Lunedì, Giugno 17, 2013

Nippo aperitivo di Sayaka

Apericena giapponese in una piola sarda a Torino.
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http://temi.repubblica.it/repubblicatorino-pink-turin/2013/06/17/il-nippo-aperitivo-di-sayaka/

Questo il titolo ed il contenuto di Japanese Curry Rice evento organizzato per dare il benvenuto all’estate, sperimentando un’apericena speciale.
Idea e chef della serata è Sayaka Miyamoto[/b] giapponese di Tokyo (giornalista di enogastronomia ed insegnante di cucina) che vive da anni a Torino.
Esperta di cucina sia italiana che giapponese, Sayaka non è nuova all’organizzazione di eventi-ponte fra le nostre culture.
Due anni fa, subito dopo il Grande Terremoto dell’11 Marzo nel Tohoku, mise insieme Cinque cuochi per il Giappone una super cena nella sede di Eataly.
Insieme ad altri quattro ottimi cuochi giapponesi che operano in Piemonte inventò una cena per 100 persone, il cui ricavato venne devoluto totalmente alle vittime del disastro.
Evento sold-out nel giro di poche ore.

Per questo martedì 18 dalle ore 18 fino più o meno alle 21, ha pensato ad un evento più giocoso e divertente.
Una preserata con assaggi sostanziosi di -Curry Rice- alla giapponese nelle due versioni- vegetariano e al pollo, tsukemono fresco di carote (carote in salamoia) e dessert stra-gustoso: una panna cotta al sesamo nero, invenzione della chef.
Si sa che la cucina giapponese vanta sempre più affezionati a Torino ma: In realtà non si conosce in maniera corretta e le scelte dei piatti sono limitate afferma Sayaka Miyamoto.
Il curry rice è: Un piatto semplice, usuale e quotidiano, uno dei cibi in assoluto più amato dai giapponesei rivela la chef, dunque non resta che provarlo.
Il luogo dell’evento è La Taverna di Biagio in Via Castelnuovo 4 a Torino: una delle poche piole ancora esistenti in città, che vanta un pubblico di amatori e di affezionati clienti, i quali non disdegnano le novità.

Fra l’altro molto presto la gestione del locale si rinnoverà, spunto ulteriore per salutare gli amici che lo hanno portato avanti fino ad ora.
Il prezzo è contenuto:12 euro per il menù, bevande (birra giapponese e sarda, vino e bibite) a parte, musica nippo a volume decente, molto entusiasmo e contaminazione culturale garantita.

Venerdì, Settembre 28, 2012

Yurie Ogawa san e Kokoroya

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pubblicato su Repubblica To, 26 settembre 2012

Nel Giappone degli anni 90 l’arte, la musica italiana, insieme al cibo ed alla lingua hanno cominciato ad essere sinonimo di tendenza.
Ed è stato proprio l’interesse per il cibo e per l’italiano a portare Yurie Ogawa a Torino, dove vive dal 1999.

Perché ha scelto Torino?

-In realtà la prima città che ho visitato è stata Milano.
Ero in viaggio con un’amica e pernottavamo in un Hotel vicino alla stazione.
Una sera però hanno tentato di scipparci.
Un’esperienza un po’ inquietante ma a parte questo incidente ci siamo divertite molto.
A Torino sono venuta nel mio secondo viaggio d’estate, per studiare italiano-.

Come si è trovata?

-Bene. E’ una città con tanti bei musei e palazzi da visitare, tranquilla e facile da orizzontarsi e soprattutto c’erano pochi turisti giapponesi-.

Come mai ha deciso di viverci?

-Perché mi piace ed ho anche conosciuto il mio attuale marito, appassionato di cultura giapponese.
Nel 2004 abbiamo aperto un piccolo negozio di alimenti giapponesi ma dall’anno scorso ci siamo trasferiti nel nostro Kokoroya in via Piave 9, un negozio, una gastronomia ed anche un ristorante-.

Ci spiega meglio?

-A Torino non esistono ristoranti giapponesi di cucina di strada o di casa.
Per lo più sushi e sashimi cucinati al 95% da non giapponesi.
C’era bisogno di qualcosa di autentico e “alla mano”.
L’ideogramma Koko vuol dire Qui ma Kokoroya vuol anche dire Cuore ed affetto -.
Così accogliamo i nostri clienti e per i bambini è pronta la cesta dei giochi-.

A cosa non rinuncerebbe più della quotidianità torinese?

-Al cappuccino e al caffè del bar che in Giappone non è così buono!

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Giovedì, Aprile 26, 2012

Crostata alla crema di limoni

foto.jpg Ho imparato a fare questa crostata alla scuola di cucina ABC di Torino, un luogo molto accogliente dove insegnano Anna e Fusako ,due chef fantastiche dal perfetto mix torinese-nipponico.

Ecco la ricetta per una crostata di circa 30 cm. di diametro.
Per la pasta frolla: 375 g. di farina 00, 225 g. di burro, 150 g. di zucchero a velo, 3 tuorli, un pizzico di sale, scorzetta di 1 limone.

Per la crema di limoni : 3 uova intere, 300 g. di zucchero semolato, 150 g. di burro, il succo ela scorza di 2 limoni non trattati

Per la salsa i frutti di bosco: 200 g. di frutti di bosco, 80 g. di zucchero, il succo di mezzo limone

Preparate la pasta frolla facendo ammorbidire il burro a temperatura ambiente.
Disporre la farina a fontana sul piano di lavoro.
In una terrina imopastare lentamente lo zucchero , il burro, i tuorli , un pizzico di sale e la scorzetta di limone.
Quando l’impasto inizia ad essere omogeneo, unirlo alla farina ed impastare insieme tutti gli ingredienti.
Lavorare poco l’impasto per evitare di scaldare eccessivamente il burro con il calore delle mani.
Quando la pasta è omogenea, liscia e senza grumi, avvolgerla in un foglio di pellicola e farla riposare per almeno 30 minuti in frigorifero prima di utilizzarla.

Preparare la crema di limoni:
Lavare ed asciugare i limoni e grattugiare la scorza, quindi spremerli. Raccogliere in una casseruola le uova, unire lo zucchero e mescolare. Aggiungere il burro, il succo e la scorza di limone, amalgamare bene e cuocere a fuoco lento, continuando a mescolare, fino ad avere un principio di ebollizione.
Togliere la crema dal fuoco, passarla al setaccio e raffreddarla il più velocemente possibile.
Se eventualmente ve ne rimanesse, potete conservarla in frigorifero per 3-4 giorni.

A questo punto stendere la pasta frolla in uno strato sottile e foderare la tortiera, imburrata e infarinata.
Ritagliare i bordi in eccedenza, bucherellare il fondo con una forchetta e coprire la pasta su cui stendete un foglio di carta da forno con legumi o sassolini, infornare e cuocere in bianco, per circa 20 minuti in forno pre riscaldato a 180°.
Togliere la copertura e versarvi la crema di limone, arrivando quasi al bordo della pasta frolla e rimettere in forno a 140à-150° per 5-7 minuti circa.

Preparare la salsa ai frutti di bosco:
Lavare ed asciugare i frutti di bosco e frullarli con lo zucchero ed il succo di limone. Passare al setaccio.

Presentazione:
Servire la torta tiepida, tagliata a fette con accanto della frutta di bosco ben disposta sul piatto e con qualche goccia della salsa di lato.

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Martedì, Maggio 3, 2011

Chef, Fusako Itakura

pubblicato su Repubblica To, 26 aprile 2011

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La stanza che le piace di più è la cucina, perché Fusako Itakura è una bravissima chef, arrivata a Torino sette anni fa come giornalista culinaria.
Nata nella prefettura di Shimane a Izumo città famosa per il suo santuario shinto Fusako si laurea a Tokyo ed inizia a lavorare appena 23 enne, come giornalista esperta di cucina italiana e francese.
Presto si rende conto di non avere mai visto i paesi di cui parla e decide di partire.

Perché hai scelto di venire in Piemonte?
-Volevo scrivere di cibo e c’erano pochi giornalisti esperti di cucina piemontese.
Soprattutto ero interessata alla vostra tradizione culinaria e studiandola mi sono accorta che mi piace più cucinare che scrivere, quindi adesso lavoro come chef-.

Sei soddisfatta?
-Si molto, insegno a cucinare e preparo anche pranzi e cene.
Il mio sogno era di avere una scuola di cucina ed ora si è realizzato.
La scuola ABC di Torino è nuova, ci sono ancora tante cose da fare e lavoro fino a 12 ore al giorno ma sono davvero contenta–.

Ti trovi bene in una dimensione così diversa dal Giappone?
-Mia mamma dice che sono sempre meno giapponese perché, ad esempio attraverso la strada anche con il semaforo rosso.
Ma qui sto bene e riesco a dormire meglio che a casa mia.
Certo vivo in un paese culturalmente molto diverso.
Sono orgogliosa della mia scelta e sto molto bene a Torino dove vivo normalmente, senza preoccupazioni mentre ora in Giappone quello che è successo mi fa piangere ed ancora non riesco a crederci.
Stiamo rinascendo ma abbiamo bisogno che tutti ci diano una mano, per sperare -.

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Martedì, Febbraio 22, 2011

Shōyu Ramen

shoyu_ramen000.jpg Ho una voglia incontrollabile di mangiare Shōyu ラメん e prima di darvi la ricetta per preparare questa classica zuppa di spaghetti alla salsa di soia, vi racconto tutto quello che so al riguardo.
Intantoラメん, Ramen sono gli spaghetti cinesi di grano, arrivati in Giappone nella notte dei tempi.
Infatti sono un piatto popolarissimo che si prepara facilmente a casa, anche se nei ristorantini o addirittura nei chioschetti che li servono senza sosta e dappertutto in Giappone, sono ancora più gustosi.
Ci sono tre tipi principali tipi di ラメん: Shio Ramen (sale), Shōyu Ramen (salsa di soia) e Miso Ramen ( crema di fagioli e cereali vari fermentati).
Le tre tipologie differiscono per il gusto principale che caratterizza le tre diverse zuppe, e per alcuni ingredienti che vengono aggiunti a fine cottura, proprio in cima alla grande ciotola fumante, in cui si posano i lunghi spaghetti.
Il vero segreto sta in come si prepara la zuppa, bisogna farla gustosissima.
Generalmente si prepara un brodo di carne di maiale o di pollo, o semplicemente di verdura.
Io preferisco il brodo vegetale!
Bisogna aggiungere al brodo un pezzetto di alga kombu del katsuoboshi (fiocchi di bonito secchi), dei funghi shitake e una cipolla.
Ovviamente si deve decidere quali dei tre gusti si preferisce e di conseguenza si aggiunge al brodo sale, salsa di soia o miso.
A questo punto si fanno cuocere gli spaghetti pochi minuti, si scolano, si mettono nella ciotola con il brodo e a quel punto si può decidere di cospargere con del pepe nero, dei semi di sesamo, del peperoncino ed altro ancora.
Sono ottimi sempre, sono sani ed è difficile trovare qualcuno a cui non piacciano.
Il mio più recente Ramenya preferito si trova in una stradina laterale di Omotesando Dōri, è un luogo piccolissimo e spesso si aspetta fuori in coda prima di riuscire ad entrare.
Una volta dentro ti siedi al bancone, ordini i ラメん e nel giro di 5 minuti arrivano fumanti e con un profumo da togliere il respiro.
Mangiarli è un attimo, all’inizio ti scotti un po’ e alla fine scopri di esserti spruzzato brodo dappertutto, ma ne vale la pena, ve l’assicuro.

Ingredienti per due persone
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* due confezioni di ramen secchi
* uno spicchio d’aglio tritato finemente
* un cucchiaino di zenzero fresco tritato finemente
* un cucchiaino di olio di sesamo
* due tazze di brodo di verdura ( pollo )
* una tazza di brodo dashi ( brodo di base che si usa per quasi tutti i piatti giapponesi,fatto con acqua, alga kombu e fiocchi di bonito)
* un cucchiaino di sale
* un cucchiaino di zucchero
* un cucchiaio di sake
* tre cucchiai di salsa di soia

Da aggiungere alla fine sopra i ramen già nella ciotola:
* del cipollotto o porro tagliato a rondelle
* una spruzzatina di alghe nori tagliate sottili
* pepe nero o peperoncino rosso

Preparazione
Mettere in una padella l’olio di sesamo, lo zenzero e l’aglio tritato. Accendere il fuoco, far saltare un attimo e aggiungere il brodo
( vegetale/ pollo e il dashi). Portare ad ebollizione. Aggiungere il sale, sake, zucchero e la salsa di soia.
Filtrare la zuppa così ottenuta e versarla in due ciotole capienti.
In un’altra pentola portare ad ebollizione l’acqua e aggiungere i ramen. Far cuocere per circa 4 minuti, scolarli per bene e metterli nelle ciotole con la zuppa calda. Spruzzate del peperoncino o del pepe nero, le rondelle di cipollotto e le nori.
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Mangiate Shōyu Ramen calde e non vergognatevi di far rumore…..è tipico dei giapponesi tirar su gli spaghetti dal brodo con passione e vari versi……ed è l’unico modo per godersi pienamente la bontà di questo piatto.

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