Mercoledì, Giugno 2, 2010

Hatoyama san, bye bye!

dpjleaderyukiohatoyamaholdspressconferencedwpej1jebral.jpg C’è voluta tutta la storia del dopoguerra e mezzo secolo di dominio incontrastato della destra perché al vertice del potere giapponese arrivasse un uomo del partito democratico a settembre del 2009.
Ma Yukio Hatoyama, appena otto mesi dopo il folgorante esordio al potere ha annunciato oggi le sue dimissioni, che non potevano più tardare.
La delusione si era insinuata nel Paese sull’onda degli scandali politici e finanziari che da dicembre scorso, uno dopo l’altro, hanno investito il vertice del partito democratico, prima lo stesso Hatoyama e poi il suo vice, Ichiro Ozawa, scuotendo il governo e la gente comune, e facendo crollare il consenso. 
A peggiorare le cose si è aggiunto l’annoso ed irrisolto problema delle basi militari degli Stati Uniti presenti in Giappone, il cui 75% è stanziato da anni ad Okinawa.
Yukio Hatoyama aveva fatto del ricollocamento fuori dall’isola delle basi di Okinawa, un punto importante della sua campagna elettorale
e sicuramente parte degli elettori gli hanno dato fiducia proprio per questa promessa.
Il governo Liberaldemocratico infatti, aveva sempre tergiversato sull’argomento, sostenendo che gli interessi di sicurezza del Giappone dipendevano dagli Stati Uniti e dalla presenza di quelle basi militari nell’isola più a sud del Paese, dove la gente vive più a lungo, le spiagge sono di sabbia bianca ed il cibo è ottimo e speziato.
Invece il partito democratico, il DPJ di Yukio Hatoyama aveva promesso di opporsi a qualsiasi ritardo od obiezione da parte statunitense, che naturalmente non ha nessun motivo per spostare le basi da Okinawa, anzi, agli Stati Uniti fa comodo così, Okinawa è in ottima posizione per potersi rifornire di carburante, per far partire i suoi aerei e mille altre ragioni strategiche militari per le varie guerre che lo coinvolgono e ci coinvolgeranno.
Tutto falso, anche il DPJ ha fallito, volutamente o meno, e le basi rimangono, solo una parte della base di Futenma verrà spostata a Nago, sempre Okinawa. Un fallimento insomma. Dopo la visita del segretario di Stato americano,Hillary Rodham Clinton a Tokyo di venerdì 21 maggio, l’accordo per il ricollocamento è fallito ed Hatoyama ha dovuto mostrare la faccia ai suoi elettori.

Niente da fare: i giapponesi saranno anche buoni, gentili, cari e poco inclini alla protesta ma da Okinawa a Sapporo, il calo di consensi nei confronti del premier e del governo è stato netto ed è sceso al 19%.
Ed almeno in Giappone i politici in crisi hanno il coraggio di dimettersi.

Bye Bye Hatoyama san, dimissioni accettate e speriamo in meglio!

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