Lunedì, Gennaio 24, 2011

Kuki Ningyō

kuki-ningyo.jpg L’altra sera ho visto il film Kuki Ningyō, ovvero Air Doll, del regista Hirokazu Koreeda e ci sto ancora pensando.
Prima di raccontarlo in parte e di parlare del regista giapponese che l’ha diretto, trovo che sia importante descrivere il mondo in cui si entra guardando questo film.
Un mondo che sta a metà strada fra il reale e l’immaginario, il cui sottile confine viene varcato di continuo e che dopo il primo stupore riesce a fare comodamente entrare lo spettatore.
Il regista riesce a comunicare sentimenti, gioie, paure e verità condivisibili da noi tutti.
In maniera diretta e spietata anche se infinitamente delicata.
Il film è stato mostrato ai Festival del Cinema di Cannes e di Toronto nel 2009 e non è ancora uscito in Italia.
Narra di Hideo, un uomo poco attraente e senza alcuna vita sociale che vive a Tokyo e fa il cameriere in un ristorante della città.
A casa sua c’è però Nozomi che lo aspetta e che divide con lui l’intimità .
Nozomi è una bambola gonfiabile che Hideo veste e vive come sua unica confidente e amore.
Una mattina però, dopo che Hideo esce per andare a lavorare, Nozomi si alza e guardando fuori dalla finestra decide di volere provare ad uscire e a sperimentare il mondo che c’è fuori da quella casa.
Incerta ed esitante Nozomi vede tutta una serie di cose e di persone a cui cerca di conformarsi.
Poi entra in un Videoshop dove lavora il giovane Junichi e se ne innamora, subito.
Dopo alcuni giorni riesce a farsi assumere nel negozio, dove pian piano percepisce che molti degli esseri umani che incontra sono vuoti come lo è lei, soli e tristi come Hideo.
Da qui la storia continua e Nozomi si comporta ormai come se fosse una vera ragazza, è diventata umana e sente con il cuore.
Ma non vuole essere metà bambola e metà donna, lei vuole fare pienamente esperienza di cosa sia la vita ed anche la morte.
Chi può aiutarla? Le persone vuote che incontra? Junichi? Hideo?
Decide quindi di andare a cercare la persona che l’ha costruita, colui che crea tutta una serie di bambole gonfiabili.
Non vado oltre nel racconto, spero fortemente che il film esca qui da noi al più presto.
Vale la pena vederlo.
Koreeda ha 49 anni e fa parte della nuova generazione di registi giapponesi di sicuro interesse.
I suoi film precedenti lo hanno fatto giudicare dai critici appartenente alla scuola di registi narratori come Yasujiro Ozu e di questo film dice:
- E’ la prima volta che lavoro ad un film tratto da un manga (scritto e disegnato da Yoshiie Goda e intitolato The Pneumatic figure of a Girl ). Ma mi è piaciuto molto e quello che voglio far notare è quanto noi tutti siamo vuoti e dare idea di ciò che facciamo per cercare di colmarci, di riempirci-.
Ci riesce benissimo, aggiungo.
Gli attori sono molto bravi, in particolare l’attrice che interpreta Nozomi, la sud coreana Bae Doo- na. bae.jpg
Non so se riempirsi d’aria possa colmare il vuoto che c’è in noi.
Quella parte di noi che si sente vuota, come si dice nel film, può solo trovare senso nella relazione con gli altri.
Sana, vera, leale,reciproca relazione fra esseri umani.
Vi avverto quando uscirà il film.

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Lunedì, Gennaio 10, 2011

Naoto Date is back!

uomo-tigre4-1024x812.jpg Conoscete Tiger Mask? Si tratta di un popolarissimo anime che venne trasmesso dalla televisione giapponese dal 1969 al 1971.
Ebbene 伊達 直人 Naoto Date, il personaggio che interpretava il ruolo dell’eroe in Tiger Mask è riapparso in Giappone e sta facendo parlare delle sue imprese.
Tutto è iniziato il giorno di Natale presso un Centro di Consultazione nella Prefettura di Gunma.
Non appena entrato in ufficio quel giorno, uno degli impiegati si è trovato nell’ingresso 10 grandi pacchi, contenenti delle cartelle per studenti delle elementari, con un biglietto firmato proprio Naoto Date.
Durante la riunione degli impiegati quella mattina, nessuno aveva la più pallida idea di chi potesse essere il firmatario dei regali fino a quando uno di loro, Kuniyuki Takizawa, ricorda improvvisamente che Naoto Date era il nome dell’orfano protagonista di Tiger Mask di Ikki Kajiwara .

Un ragazzo che non ha mai conosciuto i suoi genitori e che è cresciuto in un centro di assistenza.
Un giorno, durante una visita allo zoo, Naoto vede una tigre in gabbia.
I suoi occhi brillano di gioia e di speranza quando vedono il fiero animale.
E allora capisce cosa vuole essere nella vita: una tigre.
Fuggito dallo zoo dopo una lite viene coinvolto da un’associazione criminale chiamata Tana delle Tigri, che addestra lottatori spietati e sanguinari, capaci di qualsiasi scorrettezza sul ring.
Naoto viene sottoposto ad alcuni allenamenti disumani che lo temprano e lo formano come lottatore sleale e malvagio.
Il suo allenatore è Joe Fortis mentre il suo più caro amico e rivale è Daigo Daimon.
Per essere promossi a lottatore professionista, ogni membro di Tana delle Tigri deve affrontare una belva feroce.
Anche Naoto dovrà accingersi a combattere contro una di queste, che è proprio una tigre.
Una volta uccisa la tigre, Naoto diventa lottatore professionista mascherato, torna in Giappone e si presenta al grande pubblico come l’Uomo Tigre, generoso da un lato e spietato dall’altro.
Diventato un famoso lottatore non dimentica il luogo in cui è stato accudito e dona spesso del denaro a chi lo gestisce.

Intuito così chi possa essere l’autore dei regali, il responsabile della struttura di Gunma decide di non mettersi a cercare la persona che ha donato i pacchi, ma dopo questi primi regali ne sono arrivati altri in altrettante istituzioni che si occupano di assistenza ai bambini.
A Nagano, Kanagawa, Gifu, Nagasaki ed Okinawa sono giunti pacchi regalo con cartelle ed altro, tutti firmati proprio dall’eroe Naoto Date.
L’Uomo Tigre è tornato e poteva accadere solo in Giappone!
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