Venerdì, Marzo 11, 2011

Jishin

pubblicato su Repubblica.it
giuseppe-percivati.jpg Giuseppe Percivati torinese classe 1985 arrivato a Tokyo da tre mesi, abita a Nerima
15 chilometri nord-ovest di Shinjuku davanti alla stazione
lavora come modello, sta disegnando la campagna di lancio della 500 Twinair per Fiat ma sogna un futuro da madonnaro

Il terremoto è stato violentissimo
la prima scossa e` arrivata all’improvviso ed è stata la più lunga -quasi 2 minuti- e decisamente la più forte.
La gente del mio palazzo che ha 17 piani ha cominciato a scendere in strada ma senza scene di panico o altro.
C’era si paura: una scossa di questa potenza e così lunga e intensa non si ricordava a memoria d’uomo.
Si è scesi in strada, alcuni negozi non hanno neanche chiuso per esempio,ma quasi tutti i supermercati si, il terremoto ha fatto cadere bottiglie e altro per terra e si doveva pulire ovviamente.
Poco per volta si è tornati in casa
Dopo sono seguite altre scosse, solo 2 particolarmente forti, e altre più lievi ancora.
Adesso a Tokyo TUTTO è normale in pratica

L’unico vero problema è la metropolitana interrotta in parecchie linee, anche quasi tutti gli uffici hanno mandato a casa i dipendenti quindi milioni di persone dalle 16 stanno cercando di tornare a casa.
Ci sono file lunghissime per un taxi e bus pieni di gente che torna a casa o che magari decide di dormire fuori.
Telefoni intasati essendo che milioni di persone stanno cercando di chiamare,mandare messaggi, rassicurare .
Più vasi rotti che altro e qualche vetro.
In tutto si parla di 6 incendi in un`area grande più del Piemonte con 30 milioni di abitanti direi che la situazione si possa dire normale .
Rimane un po’ di paura è stata veramente una scossa violenta la situazione drammatica è però a Sendai per via dello tsunami ma a Tokyo parlare di “panico” o situazione drammatica è una bugia
gli unici presi dal panico posso essere i gaijin, cioè noi stranieri.
Diciamo paura si, panico no affatto.
Sono pur sempre giapponesi…..non ho visto gente piangere o che so altro
I miei vicini con calma sono usciti con una borsetta in mano e sono andati al parco o davanti a casa ad aspettare un po‘ .
So di miei amici che durante il terremoto si trovavano al 9 o 25 piano
li ancora più paura ma già al secondo piano ballavo tutto, al 25 mi dicono era difficile tenersi in piedi.
Adesso sono a casa che disegno e rispondo ai messaggi preoccupati di amici.

anna-maria-mazzone.jpg Anna Maria Mazzone, vive a Tokyo da quasi 20 anni, scrive, traduce, lavora come consulente per aziende italiane in Giappone. Quando c’è stata la prima scossa era in ufficio all’Istituto del Commercio Estero

Quando e’ successo ero in ufficio all’ICE, al 16mo piano.
All’inizio abbiamo sentito delle oscillazioni che si sono fatte sempre più forti e allora abbiamo deciso di ripararci sotto le scrivanie.
Le colleghe giapponesi sono state molto cool, anche se hanno detto che si e’ trattato del terremoto più forte cha abbiano mai sentito.
In ufficio sono caduti molti oggetti dagli scaffali e la fotocopiatrice e’ andata a sbattere contro la porta.
Alcuni scaffali si sono incrinati. Nessuno si e’ fatto male.
Visto che l’unico annuncio fatto dall’edificio e’ stato di non usare l’ascensore, dopo un po’ abbiamo deciso di scendere a piedi.
Anche nelle scale non c’erano scene di panico.
Ci siamo radunati in un piccolo parco vicino all’Ice.
I cellulari non funzionavano e neanche i telefoni. Le mail col telefonino, invece, si’.
A Tokyo non ci sono state scene di panico ma si sentivano gli annunci di pericolo tsunami che venivano mandati dagli altoparlanti.
Tutte le linee ferroviarie, metro, autobus sono bloccate.
Da 40 min, circa la Ginza line ha ripreso a funzionare.
Gli Shinkansen e gli aeroporti sono bloccati.
Anche le autostrade. Alle stazioni di Shinjuku e Shibuya ci sono migliaia di persone che sperano di poter prendere il treno.
Comunque alcune Università, scuole e templi hanno dato la disponibilità ad ospitare chi non può tornare a casa.
Continuano le scosse di assestamento (a Tokyo non si sentono molto) ma le annunciano alla TV.
Hanno detto che non ci sono fughe radioattive dalle centrali ma chissà se e’ vero.
Hanno detto che da qui a un mese potrebbe esserci un altro terremoto di pari intensità.
Speriamo di no.

guido-tarchi-1.jpg Guido Tarchi, di Fiesole classe 1968 ha studiato alla Sophia University di Tokyo e lavora per la Permasteelisa Japan come deputy general manager

Ho tenuto a mente tutte le informazioni di diciassette anni in Giappone in merito a come cercare di affrontare l’evento del big one.
Mi sono fidato delle mie conoscenze di costruzioni per credere che l’edificio dove ero avrebbe resistito bene ad un terremoto di grandi proporzioni e ho aspettato davanti alle scale di emergenza che finisse la prima scossa.
Ma non finiva… Sono tornato in ufficio c’erano molti accovacciati o che cercavano di trattenere i faldoni.
Ho controllato che I contro soffitti non fossero in pericolo.
Ho comunicato immediatamente a casa in italia dopo aver verificato che il telefono fisso funzionava ancora.
Ho poi comunicato al nostro ufficio di Singapore che stavamo tutti bene e che non c’erano danni a persone e a cose.
Nel frattempo e’ arrivata la seconda scossa. Ero a sedere.
Tutti sono usciti dall’ufficio che si trova al quarto piano.
Ho deciso di uscire anch’io. Sono stato l’ultimo insieme ad un mio collaboratore giapponese.
Siamo andati tutti nel giardino della scuola elementare vicina.
Ho consigliato a tutti coloro che conoscevano la strada di casa di incamminarsi al più presto prima che le strade si affollassero.
Perché così io avrei fatto. E così ho fatto.
Mi sono diretto verso casa a piedi. Ci ho messo tre ore.
Adesso sono qui. Sembrava tutto finito.
Ma quindici minuti fa e’ andata via la luce.
Siamo al buio completo…speriamo bene.
Pare che dipenda dallo spegnimento di alcune centraline nucleari per i controlling del caso. Mah…speriamo bene.
Comunque stanotte anche se siamo al Nioi (buio) completo mi sa che non si dorme.
Adesso fermo ogni comunicazione perché devo risparmiare anche le batterie..

patrick-de-volpi.jpg Patrick de Volpi, giornalista e fotoreporter canadese, 52 anni.
Lavora per la NHK a Tokyo da 18 anni, sede centrale di Shibuya.
Era ed è ancora in studio a lavorare per dare notizie di quanto succede, al mondo
.

La scossa è stata davvero enorme e molto paurosa.
Mi passavano continuamente in testa pensieri sull’aldilà.
La maggior parte dei miei colleghi si è messa sotto le scrivanie ecceto io ed altri che tenevamo stretti i computers.
Tokyo è nel Caos….lunghe code davanti ai piccoli supermercati come il Seven/Eleven, alcuni edifici sono a terra, milioni di persone che non possono prendere i treni e le subways.
Il grande danno è avvenuto al Nord e il terribile Tsunami, dieci metri d’acqua.
Sto girando dei video dalle finestre dell’ufficio, appena uscirò e se le cose si saranno calmate tornerò a casa con la mia bicicletta e vedrò se ho ancora una casa.
Se c’è ancora prenderò la mia camera e tornerò per strada.
Se non ci fosse più il mio palazzo andrò da qualche amico e dormirò lì.
Anche se non posso neanche immaginare ad un’altra scossa durante la notte, di certo avrò degli incubi.

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