Giovedì, Dicembre 8, 2011

Cosplayers help Japan

cosplayers.jpg I am just reading from Kyodo News Agency that Costume role players from Japan and abroad are helping to promote Japan’s recovery from the Jishin, Tsunami, Radiation disaster.
Tuesday in Sendai four women, from Japan, South Korea, China and Thailand, posed for photos at the site of the former Sendai Castle with members of Datebushoutai a local tourism promotion group whose members dress as warriors or warlords.
The women, who won the Internet Cosplay contest run by a Thai company from September through November, dressed as characters from Japanese animated films and games.
-Although reconstruction may take much time, I hope they will hang in there- said Rayna from China.

I hope Cosplayers from Italy could also think about some Contest to promote tourism in Japan.
One of the most beautiful country on Earth.
It’s definitely worth visiting it (°__°)

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Lunedì, Novembre 28, 2011

Sion Sono, crudeltà e dolcezza

Pubblicato su Repubblica To, 25 Nov. 2011

Il camaleonte Sono Sion, conosciutissimo in patria, ignoto in Italia, è il regista giapponese che viene presentato con una grande retrospettiva dal festival torinese.
Dal 1985 ha creato diciotto piccoli capolavori: da vedere Guilty of Romance che racconta la sessualità femminile nelle sue forme più estreme.
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C’è sempre qualcosa in grado di affascinare nei film di Sion Sono: violenza e crudeltà, un’impressionate emotività unita ad estrema dolcezza, generi e umori vari, tabù e mali sociali, il tutto condito da bellezza ed energia.
Questo regista giapponese, conosciutissimo in patria, all’estero e quasi nulla in Italia, è nato a Toyokawa nella Prefettura di Aichi, vicino a Nagoya nel 1961 e per fortuna ci pensa il Film Festival 2011di Torino a dedicargli Rapporto Confidenziale la sezione monografica della manifestazione.
Finalmente il pubblico potrà conoscere la maggior parte dei film di questo camaleonte della regia: ben 18 lavori, dal suo debutto nel cinema avvenuto nel 1985 con Ore wa Sono Sion da!( Io sono Sion Sono!) a Koi no Tsumi (Guilty of Romance) ultimo suo film.
Lo scorso settembre al Festival di Venezia è stato presentato Himizu (assente nella retrospettiva torinese) l’adattamento di un famoso manga ed ambientato nei luoghi colpiti dal terremoto e tsunami di marzo.
Nonostante il disastro nella regione del Tohoku, Sono ha continuato a girare il film e fra l’altro i due giovanissimi protagonisti di Himizu hanno vinto il premio Mastroianni 2011 come migliori giovani attori.
Il percorso espressivo di Sono può dividersi in tre periodi: l’inizio come regista di film indie presenti nei circuiti dei maggiori Festival Internazionali, fra cui Bicycle Sighs del 1990, il riconoscimento come regista cult grazie allo strepitoso seguito del film Suicide Club del 2002 ed il terzo periodo che arriva fino ai giorni nostri, iniziato nel 2007 con l’horror Exte.
Eppure questa suddivisione è solo un tentativo di mettere ordine nell’esplosiva creatività del regista che di fatto non segue assolutamente passi ordinati nella sua esposizione visiva e narrativa.
L’unico nesso che lega un film all’altro è la loro indiscussa originalità ed il fatto che Sono continua ad abbattere la marginalizzazione dei generi, rivelandone in maniera poetica, la comune e profonda emozione.

I temi esplorati dal regista giapponese parlano di alienazione dell’individuo, di un disperato desiderio d’amore e della realtà quotidiana, spesso brutale, nella società contemporanea.
Sembrerebbe che ormai nulla possa più provocare uno shock al pubblico, ormai abituato al sangue e che ride alla visione di parti di corpo che volano in aria.
Tuttavia Sion Sono con i 144 minuti di Guilty of Romance in cui tratta il tema della sessualità femminile nelle sue forme più estreme, potrebbe riuscire nell’intento.
Non lasciatevi fuorviare dal titolo, qui si parla di desiderio oscuro, misterioso e piuttosto pericoloso.
Non mancano però passione e forte intensità, ingredienti che hanno a che fare con la visione personale del regista a proposito delle spesso nascoste verità su matrimonio, sesso e amore.
Temi complicati che nonostante tutto non impediscono a Sion Sono di essere a Torino accompagnato dalla bella Megumi Kagurazaka attrice di diversi suoi film, che a Dicembre dovrebbe diventare sua moglie.

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Domenica, Novembre 13, 2011

Nabana no Sato

nabana.jpg Nabana no Sato なばなの里 è un parco tematico che si trova nella cittadina di Kuwana, sull’isola di Nagashima, Prefettura di Mie.
L’attrazione principale del parco sono i Fiori ma è molto frequentato anche per il suo Onsen, ristoranti, i suoi negozi con prodotti tradizionali e soprattutto per le splendide Illuminazioni, fra le più belle di tutto il Giappone, che si accendono nel periodo invernale.
Fra le tante istallazioni a Nabana c’è un tunnel, una nuvola ed una grande zona fiorita trasformata in un aurora, naturalmente tutto grazie alla luce.
L’11 di Novembre si è aperta la stagione e sono stati accesi più di 6,3 milioni di LEDs (light emitting diodes) appositamente ed artisticamente posizionati a rappresentare le quattro stagioni.
L’illuminazione del Parco copre un totale di 26.4400 metri quadrati e sarà attiva fino all’11 Marzo 2012.

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Sabato, Novembre 5, 2011

Aperta la mostra sulle Karakuri a Torino

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pubblicato su Repubblica To, 5 Nov. 2011

Immaginate degli intriganti dispositivi meccanici datati 1700, messi insieme per prendere in giro, ingannare o sorprendere ed avrete una prima idea di cosa siano le Karakuri Ningyo.
Queste bambole meccaniche che arrivano per la prima volta a Torino e quasi in Europa ( solo una volta si sono viste a London) sono dei veri gioielli d’ingegneria, di meccanica e di creatività Made in Japan ed è semplice intuire come proprio dalle prime Karakuri sia partito lo studio e l’affascinante evoluzione della robotica giapponese.
Da oggi è possibile avvicinarsi a loro e alla particolarissima atmosfera che regalano, a metà fra magia e tecnologia, a Palazzo Barolo sede annuale delle esposizioni dedicate all’arte giapponese e firmate Yoshin Ryu Associazione d’ Arte e Discipline Orientali presieduta da Cesare Turtoro ed anche al MAO che ospita una sezione dedicata alle feste tradizionali shintoiste まつり Matsuri ed i suoi carri.
-Nel ‘700 e ‘800 mentre l’Europa era impegnata in continue guerre, il Giappone attraversava un periodo di isolamento e di pace e ha quindi trascurato la ricerca scientifica in campo bellico- racconta Daniela Crovella direttore artistico della mostra -E’ questo il momento di maggior fulgore delle Karakuri Ningyo, automi che rispondono a due esigenze: il compiacimento per il bello ed il piacere di stupire, d’insinuarsi in un territorio magico-.
-E lo stupore continuerà domenica- sottolinea Shigemi Jomori Console del Giappone in Italia -Alla presenza del Maestro Shobei Tamaya IX( unico discendente di un’antica famiglia di costruttori e restauratori di Karakuri) che farà muovere l’Arciere: lentamente prepara il suo arco, inserisce la freccia, scocca e colpisce in pieno centro il bersaglio.
L’apertura della mostra coincide con la presenza della delegazione di Nagoya a Torino (sister city da 5 anni) e così anche il sindaco della nostra città gemella e luogo di provenienza della maggior parte delle Karakuri, ha partecipato all’inaugurazione a Palazzo Barolo.
Takashi Kawamura insieme ad altri esponenti della città hanno dato il via al gioco e alla scienza, percorso disponibile fino al 18 Dicembre.
E’ ora d’obbligo presentare Wakamaru il robot giallo che tutti i bambini e non vorrebbero avere in casa.
Nato nel 2001 dal genio di Toshiyuki Kita designer di Osaka e firmato Mitsubishi, Wakamaru è in mostra per salutare, parlare ed interagire con tutti noi.
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Mercoledì, Novembre 2, 2011

Nagoya days a Torino

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pubblicato su Repubblica To, mercoledì 2 nov. 2011

Comincia da domani a Torino un lungo fine settimana assolutamente nipponico.
La prima capitale d’Italia ha invitato la città sorella di Nagoya per festeggiare insieme i 150 anni di Unificazione nazionale.
E la delegazione nipponica arriva oggi in città carica di doni e sorprese.
Sono ormai cinque anni che Torino e Nagoya (la metropoli giapponese ha due milioni di abitanti e si trova lungo la linea del treno Shinkansen fra Tokyo e Kyoto) sono diventate “sister city” perché di cose in comune ne hanno parecchie.
Intanto è da queste due città che iniziò il Risorgimento grazie al quale si giunse all’unificazione dei rispettivi territori, a Torino è nata la FIAT e Nagoya è casa della TOYOTA.

Le rispettive provincie abbondano di castelli, ottimo cibo e le persone hanno quel pizzico in più di senso per l’innovazione che ha permesso loro nel tempo di essere all’avanguardia in tecnologia così come nell’espressione artistica.
A dare il benvenuto agli ospiti giapponesi è il sindaco Piero Fassino che incontrerà oggi il sindaco di Nagoya, Takashi Kawamura un personaggio straordinariamente popolare in questo momento.
Spesso fotografato con in testa un cappello da baseball della sua squadra preferita, Kawamura sta politicamente distinguendosi per le sue posizioni molto decise e propositive, ad esempio- I tagli alle tasse e la democrazia del Giappone iniziano da Nagoya - e la sua popolarità va ben oltre il ruolo di sindaco.
Uno dei regali che porta a Torino, insieme alla sua delegazione formata da amministratori e cittadini di Nagoya sono trenta preziosi alberi di Sakura, i ciliegi giapponesi da fiore che promettono una fioritura foltissima e spettacolare e che domani a mezzogiorno verranno piantati in Viale Virgilio, all’interno del Parco del Valentino .
Nei pomeriggi di Venerdì alle Officine Grandi Riparazioni e Sabato in Piazza Carignano sono moltissime le proposte di intrattenimento per i Nagoya days.
In questi due giorni si alterneranno esibizioni di Samurai del gruppo Omotensahi Bushotai , incontri, discussioni e un curioso angolo dei quiz per conoscere meglio la nostra gemella giapponese, con tanto di premi per chi risponderà esattamente alle domande.

La mattina di sabato aprirà a Palazzo Barolo la mostra delle Karakuri Ningyō atto secondo dell’esposizione delle Bambole dal Giappone, una sorpresa nella sorpresa, perché la mostra della Yoshin Ryu non legata all’organizzazione cittadina per l’arrivo degli ospiti di Nagoya, offre una perfetta dimostrazione dell’abilità tecnica e inventiva di quell’area giapponese.
E’infatti a Nagoya che risiedevano i migliori artigiani dell’intero Giappone, specializzati anche nella realizzazione dei meccanismi degli orologi, conoscenza che venne poi applicata per il delicato funzionamento delle Karakuri.
Fino al nove sarà inoltre visitabile la mostra fotografica Nagoya Spirit in cui si racconta per immagini la tradizione imperiale, i codici e l’architettura insieme all’aspetto totalmente contemporaneo della Nagoya di oggi, di cui è impossibile non accorgersi appena scesi nella sua fantastica stazione.

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