Martedì, Marzo 23, 2010

Curry rice

Chi pensa che il cibo nipponico preferito dai giapponesi e dai gaijin
がいじん (stranieri) in Giappone e probabilmente anche all’estero, sia sushi すし e sashimi さしみ , si sbaglia di grosso.
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Il piatto più popolare e più gustato dalle le famiglie nipponiche, dai bambini agli ultra novantenni è カレ il curry, in versione riveduta e corretta.
E’ una delizia assoluta e non ha molto a che fare con l’originale curry indiano, che si può ormai trovare ovunque nel mondo.
Il カレ giapponese, innanzi tutto è diventato per tutti il Karē ed è un termine che pare derivare più dalla parola giapponese karai からい (significa piccante) anche se, allo stesso tempo, si avvicina molto alla parola curry, pronunciata alla giapponese.
Andiamo con ordine: da un pezzo di Kaori Shoji, columnist del Japan Times, si apprende che il curry venne importato in Giappone dall’India nell’Era Meiji (1868-1912) e che venne inizialmente proposto come cibo quotidiano da affiancare al riso, nelle mense delle scuole militari. Questo perché è facile da preparare, ha un alto valore nutrizionale e si serve in un unico piatto.
Karē ebbe un immediato successo fra l’esercito giapponese e da allora ad oggi chiunque lo assaggi capisce il perché.
Non si tratta di alta cucina e a differenza del curry indiano, quello giapponese non fa uso di mille spezie diverse per aromatizzare e dare il gusto.
Anzi, il Karē dei primi tempi era di base fatto con farina,shoyuしょゆ, salsa di soia e wakarashi 和からし, mostarda giapponese.
Era ed è tuttora la sua densità a renderlo unico: una cremosità che lo rende facile da mangiare servito accanto al riso, usando solo il cucchiaio.
Inoltre è pratico : è difficile sporcarsi e quindi non si ha bisogno neanche di un tovagliolo!
E’ dal 1950 che Karē Raisu si trova stabilmente nelle prime tre posizioni fra i piatti più popolari del Giappone e la maggior parte dei ristoranti che lo servono hanno modificato la ricetta originale.
Hanno per esempio sostituito la farina con un misto di olio d’oliva, zucchero e spezie indiane ma quello fatto a casa, o’uchi Karē di solito proviene dallo scaffale del più vicino supermercato dove si possono facilmente comprare confezioni del prodotto, che sembrano quasi delle tavolette di cioccolato.
E questo Karē casalingo non ha subito variazioni significative ed è buonissimo.
Provare per credere!
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