Sabato, Maggio 29, 2010

Erbivori

http://seidimoda.repubblica.it/dettaglio/giappone-largo-agli-uomini-erbivori/69721?type=ModaArticolo&sub=tendenze

herbmanga.jpg Niente a che fare con i valorosi samurai e nemmeno con i loro padri cinquantenni, impiegati modello dediti all’azienda.
Se ne parla sempre più degli Erbivori o meglio Soshokukei danshi , ragazzi giapponesi under 30 che stanno lentamente rivoluzionando l’Universo maschile.
Perché loro sono teneri con le proprie mamme e ci vanno insieme a fare shopping, non amano spendere denaro e nonostante adorino comprare abbigliamento ed accessori stanno molto attenti ai prezzi.
Inoltre sono decisamente poco interessati alla carriera lavorativa e seppure non disdegnino la compagnia femminile gli importa poco di fidanzarsi e di avere rapporti sessuali. Visto che in giapponese sesso si spiega con “ relazione di carne” ecco perché vengono chiamati erbivori.
La definizione そしょくせいだんし è di Maki Fukasawa, scrittrice nipponica che per prima nel 2007 cominciò a notare e a scrivere della tendenza. L’interesse per il fenomeno è stato immediato tanto che la presidente dell’agenzia di ricerca Infinity,
Megumi Ishikubo scrisse nel 2008 - Gli uomini erbivori che assomigliano alle donne stanno per cambiare il Giappone- un libro con interviste a circa 100 giovani uomini fra i 20 e d i 30 anni.
In un’intervista apparsa sul Japan Times, la Ishikubo spiega che molti dei ragazzi da lei incontrati confessano che non uscirebbero mai di casa senza un look perfetto e che la propria autostima cresce quando si sentono carini.
Inoltre affermano di non inseguire il sogno di un impiego a vita e che preferiscono guadagnare di meno piuttosto che essere costretti ad orari e ritmi di lavoro stressanti.
Un netto cambiamento generazionale dei maschi nipponici ? Pare di si in quanto secondo la signora Ushikubo il 60% degli uomini fra i 20 ed i 34 anni appartiene in qualche modo alla categoria Soshokukei .
Come si spiega il fenomeno?shugo-shrunk1.jpg
E’ un’evoluzione naturale, si potrebbe dedurre. In fondo dalla fine della seconda guerra mondiale il Giappone ha potuto godere di 60 anni di pace, non ha quasi un esercito, niente servizio di leva obbligatorio ed il tasso di omicidi commessi da giovani uomini è il più basso del mondo.
Tutte queste caratteristiche, secondo Masahiro Morioka , professore di filosofia all’Università di Osaka, fanno capire che in Giappone l’ideale di maschio violento e forte, tipico ad esempio dei soldati, non ha riscontro e gli uomini sono cresciuti liberi da tali limiti di genere. Per Morioka : - Non ci sono valori sociali in Giappone che portino i ragazzi ad agire in maniera violenta e quindi i confini fra i due sessi sono meno marcati che in altri luoghi del mondo -.
C’è poi un’altra interessante spiegazione alla tendenza erbivora, che si lega al Giappone della tradizione.
Già nell’epoca Edo (1603-187), 江戸時代 quando per 260 anni durò la pace sotto lo shogunato di Tokugawa, l’androginia era di moda.
A teatro giovani uomini interpretavano i ruoli femminili e le donne quelli maschili.
Nelle stampe erotiche 春画 Shunga si dipingevano uomini vestiti con kimono magnifici e truccati proprio come le loro compagne di giochi, tanto che è molto difficile distinguerli.
Forse si potrebbe valutare positivamente la tendenza: ovvero in Giappone ci sarebbe una società più tollerante che accetta le varie diversificazioni dell’essere uomo.
Chi però molto tollerante non è sono le ragazze coetanee degli erbivori.
Loro anzi sembrano piuttosto adirate, intanto perché a loro non sta capitando lo stesso tipo di trasformazione.
Certo le giovani donne nipponiche non vogliono più sposarsi entro i 25 anni ed avere per forza figli, né hanno in mente un uomo che le porti lo stipendio da gestire e che se ne stia fuori tutte le sere con i colleghi di lavoro.
Tuttavia in molti blog femminili è palpabile la preoccupazione.
Gli erbivori sono spesso molto belli, delicati, dolci, gentili ma non hanno corpi scolpiti, non prendono decisioni e soprattutto hanno pochissimo denaro!
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Martedì, Maggio 25, 2010

Onigiri tabetai!

onigiri-recipe.jpg Voglio mangiare onigiri!
おにぎりたべたい!
Perché sono squisiti, semplici, nutrienti e pratici. Non a caso nei manga e negli anime sono così popolari.
Piacciono in particolare ai bambini e alle donne. La prima volta che li ho assaggiati ero sotto i ciliegi in fiore.
Fine marzo con i miei amici Keiko chan, Shinobu kun, Hiroshi kun, moltissimi loro amici che non conoscevo e soprattutto con il geniale e simpatico Goro Kuramochi san, il capo dell’agenzia fotografica più di tendenza della Tokyo metà anni ottanta.
Seduti lungo i viali del cimitero di 青山 Aoyama, Keiko cominciò a distribuire questi deliziosi triangolini bianchi avvolti in qualcosa di scuro. Li aveva preparati la mattina per tutti noi.

Non ne avevo mai assaggiati prima e non sapevo proprio di cosa si trattasse, poi l’ho scoperto: riso cotto, lavorato a forma triangolare con all’interno un うめぼし umeboshi, sono delle prugne salate unknown.jpeg o a scelta del salmone cotto, tonno e maionese, たらこ tarako, uova di pesce tarako.jpg おかか o okaka, ovvero dei fiocchi di bonito conditi con salsa di soia bonito.jpg avvolti infine nell’alga Nori.

Davvero buonissimi. Ottimi quando non hai tanto tempo per la pausa pranzo, o quando vuoi mangiare al parco.
E così da quella prima volta non si va ad una gita o non si parte per un viaggio senza onigiri.
Certo è che quando chiudo gli occhi e ne immagino il sapore, ovunque io sia mi ritrovo immediatamente a Tokyo, davanti al nostro negozietto preferito nella Shotengai della stazione di Gakugei Daigaku.
Lì ci sono Otoosan e Okaasan una coppia che sembra uscita da un libro di fiabe.
Dietro il bancone, con le loro divise bianche, sorridono gentilmente e ti impacchettano in pochi secondi gli onigiri che scegli completi di べにしょが beni shoga, lo zenzero marinato.
Naturalmente sono loro a prepararli pazientemente, giorno dopo giorno, anno dopo anno, e spero che non smettano mai.

smileyonigiri.png per 4 persone ( 3 a testa circa)

Ingredienti:

- Riso cotto preferibilmente nella macchina del riso.
Per i ripieni delle onigiri:
-umeboshi, una per onigiri
- salmone saltato, un pezzetto per onigiri
- fiocchi di bonito mischiati con salsa di soia, un cucchiaino per onigiri
-fogli di alga Nori, tagliati più o meno 12 cm. per 5 cm.

Si può dare la forma triangolare agli onigiri a mani nude, bagnate con acqua e sale, o si può lavorarli avvolti nella pellicola trasparente. Meglio ancora se riusciste a procurarvi le formine apposite…diventerebbe tutto più facile.

Mettere a cuocere 3 bicchieri di riso, dopo averlo lavato diverse volte.
A cottura del riso ultimata, disponetelo con calma in un recipiente di legno e fatelo raffreddare per circa 20 minuti.
Bagnate le mani con acqua e sale che avrete disposto in una ciotola vicino, dopo di che prendete un cucchiaio di riso nel palmo della mano, comprimetelo leggermente lasciando al centro dello spazio per il ripieno. Potrete iniziare ad esempio con un umeboshi. Una volta posta la prugna, coprite con altro riso, date una forma triangolare e quando sentite che l’onigiri è compatto avvolgetegli intorno, partendo dalla base, il pezzetto di nori in modo che la punta dell’onigiri rimanga scoperta.

Proseguite alternando: un onigiri al salmone, una con i fiocchi di bonito e così via.
Appoggiate gli onigiri in un piatto di portata, potreste anche adornare il piatto con foglie verdi.
Mangiateli a temperatura ambiente ed il più presto possibile.
Se partite per un viaggio ponetele dentro un contenitore e mangiateli quando vi aggrada. Sore dewa, いただきます !
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Domenica, Maggio 23, 2010

Okinawa e i marines

256415605_cf05eb2c38.jpg Okinawa è una magnifica isola, giù a sud ovest del Giappone e di quest’ultimo fa parte, almeno sulla carta.
Ci abitano circa 2 milioni di persone, ci sono spiagge di sabbia bianca, si mangia benissimo si vive più a lungo che in qualsiasi altra parte del mondo. Insomma un vero paradiso.
Ma ad Okinawa la gente è stufa: la popolazione è diventata giapponese solo nel 1879, poi dopo la fine disastrosa della seconda guerra mondiale l’isola è stata per 22 anni sotto il controllo degli Stati Uniti che l’hanno restituita al Giappone nel 1972.
Lasciandovi però il 75% del personale dell’esercito statunitense che si trova da allora in Giappone: aeroporti, basi navali, basi militari, esercitazioni, circa 50.000 marines.
Da molti anni la gente di Okinawa chiede e aspetta un ricollocamento di queste basi in altre parti del Giappone.
Il nuovo governo socialdemocratico del premier Hatoyama lo aveva promesso già durante la campagna elettorale dello scorso anno: -Chiederò agli Stati Uniti di lasciare almeno la base di Futenma- diceva il politico di turno e ad Okinawa gli avevano creduto.
Ma ieri Hillary Clinton ed il suo governo hanno nuovamente battuto i piedi e Yukio Hatoyama ha tenuto la voce davvero bassa.
Il risultato è che ad Okinawa rimangono i marines: ne tolgono un po’ dalla base di Futenma e li spostano a Nago, più a nord.
La delusione è forte e la rabbia ancora di più. Yukio Hatoyama si è scusato pubblicamente - Mi dispiace davvero molto- sostiene.
Un’ulteriore perdita di credibilità ed un’ennesimo schiaffo alla gente di Okinawa.
E qui le scuse stanno a zero.okinawa.jpeg
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Sabato, Maggio 15, 2010

Rei Kawakubo: madame COMME des GARÇONS

pubblicato da Shop in the City, maggio 2010

Da più di 40 anni è fonte di ispirazione per disegnatori di moda, creativi, donne e uomini, da quando ha fondato la sua azienda ed aperto il primo negozio a Tokyo, nel 1973: è REI KAWAKUBO

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Generalmente difficile da avvicinare, è una donna che non ama raccontarsi con apparizioni e fiumi di interviste: per lei hanno sempre parlato le sue creazioni ed il lavoro che si è tradotto in numerosi punti vendita e in una rivoluzione del pensiero.
Nella Torino degli anni ’80 è stata una sorpresa fortissima vedere per la prima volta un pezzo firmato Comme des Garçons .
Come si indossa? E’ una gonna, una maglia?
E da quel momento è nato il desiderio di metter piede nel suo negozio di Aoyama a Tokyo, per raggiungere il regno delle donne
からす karasu ( corvo), del nero assoluto e della stoffa che ti avvolge.
Fashion mai visto prima d’allora; un modo di portare un abito che copre ma allo tesso tempo dona una forma che ti si disegna addosso, fatta di angolature e asimmetrie in grado di proteggere e fare del corpo qualcosa da mostrare.
Molto più che scoprendolo.
Rei Kawakubo è una meravigliosa donna nata a Tokyo e cresciuta negli anni della ripresa del dopo guerra.
Ha studiato arte e letteratura ed è arrivata a creare moda come mezzo di espressione delle sue idee.
E’ decisamente la più artistica fra tutti i famosi ( per lo più uomini ) designers del fashion system mondiale e ci si ricorda ancora oggi del suo debutto fuori dal Giappone , avvenuto a Parigi nel 1981.
Alla sua prima sfilata parigina pubblico ed esperti non riuscivano a “catalogare” o a tradurre quello che stavano vedendo: una linea che non distingueva fra donna e uomo, l’uso predominante del nero, stoffe che sembravano messe insieme come in un modello non finito, fili da imbastitura che pendevano qua e la.
Hiroshima Chic fu la definizione che le appiccicarono e da quel momento fino ad oggi, ogni sua collezione è potere d’immaginazione, concetti trasformati in abiti, dichiarazione d’intenti, anti-convenzionalità e soprattutto stile.
L’industria della moda giapponese aveva finalmente una donna che vestiva i personaggi più in vista: intellettuali, artisti, musicisti, professionisti e molte, moltissime donne che sceglievano i suoi vestiti, quasi come una legione che attraversava le vie di Omotesando, indossando il nero dalla testa ai piedi.
Un culto che ha coinvolto meno in Europa ed in Italia, un po’ per i prezzi, un po’ perché i suoi capi non si sono mai trovati facilmente da queste parti. commedesgarcons03-788782.jpg
Negli anni, Rei Kawakubo ha continuato la sua ricerca di stile disegnando abiti, scarpe, mobili, perfino i suoi negozi e dando moltissima importanza alle immagini che pubblicizzano i suoi prodotti, alle modelle ed ai modelli delle sfilate.
Tutto quanto ha la sua firma è sempre parte di un concetto ben definito, quasi dirompente nella sua coerenza.
Lei che è una donna, non ha mai disegnato abiti neanche lontanamente volgari, non si è mai conformata ai tacchi alti, alle scollature audaci, alle trasparenze che lasciano emergere la biancheria intima.
E le donne vestite da lei stupiscono, questo è garantito.
E’ del 1994 il suo debutto con il profumo ed anche con questo nuovo prodotto Rei ha sbalordito ed innovato.
Partiamo dall’estetica: la bottiglia di Eau de Parfum di Comme des Garçons e la scatola che la contiene sono oggetto di collezione. Priva di una base piatta, la bottiglia può solo essere appoggiata di lato. Quel primo profumo funziona come una medicina e si comporta come una droga veniva detto, ed effettivamente il suo tocco speziato e la spessa consistenza lo hanno reso speciale e cercato da uomini e donne, senza distinzione.
I suoi profumi da allora sono rigorosamente rivolti a tutti i generi.
images.jpg Nel 2010 Rei Kawakubo è più attiva che mai: ha realizzato 10 linee, ha due collaboratori-discepoli Junya Watanabe e Tao Kurihara che a loro volta firmano delle linee proprie, disegna accessori, costumi da bagno, e mille altre creazioni: Vive fra Londra e Tokyo.
E ogni volta a Tokyo, non mi stanco di entrare nel negozio-tempio in Kotto dori, talmente bello e sempre in grado di stupire.

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Giovedì, Maggio 13, 2010

Eataly Tokyo

ll migliore cibo italiano?  いちばん イタリア のたべもの か

photos by Patrick de Volpi

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pubblicato da Repubblica Torino, gennaio 2010

Naturalmente si trova a Tokyo dove da poco più di un anno e mezzo Eataly ha casa e milioni di affezionatissimi clienti.
Il negozio simbolo della buona qualità italiana dopo la sede madre di Torino ha aperto a fine settembre del 2008 la sua prima sede nipponica a Daikanyama , quartiere piuttosto chic ad appena una fermata di treno dalla grande stazione di Shibuya.
Lo spazio che ospita Eataly è stato costruito appositamente con annessa una piazzeta molto italiana che si apre a pochi metri dalla Yamate dori, una delle grandi strade che collegano la città da un capo all’altro.
Per Tokyo le piazze sono davvero una rarità ed in quella italiana di Daikanyama, da primavera a fine estate ci si può fermare per gustare un panino o per bere un caffè seduti ai tavoli all’aperto.
Certo non è difficile mangiare e neanche trovare cibi italiani nei negozi della città.
Recentemente in quasi tutti i supermercati si può comprare pasta ed olio d’oliva a prezzi ragionevoli tuttavia Eataly è in assoluto il più grande centro con vino e cibo italiano di tutto il Giappone.
eataly-japan-4.jpgE poi la maggior parte della merce in vendita proviene dal Piemonte e dalla Liguria.
Una bella soddisfazione entrare nel negozio e vedere i grissini torinesi con tanto di pannello che in italiano, inglese e giapponese ne canta le lodi, o i biscotti di meliga ed il cioccolato Leone e così via.
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Ti sembra di non avere mai lasciato casa o meglio ci si rende conto di essere a migliaia di chilometri da Torino, circondati da persone che di quella città vogliono conoscere solo le cose migliori.

Così quando si ha un secondo di nostalgia o dobbiamo accompagnare amici giapponesi a fare spese folli di golosità italiane, questo è il posto. Garantito…..intanto poi si va a mangiarうどん udon, certo non al ristorante carissimo di Eataly !
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