli anni fino alla contemporaneità, la festa del terzo giorno del terzo mese è diventata, insieme alla piattaforma piena di Hina ningyō, una celebrazione riservata alle bambine, per aiutarle nella socializzazione e preparale alla futura vita da adulte.
Una profonda interconnessione fra le cerimonie di purificazione fino al moderno consumismo.
Detto ciò è facile immaginare quanti e quali diverse e ricchissime tipologie di Hina ningyō esistano in Giappone.
Specialmente per quel che riguarda la coppia formata dal Principe e dalla Principessa. dolcetti.jpg
Ci sono ningyō di carta e di legno, adornate da tessuti preziosi o del tutto comuni, la coppia può essere seduta o stare in piedi, senza contare le differenze di grandezza, pettinatura, fattezze del viso, degli occhi, delle labbra e di mille altri dettagli.
Lo stesso vale per i personaggi che accompagnano la coppia imperiale.
Un mondo complesso ed altamente affascinante, in cui ci si può addentrare per lungo tempo e ricercare fra i negozi di antiquariato e i collezionisti sparsi per il Giappone ed anche in altre parti del pianeta.

Ci piace però pensare all’interno delle case giapponesi, dove c’è una bambina che sta crescendo.
La sua mamma ha ricevuto in dono dalla sua mamma delle scatole di legno contenenti la collezione di famiglia di hina ningyō, che ora appartengono alla bimba, ed una volta all’anno vengono esposte per far giocare e divertire un gruppo allegro,colorato e felice di giovanissime amiche, fra dolcetti a forma di fiore, te verde e gli alberi di pesco che stanno per sbocciare.

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