Giovedì, Dicembre 30, 2010

Taccuini dal mondo fluttutante

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disegno di Stefano Faravelli

E’ fresco di stampa il nuovo libro di Stefano Faravelli che questa volta ci descrive il Giappone che ha incontrato nel suo ultimo viaggio a Est del suo amato Oriente.
Stefano è un’artista dall’atelier portatile.
E’ torinese, ma sospetto che la sua vera identità sia quella di un mago, perfetto professore di disegno creativo e zoografia apocrifa alla scuola di Hogwarts.
S’intitola Taccuini dal Mondo Fluttuante il suo ultimo lavoro e racconta con disegni, acquerelli, collages ed anche con un prezioso DVD, le isole che compongono il Giappone e il loro intimo fascino.
E’ stato a Tokyo, Kyoto, Nara, Hiroshima e molti altri luoghi meno conosciuti e narrati.
Naturalmente ne è rimasto colpito.
D’altra parte fin da bambino era stato attratto dai pittori dell’antica Edo.
- Proprio così- racconta Stefano - Da piccolo mi piaceva moltissimo un disegno di Hokusai , particolarmente una delle 100 vedute del Monte Fuj, dove c’era un vecchio che sognava la montagna che gli si avvicinava, portata da una nuvola-
Ed il Fujiyama si vede nel suo carnet, prima nascosto dalle nuvole e finalmente con la sua cima imbiancata dalla prima neve, come in un’apparizione.
-E poi ho letto con passione il Genji Monogatari, il primo romanzo che risale al 900, scritto dalla dama di corte del periodo Heian, Murasaki Shikibu-.
Ma sono state anche le letture di autori come Yukio Mishima e del nostro Fosco Maraini a consolidare l’attrazione di Faravelli verso il Giappone.
Anche per questo viaggio è partito portando con se il suo atelier portatile, fatto di taccuini, minuscoli acquerelli e un set di pennelli con cui è riuscito a cogliere dettagli e perfino concetti.
- Ero attratto dal Giappone per l’indiscutibile attenzione che ha per l’aspetto estetico, anche nelle sue espressioni spirituali o nelle formalità quotidiane- ci dice l’artista che tuttavia pare aver trovato oltre a ciò che sognava anche delle contraddizioni nella vita quotidiana.
La contemporaneità della capitale Tokyo non gli va totalmente a genio :- Trovo ci sia della schizofrenia tra il voler apparire ed il senso del travestimento un po’ grottesco dei ragazzi di Takeshita Dori , ed il rispetto delle tradizioni degli anziani, i quali appena possono vestono il kimono e si recano al più vicino tempio shintoista-.
E tutto questo più la magia del colore sulla carta fa dei Taccuini dal mondo Fluttuante un oggetto da volere osservare da vicino.
Una visione personale di un’artista, filosofo, pensatore e mago torinese, ora un po’ giapponese per affinità.

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Martedì, Dicembre 28, 2010

2011: arriva l’anno di USAGI

usagi-to-tora.jpg Sta per concludersi il 2010 e in Giappone le feste di Fine ed Inizio Anno, rendono tutto il Paese più allegro, finalmente pigro e fanno in modo che quasi tutti stiano a casa con i parenti più stretti.
Succede solo a O’Shogatsu, Capodanno che almeno per qualche ora tutti i grandi magazzini di Tokyo e delle altre città, stiano chiusi e che per le strade di Shibuya non si veda che gente in giro per il piacere di festeggiare.
Una meraviglia di facce, fashion, tradizioni e cibo.
Per strada ci sono fantastici banchetti che vendono
たこやき tako yaki, やきそば yaki soba, おこのみやき okonomiyaki e molto altro cibo gustosissimo, per cui si può camminare per ore ed ogni tanto fermarsi a banchettare.
L’anno Nuovo è davvero la festa più importante dell’anno in Giappone e la quasi totalità delle attività si fermano almeno dal primo gennaio al tre.
In quei giorni si sta insieme a casa dei genitori o dei parenti più anziani, si mangia il cibo tradizionale O Seichi e ci si riposa!
L’interno delle case o l’ingresso esterno viene decorato con dei rami di pino, delle canne di bambù e dei rami di susino.o-seichi.jpg
Secondo lo zodiaco cinese il 2011 sarà l’anno del Coniglio……..
in giapponese うさぎ Usagi.
L’anno che sta per concludersi è stato della Tigre とら Tora, animale che pare caratterizzi, sempre secondo lo zodiaco, l’imprevedibilità, ed effettivamente…..
Il Nuovo Anno del Coniglio di Metallo per essere precisi, dovrebbe portarci:
grazia, buoni amici, gentilezza, eleganza, timidezza, compassione, fortuna e flessibilità.
Sul fronte negativo, potremmo aspettarci:
superficialità, opportunismo, testardaggine, cambiamenti d’umore ed un po’ troppa indulgenza verso noi stessi.
Proprio ieri alla Tsutenkaku Tower ad Osaka, si è svolta la cerimonia di passaggio dall’Anno di とらa quello di うさぎ con tanto di baby tigre del Bengala e ben due dolcissimi coniglietti.
I conigli avevano una gran paura e se ne sono stati in braccio tutto il tempo mentre la tigrotta beveva tranquillamente un bel biberon pieno di latte.
La responsabilità dell’Anno è stata dunque passata e fra pochi giorni s’inizia.
Ovvio raccomandarvi, per chi ancora usasse farlo, di non mangiare mai carne di coniglio, almeno per quest’anno.
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Giovedì, Dicembre 23, 2010

Compleanno dell’Imperatore

akihito.jpg Oggi 23 dicembre è il compleanno dell’Imperatore e festa nazionale per tutto il Giappone.
Akihito Sama compie 77 anni e fin dalla prima mattina si è concesso alla vista dei molti cittadini che in massa si sono recati al Palazzo Imperiale per fargli gli auguri.
Dal balcone del Palazzo Akihito ha detto -Mi auguro che stiate attenti alla vostra salute e che possiate salutare l’arrivo del Nuovo Anno in ottima forma-.
Accanto a lui, la moglie ed Imperatrice Michiko i figli, principe Naruhito e Akishino e le rispettive consorti, principessa Masako e Kiko.
Dopo essersi esposto per tre volte alla vista del pubblico, l’Imperatore ha ricevuto nel pomeriggio gli auguri dal primo ministro Naoto Kan ed altri politici.
L’Imperatore ha anche riflettuto sul tempo che passa affermando -Mi rendo sempre più conto dei sintomi della vecchiaia e spero che la società riesca ad essere più consapevole delle esigenze degli anziani- ed ha proseguito sul concetto spiegando che - E’ mio sincero desiderio che venga prestata molta e più attenzione nel costruire edifici e città più adatte a soddisfare le esigenze delle persone anziane-.
L’Imperatore ha anche ammesso di avere difficoltà di udito e che quando guarda la TV, riesce a capire gli annunciatori delle notizie ma per quanto riguarda i programmi, deve spesso fare affidamento ai sottotitoli per riuscire a seguirne lo svolgimento.
L’Imperatore Akihito è salito al trono del Giappone il 7 gennaio del 1989, succeduto a suo padre Hirohito, conosciuto anche come Imperatore Showa.

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Lunedì, Dicembre 20, 2010

Ochā: tè verde giapponese

pubblicato da Rivista Slow Food n.48 dicembre 2010,
pictures by Fumito Ono
annu03-1.jpg Fra le molte cose che ci si aspetta Tokyo possa offrire, c’è sicuramente la certezza di bere ovunque del buon tè, soprattutto verde.
Anche perché nella nostra vecchia Europa si fa un gran parlare delle proprietà benefiche delle verdi foglie.
Ma il tè giapponese include una lunghissima lista di cha molto diversi fra loro: pungenti, dolci, erbosi, puliti, giovani, essiccati naturalmente, dalle foglie basse o dalle foglie alte.
In pratica c’è molto da studiare e conoscere. Ma da dove cominciare?
Forse con Chā no yu la famosa cerimonia del tè.
Non per forza, ma vale la pena almeno una volta assistervi, perché è un rito sia sociale sia spirituale, ed è una delle arti zen.
Risale al 1500 e da sempre si svolge con stili e in luoghi diversi; cambia anche con le stagioni.
Si può provarne l’ebbrezza all’interno della stanza da tè di hotel elegantissimi o in un tempio con tanto di maestro di meditazione zazen. L’importante è non far mancare, durante la cerimonia, i quattro princìpi basilari dettati dal monaco buddista Sen No Rikyu ovvero armonia, rispetto, purezza, tranquillità .
Se volete provarla in un posto spettacolare, allora il Tokyo Midtown fa per voi.
È il nuovissimo complesso del distretto di Roppongi dove, al primo piano interrato, si trova Abc Cooking Studio Plus International (0081-03-5413-3476 ).
Qui in una lezione s’imparano i fondamentali della cerimonia, compreso che il tè della chā no yu può solo essere il matcha ossia una polvere di tè verde ricavata dalle foglie cresciute all’ombra, quindi più lentamente e in modo da aumentare gli amminoacidi, cosa che lo rende più dolce di altri.
Si mette in una ciotola una piccola quantità di matcha, si aggiunge un po’ d’acqua a 90 gradi circa e si mescola con una sorta di pennello di bambù. Poi si aggiunge altra acqua e con calma si sorseggia.

A dire la verità il sapore non è un gran che.
Ciò che affascina davero è il rituale, la bellezza degli oggetti e dei gesti e la sensazione di partecipare a un evento unico.
Ovviamente i giapponesi non fanno la cha no yu tutti i giorni, ma bevono comunque quotidianamente litri di tè.
Dove? Intanto a casa, oppure gli viene servito di continuo, e gratuitamente, nei ristoranti dove pranzano o cenano.
Appena si entra in un ristorante e ci si accomoda al tavolo, si riceve dell’acqua con ghiaccio o del tè giapponese.
Non manca anche l’oshibori il piccolo asciugamano caldo e arrotolato per le mani.
Ogni volta che la tazza di tè si svuota qualcuno provvede a rabboccarla.
Se invece volete assaporare il profumo del tè giapponese fuori pasto un trucco è curiosare nei centri commerciali come Seibu, Tokyu o Mitsukoshi . In questi luoghi dotati di tutto, si susseguono tantissimi banchi che vendono Ochā.
Qui sorridenti Obachan , signore nonne, offrono piccoli bicchieri di carta bianca colmi di tutte le gradazioni di verde.
Ma se volete andare in un vero negozio di dolci e chā giapponese, come ancora ne esistono a Tokyo, troverete dei luoghi spesso piccoli e familiari, a volte un po’ sofisticati. shimura-mise-ocha.jpg
Uno di questi è il Cafe Annu un locale nel quartiere di ShimoOchiai , vicino alla stazione Mejiro della linea Yamanote.
È un posto tranquillo, gestito dalla signora Mitsue Maezawa e si trova di fronte a un tempio ed è particolarmente frequentato in primavera ed estate per il panorama che offrono i fiori del parco lì vicino.
Qui si possono sorseggiare diverse varietà di tè verde, serviti alle temperature e nelle tazze giuste, accompagnati in più dai dolcetti tradizionali, principalmente a base di azuki o di mochi dolce (pasta di riso) farcita con creme a base di fagioli.
È un ottimo posto per incontrare gli amici o leggere mentre si sorseggia cullati da un sottofondo musicale che va dal jazz alla musica classica, dipende dall’ora e dall’umore della proprietaria.
Il sapore del tè verde dipende dalla sua zona di provenienza, dall’età e dal tipo di foglia.
Per esempio lo shinchā letteralmente tè nuovo, è il primo tè a essere raccolto in primavera e ha un aroma fresco e dolce; il colore è verde cristallino e ha un basso contenuto di caffeina.
Ma ciò che conta, a prescindere dei vari tipi di tè verde, è saperlo preparare.
E al Cafe Annu il tè è molto buono.
I tè che servono non sono stati passati in forno, quindi richiedono una temperatura dell’acqua più bassa e anche una più breve infusione. Lo fanno così: una teiera giapponese (con il colino all’interno), il tè e l’acqua a 80 gradi.
Si attendono uno o due minuti e poi si versa il chā nelle tazze più incredibili e varie che si possano immaginare.
Diverse dalle nostre, le giapponesi sono più basse e cilindriche, di forme svariate e di ceramiche, porcellane e terre di tutti i colori e spessori.
Vicinissimo al Cafe Annu c’è un negozio di tè giapponesi Kanenoken (Mejro, Shibuya-Ku), aperto da prima della seconda guerra mondiale.
Qui si trovano diversi tè di qualità, sia verdi sia neri shincha, matcha, ichibancha, bancha, sencha, genmaicha che si comprano a peso o confezionati in scatole o sacchetti su cui sono indicati nome e provenienza.
I prezzi variano a seconda della qualità e della fragranza.

christie-3.jpg Tokyo, a sorpresa, è anche la perfezione del British tea.
Ebbene sì, il tè nero e rosso stile britannico è servito in moltissimi locali, anzi, a tratti sembra più facile trovare una tea house che bere del tè verde.
Dovendo consigliare dove andare, il pensiero torna ad anni fa, una mattina a Harajuku persa nella megalopoli, con l’unico desiderio di sedermi e bere.
Fra i mille posti invitanti, ristoranti e catene mi trovai senza averlo programmato in una minuscola traversa di Takeshita dori davanti a Christie Tea and Cake (Jinguame 1-16-1 Shibuya-Ku 03- 3478-6075).
Il posto giusto per essere coccolati e rilassarsi.
Si sceglie fra 100 diverse qualità di tè servito in eleganti tazze e teiere, e accompagnato da torte appena fatte, scones fumanti, marmellata di ciliegie e panna montata.
Il proprietario del locale è il signor Shintaro Miyamoto che lo gestisce dal 1980 accompagnato anche da una foto dei Beatles che qui hanno sorseggiato il loro tè durante il tour in Giappone.
Musica in sottofondo, persone che chiacchierano e la certezza di potersi fermare quanto si vuole.
E infatti è lì che torno ogni volta a Tokyo per un tranquillo any time tea. Ve lo consiglio.

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Lunedì, Dicembre 13, 2010

Buon Anniversario Muji

mujirushi.jpg La prima volta che sono entrata in Mujirushi Ryōhin 株式会社良品計画 era il 1988, nel negozio di Sangenjayaa poche fermate dalla stazione di Shibuya, ed è stato amore a prima vista.
Uno di quegli amori che saranno per sempre.
Come si può infatti resistere al minimalismo, alla sobrietà, alla calda atmosfera dei colori di base, alla semplicità ricercata, al senso del contemporaneo teso al futuro e all’estetica netta e inimitabile di Muji?
( Mi raccomando di pronunciare quella J di Muji, dura, come in italiano pronunciamo gi. Vietato dire jjjji, alla francese…che c’entra il giapponese con il francese? )
Impossibile.
Quindi è proprio il caso di festeggiare il trentesimo anniversario dall’inizio di questa travolgente presenza in Giappone (ed adesso in buona parte del mondo ) del meraviglioso mondo Muji.
La Rizzzoli International ha recentemente pubblicato Muji un bel brand book che ripercorre la storia di questa innovativa azienda, nata con l’idea iniziale di essere conscia ed attenta all’ambiente, minimalista e soprattutto con ” nessuna etichetta o firma” appiccicata sui suoi prodotti.
Duecentocinquantasei pagine scritte in giapponese, inglese e cinese, piene di fotografie dei prodotti Muji e dei negozi sparsi nel mondo.
Il designer e membro del gruppo dei consulenti Muji, Kenya Hara visto il libro a New York ha detto : - E’ la descrizione più realistica e naturale che si potesse fare del Muji- .
E Kazuko Koike, direttore creativo di Muji nonché uno dei suoi sei fondatori, scrive nel libro che: -Una forza sottostante al lancio del progetto è stata proprio la preoccupazione a proposito della sostenibilità ambientale che iniziava a farsi sentire dopo le varie crisi petrolifere degli anni settanta-.designophy_com_a1_1000002382_101.jpg
L’identità, che potremmo definire, senza fronzoli dei prodotti di questa azienda è stata in gran parte modellata dal suo primo direttore artistico Ikko Tanaka che per due decenni ha diretto le idee del gruppo, un capo carismatico morto però nel 2002.
Ma qual è il segreto dell’indiscutibile fascino di tutto ciò che sta dentro uno dei 285 negozi Muji del Giappone e almeno 118 nel mondo, di cui cinque in Italia a Torino, Milano e Roma ?
Ci sono tanti motivi, ma vi elencherò solo le prime ragioni che mi vengono in mente:
-Che si tratti di un elettrodomestico tipo un frigo o una lavatrice, o di un piatto o delle posate, se sono del Muji hanno tutti un ottimo design, dimensioni piccole, unico colore per lo più tutte le gamme dal bianco panna al grigio al nocciola chiaro, per l’appunto niente fronzoli e funzionano benissimo.
- Se si tratta di abbigliamento i tessuti sono solo ed assolutamente naturali, spesso sono i migliori fashion designer nipponici a lavorare per Muji, senza firmarsi, e si vede che dietro ad alcuni pantaloni, camicie e gonne c’è stata la mano di Yohji Yamamoto o di Rei Kawakubo .
I prezzi sono molto inferiori a quelli firmati dagli stilisti ( almeno in Giappone) ed i colori sono nero o blu scuro e di nuovo tutti i bianchi e i marroni chiari.
-I prodotti di cancelleria sono un sogno diventato realtà, solo legno per le matite colorate, carta e plastiche trasparenti per tutto il resto.
-L’arredamento della casa, dalla camera da letto al bagno è funzionale, netto, preciso,esteticamente esilarante senza mai eccedere in nulla.
Una coperta, un lenzuolo, un letto del Muji è unico e riconoscibile a distanza.
In Giappone Muji Rushi è davvero molto conosciuto ed amato, da noi in Europa o in altri luoghi del mondo come gli States è ancora un pubblico di estimatori che lo frequenta anche se la sua reputazione è ottima.
Basti pensare che il negozio del MoMa a New York vende i prodotti del Muji da quasi 10 anni.
Buon trentennale Muji e cento e mille di questi giorni!

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