Lunedì, Settembre 6, 2010

Hisahito sama

610x.jpg Oggi il principino 悠仁親王, Hisahito Shinnō compie quattro anni, おたんじょびおめでとございます o’tanjobi omedeto gozaimasu! 
Buon compleanno al piccolo principe, ultimo nato della famiglia imperiale giapponese, alla principessa mamma Kako e al principe papà Akishino.
Per chi di voi non fosse informato sulla composizione della famiglia ecco un rapido aggiornamento:
il principino Hisahito si trova in terza posizione per la successione al Trono del Crisantemo, dopo il Principe Naruhito, il primogenito dell’Imperatore Akihito ed il secondogenito, Principe Akishino, papà appunto del piccolo che al momento frequenta la scuola per l’infanzia legata all’Università Ochanomizu di Tokyo .
Prima della nascita di Hisahito, la terza in successione per il trono era 愛子 Aiko chan, unica figlia del principe Naruhito e della principessa Masako, ed anche se attualmente la legge giapponese non ammette che le donne diventino imperatrici, sembrava che la volontà generale, ovvero dei giapponesi e della Agenzia Imperiale, fosse quella di modificare la norma e di prevedere una futura Imperatrice donna.
La nascita del principe Hisahito tuttavia, ha magicamente messo a tacere la voglia di cambiare una legge piuttosto ingiusta e per il momento la discussione su una sua revisione è congelata.
Essere Imperatore in Giappone comunque, ed anche far parte della Famiglia Imperiale, non è un compito leggero.
Esistono infatti obblighi e comportamenti imprescindibili davvero ingombranti.
Ecco perché, la principessa Masako (che come la moglie dell’attuale imperatore, Michiko sama ), dopo aver provato personalmente il disagio di una posizione così assurdamente impegnativa con un lungo periodo di instabilità emotiva, si è sentita sollevata dalla nascita del principino.aiko.jpeg
La sua bambina, la principessa Aiko che compirà 9 anni il prossimo primo Dicembre, potrà probabilmente condurre un’esistenza meno gravosa non diventando Imperatrice.
E per il momento sia Hisahito sia Aiko vanno a scuola, giocano, viaggiano e soprattutto cercano di essere solo e semplicemente due bambini.
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Venerdì, Settembre 3, 2010

Festival di manga e anime a Kyoto

vinland-fichegarde.jpg E’ iniziata ieri a Kyoto una mostra totalmente dedicata alle ultime creazioni di manga ed anime, arte e alla nuova generazione di intrattenimento tecnologico giapponese e proveniente dall’estero.
Sul quotidiano Japan Times si legge che questo Festival, viene sponsorizzato annualmente dal 1997 dall’Agenzia degli Affari Culturali e lo scorso anno sono state circa 65.000 le persone giapponesi e non che hanno affollato il Centro d’Arte di Kyoto , sede della manifestazione.
In questa sede la linea di confine fra arte e tecnologia non esiste quasi e le sale della mostra sembrano più delle stanze video futuristiche che quelle di una galleria d’arte.
Una quindicina di minuti a piedi dalla sede del Festival si trova il Manga Museum di Kyoto, dove sono esposti sei Manga, tutti vincitori della mostra dello scorso anno, fra cui il vincitore del Gran Prize Vinland Saga di Makoto Yukimura.
Inoltre al Centro d’Arte verranno mostrati 33 film anime e gli organizzatori prevedono un’affluenza di almeno 10.000 visitatori sia al Festival che al Museo del Manga .
Il tutto fino al 12 settembre.
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Mercoledì, Settembre 1, 2010

Noruwei no mori

394066.jpegSi intitola ノルウェイの森 Noruwei no mori, il primo dei due film giapponesi presenti quest’anno alla mostra del Cinema di Venezia, in proiezione questo pomeriggio al Lido.
Sono certa che sia uno dei film da non perdere per due ragioni fondamentali: la prima è che il film è tratto dall’omonimo romanzo di Haruki Murakami e la seconda è che il regista che lo firma è Anh Hung Tran .
Cominciamo da quest’ultimo ricordando che il 48enne regista vietnamita, cresciuto dai dodici anni in Francia, è lo stesso che ha diretto l’indimenticabile The Scent of Green Papaya nel 1993, Cyclo (1995), The Vertical Ray of the Sun (2000) e I Come with the Rain nel 2003.
Tutti film davvero belli sia esteticamente che come svolgimento narrativo, quindi anche il suo nuovo film tratto da Norwegian Wood, titolo scelto per la seconda edizione italiana del libro scritto da Murakami nel 1987, precedentemente intitolato Tokyo Blues, sarà degno del romanzo e probabilmente gli conferirà anche del valore aggiunto. Per tratteggiare sinteticamente la personalità di Anh Hung Tran basta ricordare una sua affermazione - Adoro la pittura americana, la musica tedesca, il cinema e la letteratura giapponese, l’arte contemporanea vietnamita e la cucina italiana-.
Un mix di sensibilità raggiunto grazie alla vicinanza con molteplici culture, caratteristica che gli consente di scrivere e dirigere film che hanno vinto premi prestigiosi, fra i quali un Leone d’ Oro alla Mostra del Cinema di Venezia.
E che dire di Haruki Murakami e del suo Noruwei no Mori? Il libro racconta una storia d’amore decisamente non ordinaria e molto altro e divenne un tale successo in Giappone che Murakami decise di lasciare casa e di andare a vivere per qualche tempo nel sud dell’Europa e negli States.
Murakami è uno degli scrittori più amati in Giappone e all’estero e i suoi libri sono tradotti in più di 46 lingue.
Per la realizzazione del film Murakami e Anh Hung Tran hanno collaborato per scrivere la sceneggiatura e i dialoghi.
Toru Watanabe è il ragazzo protagonista del racconto ed è interpretato da Kenichi Matsuyama mentre è Rinko Kikuchi ad interpretare Naoko, la ragazza di cui si innamora il protagonista.
Non voglio raccontarvi nulla di più sul film, augurandomi che venga presto distribuito in Italia.
Nel frattempo aspetto di sentire i commenti post-presentazione di oggi pomeriggio.
A prestissimo.
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Domenica, Agosto 15, 2010

O Bon

Mezza estate e dunque お盆 O Bon !
obon1.jpg
La festa in cui in Giappone si ricordano e si accolgono per tre giorni, gli spiriti dei nostri antenati che vengono a farci visita ogni estate, dal 13 al 15 di agosto.
E’ una tradizione di origine buddista secondo la quale si crede che gli spiriti dei nostri parenti defunti ritornino nel mondo e vengano a trovarci a mezza estate e la finalità della ricorrenza è quella di unire le persone vive con gli spiriti.
Per tre giorni ogni famiglia è pronta ad accogliere i morti che ritornano e che pare siano molto esigenti e facili alla permalosità.
Cosicché è meglio lasciare fuori dalla porta di casa del cibo e da bere, come benvenuto.
La presenza degli spiriti è davvero sentita e talvolta le persone provano a comunicare con loro, chiedono consigli e si confidano.
Oltre a ciò, si va al tempio e si prega per i defunti con l’assistenza dei preti buddisti e si dovrebbe ricordare l’importanza dei legami familiari e il rispetto per chi non è più con noi.
Questa festa a mio parere particolarmente interessante, servirebbe anche a prendere coscienza, pian piano, di quanto sia prezioso e breve il tempo da vivere insieme ai nostri cari.
O Bon è anche conosciuto come Festa delle lanterne perché si usa accendere delle lanterne intorno all’altare dei defunti
nella ざしき zashiki, la stanza principale della casa, in modo da far luce e favorire gli spiriti nel ritrovare la porta di casa.
Ma la parte più divertente della festa arriva con il calar della sera del 15 agosto, quando per salutare gli spiriti che stanno per lasciarci, si balla 盆おどり Bon Odori, la danza di Obon.
Gli abitanti del quartiere si riuniscono nel parco del tempio e alla luce delle lanterne, al ritmo dei たいこ Taiko e al suono dei flauti, danzano per ore ed ore.
Vestiti con gli yukata estivi i bambini e gli adulti fanno girotondi e saltellano senza sosta nella notte mentre gli antenati lentamente tornano nella loro dimensione di spiriti…..

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Lunedì, Luglio 26, 2010

La casa di Totoro

Oltre all’uscita del nuovo film di casa Ghibli, papà Hayao Miyazaki è riuscito nell’impresa di far rivivere un vero parco intorno alla restaurata casa dell’adorabile Totoro. totoro.jpeg
Lo scorso anno, la casa che aveva ispirato il regista e sceneggiatore giapponese Miyazaki per la stesura del film Tonari no Totoro nel 1988, era stata bruciata e quindi distrutta.
Ma ieri è stata aperta al pubblico, bella e ristrutturata alla perfezione con tanto di 840 metri quadrati di parco intorno.
La casa si trova nel quartiere di Suginami, esattamente ad Asagaya proprio vicino allo Studio Ghibli e a molti altri studi di animazione di Tokyo.
Fino a pochi anni fa, in questa casetta di legno ad un solo piano, con il tetto di tegole rosse e gli infissi delle finestre dipinti di bianco, abitava ancora la signora Kondo Ei, circondata da alberi di ulivo, rose, magnolie ed altri 50 tipi di piante.
Ovvio che Miyazaki la scegliesse come casa della misteriosa creatura della foresta che è appunto Totoro.
Ma nel 2007 la signora Kondo si trasferì per motivi di salute in un’altra casa e molte persone del quartiere firmarono una petizione affinché la casa ed il terreno che la circondava diventassero un parco pubblico.
Il governo di Suginami comprò il terreno ed ecco pronta la nuova casa di Totoro con più di 100 specie di piante e fiori a disposizione di grandi e piccini.
La signora Kondo ha oggi 85 anni ed è felicissima che la sua ex casa sarà visitata da milioni di persone.
casa-di-totoro.jpg Anche noi non vediamo l’ora di incontrare Totoro e famiglia e magari di bere un te verde insieme.
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