Giovedì, Novembre 25, 2010

North Korea

northkorea.jpg Il primo ministro giapponese Naoto Kan insieme alla controparte sud coreana Lee Myung Bak sta cercando di prendere accordi per un incontro a Washington con il presidente degli Stati Uniti Barak Obama ed il Segretario di Stato Hillary Clinton.
L’incontro potrebbe avvenire ai primi di dicembre e focalizzarsi sulle misure da prendere a proposito della problematica North Korea .
In Giappone si respira un’aria molto tesa, così come in Corea del Sud, a causa delle recenti provocazioni del Nord, un bombardamento che martedì ha provocato la morte di 4 persone mentre altre 18 sono rimaste ferite.
E’ da anni che si paventava un accadimento simile ma fra la gente comune, erano pochi a credere che sarebbe davvero successo.
Invece ecco che il governo di Pyongyang sorprende tutti con un attacco contro una piccola isola sud coreana del Mar Giallo.
Il p.m. giapponese ha anche informato che parlerà con Beijing per cercare di convincere il governo cinese ad agire sul Pyongyang e a far smettere ogni ulteriore atto belligerante.
La Cina protegge da anni la Corea del Nord e la sua politica fortemente militarista.
il Giappone ha anche chiesto l’aiuto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite esortando l’organismo internazionale ad intraprendere azioni precise contro la Corea del Nord.
Nel frattempo le coste occidentali del Giappone sono particolarmente monitorate.
Insomma tutti i vari ministeri giapponesi sono in stato d’allerta e la sensazione generale verso quanto accaduto l’altro giorno è di massima preoccupazione.
Proprio non ci voleva una fine d’anno così tesa.
Chi ci va di mezzo come al solito sono le persone, i civili che non vorrebbero altro che uscire dalla crisi economica una volta per tutte e avere politici finalmente sintonizzati sulle riforme necessarie a metter fine alla devoluzione.
Passa il tempo e aumentano le relazioni fra le persone del villaggio globale, tuttavia c’è sempre un gruppo di imbecilli che ama sparare da una parte all’altra del mare e probabilmente non ha un consolle con cui giocare ai video games.
Quando la smetteranno di esistere?

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Lunedì, Novembre 22, 2010

Geisha in post bubble economy

geishas_1680643c.jpg Basta la parola 芸者 げいしゃ geisha, per dare libero sfogo all’immaginario e alla confusione.
Che non accenna placarsi grazie al fatto che l’ultima versione della originale e quasi persa nel tempo Gei ( arte) Sha ( persona), è quella proposta a Kyoto in alcuni dei suoi locali.
Pare infatti che al Ryokan Gion Shinmonso sia possibile farsi servire una birra, brindare e fare conversazione con una giovane 舞子 まいこ maiko ( un livello di training che precede quello di geisha) per soli 3 euro e mezzo.
Probabilmente a causa della crisi economica globale, spendere tantissimi yen per poter passare una serata in compagnia delle maestre d’arte è diventato difficile e quindi si è scesi a compromessi e si tentano modi più competitivi per far lavorare le pochissime signorine che ancora studiano da geisha.
Anche al Kamishichiken un beer-graden della città, si può bere una birra, mangiare qualche snack e stare in compagnia di una geisha per circa 15 euro.
Il proprietario della birreria sorride raccontando di avere avuto l’idea di introdurre questa possibilità perché - Volevo che la gente conoscesse meglio sia le maiko sia le geisha ed in questo modo molte più persone possono entrare in contatto con loro-.
Le geisha fiorirono specialmente nel 1700 secolo a Kyoto, quando delle giovani ragazze, spesso provenienti da famiglie disagiate, venivano istruite in maniera rigorosa nelle apposite case, in quelle arti tradizionali come danza, poesia, conversazione, strumenti musicali, cerimonia del tè e passavano altre lunghe ore di lezione sulla corretta maniera di indossare il kimono e sul make -up appropriato.
Nel 1928 si toccò il massimo di presenze in Giappone con quasi 80.000, cifra che oggi si è ridimensionata a 1000 geisha per tutto il Paese.
E quindi ecco una soluzione adatta ai tempi ma decisamente meno affascinante.
L’immagine iconica della芸者 vuole essere offerta facilmente e seppure si potrebbe obiettare che costando meno saranno molti di più ad usufruirne, mi auguro che la tendenza si esaurisca presto.
Una persona d’arte non può essere a disposizione per pochi minuti in un beer garden qualsiasi, siamo seri, un pochino almeno…..

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