Domenica, Settembre 12, 2010

Tokyo Fashion’s Night Out

vogue-nippon-takashi-murakami-fashion-night-out-2010-1.jpg L’anno scorso la terribile direttrice di Vogue America, Anne Vintour, diede inizio a New York ad una sorta di festival dello shopping, organizzato sia per celebrare il dio della moda sia per dare una mano all’industria del fashion, in calo da economia in crisi.
Quest’anno il FNO è diventato un evento globale, e la notte del 10 settembre sono state ben 16, le città del mondo in cui si è svolto. Da Shanghai a Seul, da Parigi a Milano, ciascuna città ha progettato in maniera originale la notte dello shopping e naturalmente Tokyo non è stata da meno.
La direttrice dell’edizione giapponese di Vogue Nippon, Mitsuko Watanabe ha fatto in modo che in questa notte speciale fossero disponibili pezzi di vari stilisti e brands molto famosi ed i dati dimostrano che questa tattica, anche in un Paese come il Giappone dove lo shopping per le edizioni limitate della moda è davvero una pratica quotidiana, si è dimostrata vincente.
Hanno partecipato all’evento trecentocinquanta negozi, fra cui Chanel, Louis Vuitton, Issey Miyake ed anche ” fast fashion” mecca come Forever 21.
Non è mancata neppure la FNO per beneficenza, una raccolta fondi da destinarsi alla KnK International Children Without Borders e la Keyaki Kikin un’organizzazione che vuole mantenere in buona salute gli alberi di zelkova che costeggiano dai due lati tutta la via Omotesando Dori.
E’ stato il grande Takashi Murakami a disegnare delle T-shirts e delle borse con la sua preziosissima firma stampata sopra, capi che venduti per soli 2000 Yen, sono andati a ruba e hanno permesso di ricavare una percentuale importante da destinare alle organizzazioni in questione.
Iniziata alle 5.30 del pomeriggio fra Harajuku e Omotesando Hills, la festa è finita ufficialmente alle 11.30 ma è proseguita informalmente molto più a lungo, fra bicchieri di champagne, gelati, scatti glamorous e celebrità giapponesi della moda per le strade illuminate del quartiere più fashion della città.
Lo so, è davvero frivolo e poco etico tutto ciò ma è talmente divertente!
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