Lunedì, Marzo 29, 2010

Skirt Tribe

Pubblicato su “Repubblica.it” il 13.04.2010

shibuya-colorful-couple-10-2009-004-600x903.jpg Non esiste un altro luogo sulla Terra dove la moda per ragazzi sia pensata, creata, portata, esibita e venduta proprio da loro, se non il distretto di Harajuku a Tokyo.
Un insieme di pochi km. quadrati dove i protagonisti assoluti sono proprio i giovanissimi che qui passano giornate intere a scegliere, curiosare e a prendere spunti per poi costruire il proprio stile.
E’ qui il centro del mondo per quanto riguarda “Street Fashion” dunque e Takeshita Dori è quella strada lunga e stretta che, dall’uscita di Harajuku eki 原宿駅 ( stazione) fino alla Meiji Dori, riesce a dare ai fashion designers più spunti creativi che spostamenti faticosi fra Milano,Parigi, New York e Londra.
La strabiliante sorpresa è che questo record di creatività e di continua evoluzione rimanga a Tokyo in un quartiere in fondo piuttosto piccolo, viste le dimensioni della città e che nessun altro posto al mondo sia in grado di contrastarlo.
Non c’è che dire il Deficit Street Disorder ha una chiara appartenenza e non intende trasferirsi altrove.
Da qualche mese camminando per i vicoli di Harajuku la novità che salta all’occhio è l’aggirarsi di ragazzi che indossano vari tipi gonne o di indumenti come grembiuli o parei. Alcuni di loro indossano la gonna sopra i jeans o dei mini abiti sopra i normali pantaloni.
Insomma ancora qualcosa di nuovo che, nonostante la folla inglobi il tutto senza quasi farci caso, desta qualche reazione sia di approvazione che di rifiuto.
Sul quotidiano Mainichi Daily News si legge che i ragazzi in questione fanno già parte di una categoria, The skirt boys, スカート男子 sukaato danshi o Skirt tribe, e cominciano ad attirare l’attenzione della moda istituzionale che aveva provato, con gli stilisti più creativi, a proporre gonne per uomini, senza però successo.
I “boys” di Harajuku con la loro naturalezza stanno trovando un seguito e generando consensi.
Non si tratta di ragazzi e uomini che vogliono vestirsi come donne, piuttosto: - “Mi piace indossare un abito lungo specialmente in inverno, perché così fa più caldo” - racconta un impiegato di 38 anni all’agenzia di stampa giapponese Kyodo - “ Ho comprato la mia prima gonna da Comme des Garçons ( la stilista Rei Kawakubo che anticipa sempre le tendenze) 10 anni fa, ma solo adesso ho incominciato ad indossarla ”-.
Yuki Toyashi ha 19 anni ed è studente di un College di Chiba e sostiene: -“ Ho iniziato ad avvolgere dei tessuti afghani o di vari Paesi asiatici intorno ai fianchi e sopra i pantaloni per essere notato e perché stavo cercando uno stile che i miei amici non avrebbero copiato subito”.shibuya-colorful-couple-10-2009-003.jpg Reazioni diverse e anche occhiate di disapprovazione sui treni o passeggeri che non si siedono accanto ai ragazzi-gonna.
Tuttavia pian piano i pregiudizi passeranno perché:- “Vestirsi è un modo per esprimere la propria individualità e il rispetto è dovuto” -affermano Oshima e Yamamoto, due della skirt tribe e poi -“ Siamo abituati a portare il kimono, quindi per noi giapponesi i confini di genere negli abiti sono molto diversi che in Occidente “ -.
E nonostante sia felice di non avere un figlio maschio, non posso che essere d’accordo con loro.

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Ricetta per curry rice

Ingredienti per 4 persone
- 1 cipolla
- 2 carote
- 2 patate
- circa 3 tazze e mezza d’ acqua
- curry giapponese
- riso bianco cotto alla giapponese

curry-giapponese.jpg Preparazione:
tagliate la cipolla a fette dello spessore di circa 2 cm.
Pelate le patate e le carote e tagliatele a pezzi piuttosto grossi, pronti per essere mangiati.
Ungete un tegame con dell’olio di semi o d’oliva, accendete il fuoco e aggiungete gli ingredienti.
Fateli rosolare e dopo pochi minuti aggiungete l’acqua che deve coprire bene le verdure, superandole di appena 3 cm.
Coprite e lasciate cuocere per circa 15 minuti a fuoco basso.
Controllate la cottura e quando pensate che sia ultimata aggiungete il curry tagliato a piccoli pezzi e mescolate bene per alcuni minuti, fino a quando il composto risulta cremoso ed omogeneo. ( Metà di una confezione)
A questo punto spegnete e servite nei piatti accanto al riso, potete anche aggiungere alcuni chicchi di uvetta.

Questa è una ricetta base del curry rice e del tutto vegetale.
Naturalmente esistono numerose varianti con l’aggiunta di carne ( pollo, manzo e maiale ), pesce ( calamari, gamberi ) ed altre verdure come ad esempio gli spinaci. In un piccolissimo ristorantino di curry rice lungo Meiji Dori, servono fra gli altri, il Popeye curry, è fatto con gli spinaci ed un uovo aggiunto all’ultimo minuto. E’ buonissimo!
Saranno la vostra fantasia e le vostre preferenze ad orientarvi nella scelta che può variare con le stagioni e l’umore.
Se preparate un curry con la carne, dovrete tagliarla a piccoli pezzi, non metterne troppa e farla cuocere esattamente come gli altri ingredienti di base ed insieme a quest’ultimi: prima una leggera rosolatura e quindi la cottura con l’aggiunta dell’acqua.

Il curry giapponese si riesce a trovare nei negozi che vendono alimenti giapponesi ma anche nei negozi di alimentari cinesi, così come per il riso giapponese. Va anche benissimo usare il riso italiano.
がんばってね
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Martedì, Marzo 23, 2010

Curry rice

Chi pensa che il cibo nipponico preferito dai giapponesi e dai gaijin
がいじん (stranieri) in Giappone e probabilmente anche all’estero, sia sushi すし e sashimi さしみ , si sbaglia di grosso.
curry-rice-1.jpg
Il piatto più popolare e più gustato dalle le famiglie nipponiche, dai bambini agli ultra novantenni è カレ il curry, in versione riveduta e corretta.
E’ una delizia assoluta e non ha molto a che fare con l’originale curry indiano, che si può ormai trovare ovunque nel mondo.
Il カレ giapponese, innanzi tutto è diventato per tutti il Karē ed è un termine che pare derivare più dalla parola giapponese karai からい (significa piccante) anche se, allo stesso tempo, si avvicina molto alla parola curry, pronunciata alla giapponese.
Andiamo con ordine: da un pezzo di Kaori Shoji, columnist del Japan Times, si apprende che il curry venne importato in Giappone dall’India nell’Era Meiji (1868-1912) e che venne inizialmente proposto come cibo quotidiano da affiancare al riso, nelle mense delle scuole militari. Questo perché è facile da preparare, ha un alto valore nutrizionale e si serve in un unico piatto.
Karē ebbe un immediato successo fra l’esercito giapponese e da allora ad oggi chiunque lo assaggi capisce il perché.
Non si tratta di alta cucina e a differenza del curry indiano, quello giapponese non fa uso di mille spezie diverse per aromatizzare e dare il gusto.
Anzi, il Karē dei primi tempi era di base fatto con farina,shoyuしょゆ, salsa di soia e wakarashi 和からし, mostarda giapponese.
Era ed è tuttora la sua densità a renderlo unico: una cremosità che lo rende facile da mangiare servito accanto al riso, usando solo il cucchiaio.
Inoltre è pratico : è difficile sporcarsi e quindi non si ha bisogno neanche di un tovagliolo!
E’ dal 1950 che Karē Raisu si trova stabilmente nelle prime tre posizioni fra i piatti più popolari del Giappone e la maggior parte dei ristoranti che lo servono hanno modificato la ricetta originale.
Hanno per esempio sostituito la farina con un misto di olio d’oliva, zucchero e spezie indiane ma quello fatto a casa, o’uchi Karē di solito proviene dallo scaffale del più vicino supermercato dove si possono facilmente comprare confezioni del prodotto, che sembrano quasi delle tavolette di cioccolato.
E questo Karē casalingo non ha subito variazioni significative ed è buonissimo.
Provare per credere!
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Domenica, Marzo 21, 2010

Hanami

E’ iniziata la stagione rosa del Giappone grazie ad Hanami 花見, letteralmente osservare i fiori, un periodo in cui tutti, vengono conquistati dalla bellezza.
2009040803-1.jpg

photo by Shozo Ono

A Tokyo i sakura さくら dovrebbero essere in piena fioritura proprio oggi 21 marzo, primo giorno di Primavera e festa nazionale.
Ecco una tabella con date e luoghi, per seguire la scia dei fiori

Location Opening - Estimated Best Viewing

Tokyo March 21 - March 28 to April 5
Kyoto March 24 - March 30 to April 8
Kagoshima March 24 - March 31 to April 8
Kumamoto March 18 - March 25 to April 2
Fukuoka March 16 - March 23 to 31
Hiroshima March 22 - March 28 to April 6
Nara March 26 - April 1 to 9
Osaka March 25 - March 31 to April 9
Nagoya March 22 - March 29 to April 7
hanami_s.gif
Yokohama March 22 - March 29 to April 7
Kanazawa March 31 - April 5 to 13
Matsumoto April 5 - April 10 to 18
Sendai April 8 - April 13 to 20
Kakunodate April 23- April 27 to May 4
Hirosaki April 23 - April 27 to May 4
Hakodate May 2 - May 5 to 12
Sapporo May 4 - May 7 to 14

In Tv le cattive notizie verranno soppiantate dai report giornalieri sui fiori.
Chef importanti ma anche comuni casalinghe cercheranno nuovi ornamenti per i sushi ispirandosi ai ciliegi.
Intorno al Palazzo Imperiale, per il Sentiero della Filosofia di Kyoto, nei parchi, lungo i viali dei cimiteri buddisti, già di prima mattina i ragazzi muniti di grandi teli di plastica blu, saranno pronti a prendere il posto migliore per poter assicurarsi a sera, il picnic con i capi ed i colleghi d’azienda.
Nel tardo pomeriggio poi, un telo in fila all’altro, migliaia di persone si troveranno a mangiare, ridere e a bere sotto gli alberi carichi di rosa.
Ma alla luce della luna o al primo chiarore dell’alba, saranno i temporary workers che hanno perso il lavoro e gli homeless di lunga data, a trovarsi nei posti migliori per apprezzare l’essenza dei fiori che simboleggiano la vita: l’assoluta brevità della felicità e l’impossibilità di congelarla.
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Giovedì, Marzo 18, 2010

Hello Kitty the Show

Pubblicato su Repubblica Torino, 4.3.2010
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Il colore dominante è il rosa intenso perché a teatro arriva Kitty ,la gattina più ricca, famosa e kawaii, かわいい del pianeta.
A farla viaggiare da casa sua, la Puroland di Tokyo, al palcoscenico è il musical tutto italiano intitolato “Hello Kitty the Show” firmato dal regista Toto Vivinetto, con le musiche, che si preannunciano ad alto volume, di Fabio Serri e le coreografie glossy e luccicanti di Alberta Palmisano.
Una produzione costosissima, circa 3 milioni di euro, che ha conquistato la fiducia della Sanrio, la casa madre nipponica di Hello Kitty, che segue e controlla dettagliatamente ogni mossa della micina preferita da milioni e milioni di bambine, ragazze, mamme e nonne di tutto il mondo dal Giappone a ritroso per l’enorme Asia, l’Europa e le Americhe.
Insomma Hello Kitty, dal piccolo portafoglio rosso degli esordi negli anni settanta, ad un musical tutto cucito addosso al suo successo che in questo caso si traduce in 20 ballerini, tre Kitty Girls, video, luci, lustrini, cambi di scena impressionanti,musica rock, punk, dance, elettronica e per alleggerire leggermente, melodie pop.
Ma la storia ?
“-La nostra è una proposta molto originale, abbiamo voluto che Hello Kitty entrasse in un musical e che non si rivolgesse solo alle bambine” racconta il regista dello show Toto Vivinetto -” Lo stile dello spettacolo è molto moderno, c’è naturalmente la presenza di Kitty, ma le ragazzine sono anche coinvolte dai sogni delle tre protagoniste, le Kitty Girls, che riescono a realizzare i propri desideri e a superare prove difficili, grazie ai consigli semplici e spontanei di Hello Kitty.”
Ecco pronta la favola: tre ragazze che inseguono i propri sogni e che hanno come icona di stile la gattina.
Effettivamente questo è quello che è diventata Hello Kitty per le over 18, un’icona da portare addosso in T-shirt, borse, orologi, collanine, orecchini, perché lei è carina, dolce, ingenua, molto presente e soprattutto, conquista.
Da Paris Hilton a Mariah Carey alle nostrane Cristina Chiabotto e Simona Ventura, sono ormai tantissime le” famose” che non possono fare a meno di un gadget con la faccina senza bocca e tutto cuore di Hello Kitty.
E questo vale a maggior ragione per Selene Scarpolini, una delle tre H.K.Girls ”- Sono contentissima di essere in questo musical, viverlo da dentro è come stare in un sogno perché l’ambientazione è fantastica e lavorare con tutti i ballerini e le mie compagne Marina Maniglio e Tania Tuccinardi è un’esperienza che mi sta regalando grandi emozioni”-
Ma le bambine la vedono Hello Kitty nel vostro musical?
-” Si certo, e quando Kitty entra in scena si sente eccome, le ragazzine la chiamano, applaudono e sono felici di poterla vedere e sentirla parlare.
Ad un certo punto dello show poi, Kitty va in sala e lì è davvero un momento emozionante per il pubblico “-.
Lo show ha debuttato a Milano il 9 febbraio scorso, ha toccato poi Torino il 6 e 7 marzo e girerà per molte città italiane fino al 9 maggio.
Dopo averlo visto un consiglio: è più indicato alle ragazze che alle bambine, sappiatevi regolare!
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