Martedì, Luglio 13, 2010

Unagi

unaghi.jpg Quando il caldo umido dell’estate comincia ad avvolgerti dalla testa ai piedi e le facoltà intellettive sembrano evaporare, vuol dire che è tempo di うなぎ!
Verso la fine di luglio, si celebrano i giorni Doyo no hi, i giorni del picco estivo di caldo, nel quale si mangiano anguille, anche per combattere la calura.
E’ un’abitudine che risale ai tempi di un ristoratore dell’antica Edo che, avendo buon fiuto per gli affari, ebbe l’idea di offrire ai suoi clienti, dei fumanti filetti di anguille arrosto.
L’anguilla giapponese è conosciuta per il ricco contenuto di stamina, proteine, calcio, vitamine A ed E.
Dal periodo Edo è anche diventata un simbolo di prosperità e di benessere.
Soprattutto, mangiare la sua tenera carne, riesce a darti forza e vitalità per affrontare i giorni e le notti dell’estate giapponese.
Visto il tempo recente in Italia, direi che anche noi dovremmo iniziare a cucinare qualche prelibatezza nipponica a base di anguilla e fra le varie ricette disponibili, consiglio 鰻丼 UnaDonburi.
Si tratta di una ciotolona di riso bianco alla cui sommità viene posta dell’anguilla grigliata e condita con una salsa dolce chiamata かばやきKabayaki.
E’ un piatto unico che può essere accompagnato da una zuppa di Miso chiara, e come bevanda suggerisco むぎちゃ Mugichā, te d’orzo freddo, molto dissetante e privo di teina.
Vi assicuro che, nonostante l’idea di mangiare un’anguilla alla brace mi ripugnasse profondamente, costretta ad assaggiare a mia insaputa UnaDonburi ho constatato con sorpresa quanto questo cibo sia saporito, leggero, garbatamente croccante ed economico. Da allora è diventato uno dei miei piatti estivi preferiti!

220px-unagi_donburi.jpgEcco la ricetta per due persone

Ingredienti:

- Filetti di anguilla. Fate attenzione che la sua carne sia bianca e compatta e la pelle lucida.
Per levargliela bisognerà passarla sulla fiamma affinché quest’ultima si gonfi e si possa quindi strappare facilmente.

- un bicchiere e mezzo di riso

- mezzo bicchiere di sake

Salsa Kabayaki

- due tazzine e mezzo da caffè di salsa di soia

- due tazzine da caffè di Mirin

- due tazzine da caffè di sake

- due cucchiai di zucchero

Tagliare a metà i filetti di Unagi, versarci sopra il sake e dopo averli sgocciolati, cuocere alla brace o grigliarli.
Cuocere il riso nella magica pentola (che consiglio vivamente di comprare) o manualmente.
La salsa Kabayaki si prepara mischiando il Mirin con il sake. Portare a ebollizione, spegnere ed aggiungere lo zucchero e la salsa di soia.
Portare di nuovo ad ebollizione, abbassare il fuoco e lasciare cuocere lentamente per 15 minuti.
Filtrare e lasciare raffreddare la salsa. Aggiustare di zucchero.
A questo punto si prendono due ciotole apposite o dei piatti fondi, si versa il riso caldo o tiepido al centro e sopra si adagiano i filetti di anguilla.
Infine si bagnano i filetti con la salsa, senza esagerare in quantità. Pronto e quindi いただきます!

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Venerdì, Luglio 9, 2010

Batta Mon

4745613850_d0023eb751.jpg Ha senso che la stranota, ed adorata da mezzo mondo, luxury brand Louis Vuitton abbia paura delle cavallette?
Verrebbe da rispondere no, ma pare invece di si, visto che è riuscita a far rimuovere dal Kobe Fashion Museum, le creature di Mitsuhiro Okamoto.
L’artista giapponese sarebbe colpevole di avere creato nove sculture a forma di ばった Batta , semplici e allegre cavallette.
Delle sculture di circa 40 cm. di lunghezza.
Il problema è che la pelle usata per le locuste sarebbe del falso tessuto LV il che basterebbe alla Maison Francese per riuscire ad accusare di contraffazione bella e buona l’artista nipponico e diffidare il Museo di Kobe.
Detto e fatto: non appena la LV ha chiesto formalmente che venissero rimosse le creazioni di Okamoto e quindi, che fosse chiusa la sua mostra, i dirigenti del Museo di Kobe hanno acconsentito alla richiesta.
Ovviamente per paura di doversi confrontare legalmente con un gigante del fashion globale.
Mistuhiro Okamoto non ha però gradito la sorpresa ed intende muoversi legalmente contro LV e nel suo sito, in maniera condivisibile, scrive - Presto andremo davanti al giudice ma mi chiedo perché Louis Vuitton non riesca a distinguere fra un’ opera d’arte e delle false borse griffate.-
In effetti c’è da domandarselo.
Inoltre le nove Batta Mon , Cavallette Contraffatte, volevano di proposito giocare con il tema del Lusso e del Falso ed infatti Mitsuhiro Okamoto ha anche usato stoffe e pelle di Gucci e Chanel, per alcune delle Batta.
Due brand che non hanno commentato negativamente l’idea dell’artista.
Tant’è, ora la mostra è chiusa, i manifesti sono spariti e le nove Batta Mon aspettano con pazienza di potersi ri-mostrare al più presto!
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Mercoledì, Luglio 7, 2010

Finalmente Tanabata

tanabata2006_poster.gif Eccoci al 7-7, stasera Altair e Vega si incontreranno.
Poco importa se il cielo è nuvoloso o se piove.
Saranno forse nascoste ai nostri occhi ma loro due ci sono!
Ad accoglierle in ogni caso, ci sono tutte le decorazioni fuori e dentro le case giapponesi:
un vaso con un alberello di rami di bambù da cui pendono tantissimi たんざくtanzaku colorati.
Dei fogli di carta stretti e lunghi, rossi, gialli, verdi e blu su cui gli abitanti della casa, del condominio, dell’hotel, del paese, scrivono brevi poesie o i propri desideri!
E’ una festa romantica molto adatta a chi è innamorato.
Coinvolge però tutti, grandi e piccoli proprio grazie ai tanzaku che specialmente i bambini amano appendere e confezionare.
E la notte estiva invita tutti a guardare il celo stellato, a scoprire la Via Lattea e le due Stelle con il sottofondo allegro del canto delle cicale.
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Martedì, Luglio 6, 2010

Hagoromo ( seconda parte )

Tratto da Fiabe del Sole più a Est, di Fabiola Palmeri
In quel preciso istante, il marito rientrò. b.jpg
Sbalordito, gridò - Dove stai andando?- La Fanciulla del Cielo rispose -Anche se ti amo, ora che ho ritrovato il mio vestito devo tornare a casa. Se sentirai la mia mancanza, ti raccomando di fare mille ぞり zori, tipici sandali di paglia, così potrai raggiungermi in Cielo!-
Così dicendo, salì sulle nuvole e sparì.
Rimasto solo e addolorato, il marito si mise al lavoro: ogni giorno, per ore e ore, intrecciava gli zori, ansioso di raggiungere la moglie il più presto possibile. Ma…..farne mille era davvero un compito arduo! Occorreva tanto tempo.
Quando finalmente completò il novecentonovantanovesimo zori, la sua pazienza si esaurì. In quel momento un banco di nuvole scure discese di nuovo dal Cielo. Balzò subito sopra le nuvole, che cominciarono la salita.
Sebbene fosse quasi arrivato, gli mancava però uno zori……..La moglie che lo osservava da vicino, provò una gran compassione. Gli allungò un palo di legno e lo tirò su.
Arrivato in Cielo, i genitori della Fanciulla non lo accolsero con gioia e gli fecero, una dietro l’altra, molte richieste difficili da esaudire.
Un giorno gli ordinarono di riempire d’acqua un canestro. La moglie allora, di nascosto, mise della carta oleata nel canestro, rendendo possibile al marito raccogliere l’acqua.
Un altro giorno, i genitori gli ordinarono di seminare semi di miglio in un campo. Dopo averlo fatto, i genitori chi ordinarono di raccogliere di nuovo tutti i semi che aveva appena seminato e di riportarli a loro. E la moglie liberò tante colombe che raccolsero tutti i semi e li riportarono a casa.
Con l’aiuto della buona Fanciulla , il marito riuscì a risolvere anche quella difficoltà!
Alla fine, però commise un altro terribile errore. In Cielo era proibito tagliare e mangiare i meloni. Questo perché era possibile che un torrente d’acqua ne potesse sgorgar fuori e causare un’inondazione!
Ma un giorno che faceva molto caldo, l’uomo assetato, tagliò un melone. Stava quasi per mangiarlo, quando una piena d’acqua sgorgò dal melone, senza posa, inondando il Cielo.
Essendo un mortale, l’uomo fu portato via dalla piena e separato così dalla moglie.
Si narra che sia stata proprio quell’inondazione a formare あまのがわ Ama no Gawa, la Via Lattea, che si può ammirare alta nel Cielo nelle notti limpide.
L’uomo divenne Altar e la moglie divenne Vega, due luminosissime stelle che splendono ancor oggi, separate dalla Via Lattea e che piangono in eterno, l’una per l’altra.
Solo nella notte di たなばた Tanabata gli è consentito incontrarsi, e gli innamorati della Terra li osservano con tenerezza.
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Lunedì, Luglio 5, 2010

Hagoromo ( prima parte )

Tratto da Fiabe del Sole più a Est , di Fabiola Palmeri

Si avvicina il 7 di luglio, il giorno e la notte di たなばた Tanabata。hagoromo.jpg
Questa tradizione è conosciuta come la Festa delle Stelle e si celebra ogni anno il settimo giorno del settimo mese, l’unico momento in cui le stelle amanti Altair e Vega, separate dalla Via Lattea, riescono ad incontrarsi.
Vi racconto allora una むかしばなし, la fiaba che parla proprio dei due innamorati:

C’era una volta un giovane, di un villaggio di montagna, che lavorava come contadino e raccogliendo legna.
Un giorno che aveva finito presto di lavorare, si recò al ruscello per tuffarsi nella sua acqua fresca. Anzi, decise di risalirne il corso e arrivò ad un grande lago, dove la gente si recava raramente.
Proprio lì il giovane vide, con meraviglia, un gruppo di bellissime fanciulle, che facevano il bagno chiacchierando ad alta voce e ridendo allegramente.
Le fanciulle erano così belle, come non ne aveva mai viste, e nemmeno sognate, sino ad allora!
Così si nascose dietro ad un pino che sorgeva sulla riva del lago.
Guardando in su notò dei bellissimi vestiti はごろも Hagoromo, che pendevano giù da un ramo e che gli parvero più leggeri delle piume di un uccello.
Ne prese uno e andò a nascondersi un po’ lontano dal lago, aspettando che le fanciulle finissero il loro bagno.
Quando finirono, le ragazze si rivestirono; poi si dileguarono, nessuno sa dove.
Una di loro però, che non aveva ritrovato i suoi vestiti, si sedette piangente ai piedi dell’albero.
Il giovane, che stava osservando la scena da lontano, esclamò a voce alta - Perché piangi? Che posso fare per te? -
La ragazza, singhiozzando, rispose - Io sono una Fanciulla del Cielo! Mentre facevo il bagno, sono scomparsi i miei vestiti !
E ora non posso ritornare a casa !-
- Che brutto pasticcio !- disse il giovane. -Ma se non puoi tornare in Cielo, ti chiedo umilmente di sposarmi!-
Consolandola dolcemente, il giovane vezzeggiò talmente la fanciulla che questa accettò di sposarlo, e così la condusse a casa.
Passò del tempo, il loro bambino aveva ormai tre anni. Un giorno, mentre era accanto al letto del bimbo che dormiva, la Fanciulla del Cielo notò un pacco di carta, logorata dal tempo, infilato dietro una traversa del soffitto.
Lo tirò giù e, piena di dubbi, l’aprì; trovò il vestito Hagoromo che credeva di aver perso non molti anni prima.
Allora capì che il vestito era stato nascosto da suo marito. Si arrabbiò e, osservando l’abito fra le mani, ripensò al Cielo, dove era nata e cresciuta e ne sentì una profonda nostalgia.
Il marito era fuori casa.
Allora si cambiò, indossò il vestito e si preparò a partire per il Cielo con il suo bambino fra le braccia.
All’improvviso, un banco di nuvole scure discese sullaTerra, per riportare a casa la Fanciulla del Cielo…..

il seguito della fiaba, domani!
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