Lunedì, Agosto 19, 2013

Kaze Tachinu

miyazaki6.jpg

Lunedì mattina del 29 Luglio a Tokyo: sveglia alle 8 per riuscire a fare doccia, colazione, vestirsi e correre in stazione.
Il mio biglietto per vedere Kaze Tachinu, il nuovo lavoro firmato da Hayao Miyazaki ed il suo Studio Ghibli è per la prima proiezione del mattino: alle 9.30 al Toho Cinema, un complesso di sale cinematografiche a Shibuya a pochi passi dall’uscita Hachiko, sulla Dogenzaka.
Arrivo puntualissima, anzi alle 8.50 e salgo al terzo piano del building.
Il mio biglietto è il posto n. 14 F al centro della sala .
L’avevo acquistato il giorno prima, dunque ho potuto scegliere bene.
Ma non mi aspettavo di vedere molta gente, essendo un lunedì mattina di fine Luglio.
Invece la sala si è riempita totalmente: molti ragazzi, adulti, amici, coppie, mamme con figli non piccoli, qualche sparuto bambino.
….Pubblicità di nuovi film in programmazione, commercial e poi gli annunci che ricordano, gentilmente, di spegnere i cellulari e di non riprendere le immagini e via…parte l’avventura.

Non aspettatevi una recensione e riassunto del film perché davvero non è il caso di rovinarvi la sorpresa.
Vi racconterò impressioni ed emozioni, qualche stralcio di storia e di critiche però poi sta a voi cercare di vedere il film, magari a Venezia se potete.
Lo proiettano all’interno della 70ma Mostra del Cinema di Venezia:

-1° Settembre alle 19.30 in Sala Grande
-2 Settembre alle 17.30 al Palabiennale

Come sempre ed ancor di più in questo film, Miyazaki si rivela un grande maestro, inavvicinabile per equilibrio, dettagli, scelta delle musiche e delle canzoni, bellezza dei tratti.
Ha un modo tutto suo di raccontare, senza soffermarci sul fatto che non utilizza per la sua animazione grafica computerizzata ma disegna ancora tutto a mano.
Ed il risultato è meraviglioso. Semplicemente.

Il protagonista della storia è il timido e geniale Horikoshi Jiro, che fu il designer del famoso e terrificante aeroplano da guerra
Zero Fighter usato contro la Cina gli Stati Uniti ed i suoi alleati durante i primi anni della Seconda Guerra Mondiale e che divenne anche conosciuto come la bara dei piloti giapponesi, quei Kamikaze che si suicidarono verso la fine del conflitto.

Una cosa importante da dire è che questo film parla di guerra ma non è un film di guerra.
E la sottigliezza non è da poco.
Molti in Giappone e all’estero hanno criticato la scelta di Hayaho Miyazaki, accusandolo di aver voluto con questo film, glorificare l’inventore di una pericolosa arma di distruzione, di aver in qualche modo reso onore al Giappone bellico.
Non è vero, e chi conosce Miyazaki, la sua storia, le sue dichiarazioni ed i suoi film lo sa perfettamente.
Il regista è un pacifista convinto, ma da sempre ama la sua terra, gli aerei, la natura, le storie d’amore ed anche…. l’Italia.

miyazaki2.jpg
Il giovane Horikoshi ha un sogno ricorrente: sogna di lanciare un piccolo aereo su dal tetto della sua casa e di volare sopra la bella campagna rurale del Giappone dei primi anni del Novecento, con un panorama mozzafiato.
Un Lost Japan di un’ estetica che è opera d’arte.

A scuola, Horikoshi prende in prestito da un professore una rivista d’aerei e quel numero particolare racconta della vita del designer di aerei italiano Gianni Caproni, il quale attraverso una serie di sogni, diventerà l’idolo del ragazzo e lo guiderà a realizzare il suo sogno: quello di costruire un suo aereo.
E’ la passione il nodo portante del film: per gli aerei, per il Giappone e la sua gente e, naturalmente, la vita di Horikoshi racchiude anche una romantica storia d’amore.

Basta, non vi dico altro se non che questo film è quello che più mi è piaciuto dai tempi di Il castello errante di Howl.
E’ una storia magistralmente descritta, bella, emozionante, piena di spunti narrativi che a mio parere, conquisterà il pubblico.
E se la critica ci vedesse anche qui in Europa, un che di militarista e di nazionalista, vuol dire che è strabica.

Hayao Miyazaki è riuscito di nuovo a regalarci qualcosa di profondamente bello.
Un progetto visuale di grande valore artistico e soprattutto ha tolto dalla mente dei più il pensiero che quel Zero Fighter fosse sin dall’inizio il frutto di volontà militari.
Mentre è stato, nella sua ideazione, il sogno di un bambino tenero e dotato.

Miyazaki Hayao’s Kaze Tachinu (The Wind Rises)
宮崎駿「風立ちぬ

Condividi

Lunedì, Giugno 17, 2013

Nippo aperitivo di Sayaka

Apericena giapponese in una piola sarda a Torino.
palmeri1706131.jpg

http://temi.repubblica.it/repubblicatorino-pink-turin/2013/06/17/il-nippo-aperitivo-di-sayaka/

Questo il titolo ed il contenuto di Japanese Curry Rice evento organizzato per dare il benvenuto all’estate, sperimentando un’apericena speciale.
Idea e chef della serata è Sayaka Miyamoto[/b] giapponese di Tokyo (giornalista di enogastronomia ed insegnante di cucina) che vive da anni a Torino.
Esperta di cucina sia italiana che giapponese, Sayaka non è nuova all’organizzazione di eventi-ponte fra le nostre culture.
Due anni fa, subito dopo il Grande Terremoto dell’11 Marzo nel Tohoku, mise insieme Cinque cuochi per il Giappone una super cena nella sede di Eataly.
Insieme ad altri quattro ottimi cuochi giapponesi che operano in Piemonte inventò una cena per 100 persone, il cui ricavato venne devoluto totalmente alle vittime del disastro.
Evento sold-out nel giro di poche ore.

Per questo martedì 18 dalle ore 18 fino più o meno alle 21, ha pensato ad un evento più giocoso e divertente.
Una preserata con assaggi sostanziosi di -Curry Rice- alla giapponese nelle due versioni- vegetariano e al pollo, tsukemono fresco di carote (carote in salamoia) e dessert stra-gustoso: una panna cotta al sesamo nero, invenzione della chef.
Si sa che la cucina giapponese vanta sempre più affezionati a Torino ma: In realtà non si conosce in maniera corretta e le scelte dei piatti sono limitate afferma Sayaka Miyamoto.
Il curry rice è: Un piatto semplice, usuale e quotidiano, uno dei cibi in assoluto più amato dai giapponesei rivela la chef, dunque non resta che provarlo.
Il luogo dell’evento è La Taverna di Biagio in Via Castelnuovo 4 a Torino: una delle poche piole ancora esistenti in città, che vanta un pubblico di amatori e di affezionati clienti, i quali non disdegnano le novità.

Fra l’altro molto presto la gestione del locale si rinnoverà, spunto ulteriore per salutare gli amici che lo hanno portato avanti fino ad ora.
Il prezzo è contenuto:12 euro per il menù, bevande (birra giapponese e sarda, vino e bibite) a parte, musica nippo a volume decente, molto entusiasmo e contaminazione culturale garantita.

Sabato, Aprile 13, 2013

Le ragazze sognanti cresciute con i manga

catseye-01.jpg

pubblicato su Pink Turin Repubblica

Un’ utopia per cambiare il mondo.
Pensandoci bene ha un gran bel senso: cosa sarebbe il nostro presente senza l’immaginazione di mondi e scenari futuri, magari migliori di quelli in cui ci troviamo a vivere?
Fino al 14 di aprile si è discusso di questi temi alla Biennale della Democrazia di Torino, edizione 2013 .
Le dimensioni dell’indagine sono molteplici, una di queste è riflettere su robot e super eroi, ovvero il ruolo dei Manga ed Anime per un presente-futuro altro.

E Asuka Ozumi di -Altrimondi- ne capisce molto.
Nata a Milano da genitori giapponesi, cresciuta più in Italia che in Giappone, una laurea in civiltà giapponese all’Orientale di Napoli, un periodo di studi a Kyoto da qualche anno vive a Torino ed olte ad insegnare giapponese e a scrive di Jpop, traduce i testi dei manga nipponici in italiano per l’editore BD .

-Come tutti i bambini giapponesi, ho iniziato a leggere il manga Doraemon verso i sei anni e poi negli anni ‘90 è arrivato il boom dei fumetti come Lady Oscar che avevo visto in televisione qui in Italia.
Quindi prima gli anime (cartoni animati) e poi sono arrivati i fumetti di alcuni personaggi- rivela Asuka .
L’Italia è uno dei paesi dove si vendono in assoluto più manga al mondo. In Europa è seconda solo alla Francia.
Qual è il segreto di questo successo?
-Senz’altro l’iconografia, il tratto dei disegni, e le storie di cui trattano.
Alcuni dei temi sono davvero universali e quindi ci sono persone oltre i 40 anni che li leggono, così come giovanissimi dodicenni- prosegue Asuka Ozumi.
Certo anche gli over 40 ricordano i primi anime giapponesi trasmessi dalla nostra Tv: Occhi di Gatto o Mila e Shiro per citarne alcuni e quei “segni, vicende e sfondi” hanno lasciato traccia nella memoria collettiva nostra e dell’intero pianeta.
Ed ora è Manga boom.
Il lato positivo è che da noi la scelta è davvero enorme:
-Ci sono più di 100 titoli al mese fra cui scegliere- e secondo Asuka Ozumi -In Italia il pubblico dei lettori di questo genere è molto eterogeneo: adulti e giovani, le ragazze leggono anche manga che in realtà sarebbero rivolti ai ragazzi, qui Naruto e
One Piece sono conosciuti tanto e come in Giappone-.

Questa condivisone globale di un immaginario, almeno in origine, Made in Japan quanto può contribuire al raggiungimento di una Democrazia degna del nome?
Per scoprirlo: http://biennaledemocrazia. it/eventi/

Naruto dal settimanale “Shonen Jump” (Shueisha nel 1999) e disegnato da Masashi Kishimoto, in Italia è pubblicato da Panini dal 2003. E’ incentrato sulle avventure di un ragazzino, Uzumaki Naruto, che vuole diventare un famoso ninja e lasciare un segno nella storia

One Piece di Eiichiro Oda, autore di fumetti giapponese, pubblicato sulle pagine di Weekly Shonen Jump a partire dal 1997.
In Italia è stato pubblicato la prima volta nel 2001 e siamo arrivati a Marzo 2013 con il n.55 della nuova edizione.
Si riprende dall’incontro di Rufy con Shanks il Rosso, l’ingestione del Frutto del Diavolo Gom Gom che dona poteri ‘elastici’e con la partenza dall’isoletta alla volta della più grande avventura picaresca mai concepita.

Venerdì, Marzo 15, 2013

Nuovo romanzo di Haruki Murakami

haruki-murakami-e-neko.jpg

foto presa dall’Asahi Shimbun

Leggo dall’ Asahi Shimbun di oggi che il 12 di Aprile, uscirà il nuovo romanzo di Haruki Murakami.

La casa editrice Bungei Shunju Ltd ha anche rivelato il titolo del romanzo, che arriva dopo tre anni da 1Q84, ovvero - Shikisai o Motanai Tazaki Tsukuru to, Kare no Junrei no Toshi , che in italiano diventerebbe
- Tsukuru Tazaki che non ha colori, ed il suo anno di pellegrinaggio-.

Si accettano già le prenotazioni nelle varie librerie del Giappone, anche online.

Ecco cosa dice Murakami a proposito del nuovo romanzo: - Visto le 1Q84 è stato un romanzo con un’atmosfera da montagne russe, ho voluto scrivere qualcosa di diverso. Ma non sapevo cosa sarebbe stato, fino al momento in cui mi sono messo a scriverlo-.

Chissà se Giorgio Amitrano ora Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Tokyo e traduttore di molti romanzi di Murakami in italiano, si assumerà il compito di lavorare anche su questo nuovo testo?

Aspettiamo Aprile e poi lo sapremo!

Condividi
^__^

Giovedì, Marzo 14, 2013

White Day 2013

white-day.jpg

Oggi cade la ricorrenza tutta nipponica del White Day che fra l’altro, compie 35 anni, perchè l’idea di un giorno in cui fossero finalmente i ragazzi a regalare qualcosa per cui essere apprezzati e ricordati, alla propria gal , venne nel 1978 alla Japan National Confectionery Association .

Un modo insomma, per vendere romanticamente ed anche per rispondere al Valentine’s Day che in Giappone vede solo le donne regalare principalmente cioccolato in tutte le forme e gusti, ai propri fidanzati, amici e colleghi di lavoro.

Trentacinque anni di White Day rendono questo giorno una Festa consolidata e famosa.
In giro per Tokyo le vendite nei Department Stores , nei ristoranti e nei più forniti negozi di cioccolato raggiungono il massimo dell’intero mese di Marzo.

In occasione del White Day i ragazzi sarebbero formalmente tenuti a fare un regalo non solo alla ragazza del cuore, ma a tutte le amiche o colleghe dalle quali abbiano ricevuto del cioccolato il giorno di San Valentino.
E non solo: pare che la regola sia regalare un equivalente di tre volte superiore in termini di valore o di quantità, nel caso del cioccolato ad esempio, a ciò che il ragazzo ha ricevuto per San Valentino dalla propria ragazza, mentre per le amiche o per le compagne di scuola si potrebbe anche scendere nella proporzione.

Ma le ragazze hanno idee abbastanza chiare sul tipo di regalo che vorrebbero ricevere: sicuramente preferiscono essere invitate a cena dal ragazzo di cui sono innamorate o con il quale vorrebbero iniziare una relazione e non desiderano ricevere troppi dolcetti perché - i cioccolatini sono facili da comprare ma troppo ricchi di calorie -

Felice White Day ♥♥♥

Condividi
<3