Domenica, Marzo 11, 2012

11 Marzo 2012, primo anniversario.

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photo by Patrick de Volpi

Un anno fa non credevo fosse possibile un terremoto di intensità 9 punto qualcosa.
E nemmeno si era mai vista un’ Onda del Porto, つなみ o Tsunami così alta come quella che si è abbattuta sulla costa della Regione del Tohoku.
Ma la scoperta più terribile, di quell’ 11 Marzo scorso, se può esistere un peggio al disastro, è stato scoprire che in Giappone esistevano 54 reattori nucleari e che la Centrale di Fukushima era stata colpita dallo Tsunami e gravemente danneggiata.

Usciva del fumo dai vari reattori della Centrale, avvenivano delle esplosioni e l’intero Giappone, 120 milioni circa di persone insieme al Mondo che seguiva incredulo i primi report, era sotto shock.
Io cercavo di telefonare agli amici a Tokyo , alla mia famiglia elettiva a Mejiro.
Ma le linee telefoniche erano fuori uso.
Per fortuna il contatto Internet funzionava.
Ho incominciato a chiedere a tutti i miei contatti in Giappone di raccontare cosa stava succedendo.
E quel racconto non si è più fermato.

E’ avvenuto un grande cambiamento da allora.
Tutto il Giappone e la gente che ci vive, non importa se giapponesi o stranieri, condivide da quei giorni del 2011 una profonda e tragica esperienza che li ha uniti per sempre.
E soprattutto tutti, tranne le forze politiche che come di consueto non sono l’espressione della volontà del popolo ma solo della loro e di quella degli amici più stretti, a cui sono legati solo da interessi economici, tutti gli altri hanno capito che non ci si può fidare del nucleare.

Della forza distruttiva della Natura si è sempre saputo, di quella degli uomini si pensava e si sperava fosse più evoluta.
Non è così.

Troppi giapponesi hanno subito perdite devastanti dal Terremoto-Tsunami -Incidente Nucleare del Marzo 2011:
15.854 morti, più di 6.000 feriti, 3.000 e più che ancora ci si ostina a definire dispersi.
Tuttavia il bilancio è ancora più impressionante perché è l’intera popolazione del Giappone ad aver subito un’ indelebile perdita di fiducia.
Molti sono stati quest’anno i casi di suicidio, aumentati addirittura sostanzialmente in questo Paese che già detiene il record mondiale per tasso di suicidi annuali.

Ma d’altra parte, se si guarda al lato positivo di questo anno post incidente T-T-N, la risposta alla catastrofe ha messo in moto una gran voglia di ricostruzione, la volontà di smantellare le centrali nucleari e di dedicarsi totalmente alle energie alternative.
Fra la gente è cresciuta l’attenzione, la consapevolezza nei confronti dell’ambiente e della sua salvaguardia.
Ci si accorge di quanto la vita possa essere bella e degna di essere vissuta nei momenti più gravi e difficili.
Ci si sente tutti più vicini, più amici e meno diversi quando c’è bisogno di aiuto, quando si ha chiaro che scopo perseguire.
Fra pochi giorni incominceranno a fiorire i ciliegi, lungo tutto il Giappone, da ovest ad est.

E mai i fiori rosa pallido saranno più belli.

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