Lunedì, Novembre 28, 2011

Sion Sono, crudeltà e dolcezza

Pubblicato su Repubblica To, 25 Nov. 2011

Il camaleonte Sono Sion, conosciutissimo in patria, ignoto in Italia, è il regista giapponese che viene presentato con una grande retrospettiva dal festival torinese.
Dal 1985 ha creato diciotto piccoli capolavori: da vedere Guilty of Romance che racconta la sessualità femminile nelle sue forme più estreme.
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C’è sempre qualcosa in grado di affascinare nei film di Sion Sono: violenza e crudeltà, un’impressionate emotività unita ad estrema dolcezza, generi e umori vari, tabù e mali sociali, il tutto condito da bellezza ed energia.
Questo regista giapponese, conosciutissimo in patria, all’estero e quasi nulla in Italia, è nato a Toyokawa nella Prefettura di Aichi, vicino a Nagoya nel 1961 e per fortuna ci pensa il Film Festival 2011di Torino a dedicargli Rapporto Confidenziale la sezione monografica della manifestazione.
Finalmente il pubblico potrà conoscere la maggior parte dei film di questo camaleonte della regia: ben 18 lavori, dal suo debutto nel cinema avvenuto nel 1985 con Ore wa Sono Sion da!( Io sono Sion Sono!) a Koi no Tsumi (Guilty of Romance) ultimo suo film.
Lo scorso settembre al Festival di Venezia è stato presentato Himizu (assente nella retrospettiva torinese) l’adattamento di un famoso manga ed ambientato nei luoghi colpiti dal terremoto e tsunami di marzo.
Nonostante il disastro nella regione del Tohoku, Sono ha continuato a girare il film e fra l’altro i due giovanissimi protagonisti di Himizu hanno vinto il premio Mastroianni 2011 come migliori giovani attori.
Il percorso espressivo di Sono può dividersi in tre periodi: l’inizio come regista di film indie presenti nei circuiti dei maggiori Festival Internazionali, fra cui Bicycle Sighs del 1990, il riconoscimento come regista cult grazie allo strepitoso seguito del film Suicide Club del 2002 ed il terzo periodo che arriva fino ai giorni nostri, iniziato nel 2007 con l’horror Exte.
Eppure questa suddivisione è solo un tentativo di mettere ordine nell’esplosiva creatività del regista che di fatto non segue assolutamente passi ordinati nella sua esposizione visiva e narrativa.
L’unico nesso che lega un film all’altro è la loro indiscussa originalità ed il fatto che Sono continua ad abbattere la marginalizzazione dei generi, rivelandone in maniera poetica, la comune e profonda emozione.

I temi esplorati dal regista giapponese parlano di alienazione dell’individuo, di un disperato desiderio d’amore e della realtà quotidiana, spesso brutale, nella società contemporanea.
Sembrerebbe che ormai nulla possa più provocare uno shock al pubblico, ormai abituato al sangue e che ride alla visione di parti di corpo che volano in aria.
Tuttavia Sion Sono con i 144 minuti di Guilty of Romance in cui tratta il tema della sessualità femminile nelle sue forme più estreme, potrebbe riuscire nell’intento.
Non lasciatevi fuorviare dal titolo, qui si parla di desiderio oscuro, misterioso e piuttosto pericoloso.
Non mancano però passione e forte intensità, ingredienti che hanno a che fare con la visione personale del regista a proposito delle spesso nascoste verità su matrimonio, sesso e amore.
Temi complicati che nonostante tutto non impediscono a Sion Sono di essere a Torino accompagnato dalla bella Megumi Kagurazaka attrice di diversi suoi film, che a Dicembre dovrebbe diventare sua moglie.

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