Lunedì, Novembre 22, 2010

Geisha in post bubble economy

geishas_1680643c.jpg Basta la parola 芸者 げいしゃ geisha, per dare libero sfogo all’immaginario e alla confusione.
Che non accenna placarsi grazie al fatto che l’ultima versione della originale e quasi persa nel tempo Gei ( arte) Sha ( persona), è quella proposta a Kyoto in alcuni dei suoi locali.
Pare infatti che al Ryokan Gion Shinmonso sia possibile farsi servire una birra, brindare e fare conversazione con una giovane 舞子 まいこ maiko ( un livello di training che precede quello di geisha) per soli 3 euro e mezzo.
Probabilmente a causa della crisi economica globale, spendere tantissimi yen per poter passare una serata in compagnia delle maestre d’arte è diventato difficile e quindi si è scesi a compromessi e si tentano modi più competitivi per far lavorare le pochissime signorine che ancora studiano da geisha.
Anche al Kamishichiken un beer-graden della città, si può bere una birra, mangiare qualche snack e stare in compagnia di una geisha per circa 15 euro.
Il proprietario della birreria sorride raccontando di avere avuto l’idea di introdurre questa possibilità perché - Volevo che la gente conoscesse meglio sia le maiko sia le geisha ed in questo modo molte più persone possono entrare in contatto con loro-.
Le geisha fiorirono specialmente nel 1700 secolo a Kyoto, quando delle giovani ragazze, spesso provenienti da famiglie disagiate, venivano istruite in maniera rigorosa nelle apposite case, in quelle arti tradizionali come danza, poesia, conversazione, strumenti musicali, cerimonia del tè e passavano altre lunghe ore di lezione sulla corretta maniera di indossare il kimono e sul make -up appropriato.
Nel 1928 si toccò il massimo di presenze in Giappone con quasi 80.000, cifra che oggi si è ridimensionata a 1000 geisha per tutto il Paese.
E quindi ecco una soluzione adatta ai tempi ma decisamente meno affascinante.
L’immagine iconica della芸者 vuole essere offerta facilmente e seppure si potrebbe obiettare che costando meno saranno molti di più ad usufruirne, mi auguro che la tendenza si esaurisca presto.
Una persona d’arte non può essere a disposizione per pochi minuti in un beer garden qualsiasi, siamo seri, un pochino almeno…..

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